Hamburger vegan e glutenfree - feelfreeglutenfreeE’ primavera, è tempo che esca dal mio letargo, l’ultimo post è proprio datato!!!
Ma è stato un letargo tutt’altro che riposante, anzi.
Per la mia salute, forse, avrei proprio fatto bene a imitare tutte quelle “bestioline” che si rintanano in attesa della bella stagione.
Ma se avessi fatto così, la mia “esperienza” nel mondo, non sarebbe evoluta.
E, evolvermi, è la cosa che in questo momento mi preme di più: ma indubbiamente è faticosoooo!
No, non ho viaggiato.
Tre quarti del tempo sempre in ufficio l’ho trascorso, ma grazie a ore di sonno perse e a weekend intensi di approfondimento, sono riuscita a fare i miei primi passi verso il mondo che vorrei.
La strada è ancora luuuuunghissima, ma una cosa l’ho capita.
Ho capito che per me la via d’uscita da questa crisi (non solo economica, ma anche di valori), che sembra non volerci abbandonare, non è il rilancio a tutti i costi dell’economia e dei consumi.
Non so a voi, ma a me dispiace non poter essere libera di poter disporre del mio tempo, perché per poter pagare mutuo, bollette, cibo, e tutte le cose che consumo, devo necessariamente lavorare almeno 8 ore al giorno.
Mi sento in trappola.
Lo so, ve l’ho già detto, ma ora sto iniziando ad agire e non solo a lamentarmi!!
Certo, sono privilegiata rispetto a tanti che un lavoro non l’hanno e che faticano ad arrivare a fine mese, ma pensare che la nostra vita è così strettamente legata al dover lavorare per guadagnare soldi che spendiamo per lo più in oggetti superflu, e, che per fare questo, sacrifichiamo tante cose importanti di cui probabilmente non ce ne rendiamo conto, mi rende molto inquieta.

E allora, nel mio piccolissimo, sto cominciando un lento, leeentissimo cammino verso quella che viene definita decrescita felice. Ho deciso di farlo per me, per provare a dare un senso alla mia presenza su questo pianeta.
Utopia? Può essere, ma io confido fermamente che un altro modo di vivere sia possibile!

Ma ora, bando alle ciance: è o non è 1l 100% Gluten Free (fri)Day?
Questa la ricetta che ho pensato di dedicare alla giornata di oggi, per restare proprio in tema “decrescita”.
E’ primavera e il nostro corpo ha bisogno di alleggerirsi, abbiamo già passato assieme qualche altra primavera e se volete approfondire qui e qui e qui, trovate gli altri post in tema con la stagione.
Alleggerirsi significa ridurre il consumo di prodotti animali (fa bene a noi e al pianeta), privilegiare cotture più veloci, aiutare il fegato a compiere il suo mestiere aumentando il consumo di fresche verdure a foglie verde: la clorofilla è un toccasana per questo nostro preziosissimo organo.
Nella medicina cinese il fegato è considerato il Generale del nostro corpo.
Purifica il sangue e fa in modo che non gli manchino riserve di ferro e di altre sostanze necessarie alla nostra salute: distribuisce energia al corpo.
Va da sé che più lo trattiamo bene più gli facilitiamo tutti questi compiti e più noi ne guadagnamo in salute, anche emotiva!
Quindi pochissimi grassi animali (meglio ancora fare un’astinenza di 40 giorni per permettere una bella pulizia di primavera), pochissimissimo fritto, ma anche poca cottura al forno ad alte temperature, perché una cottura così intensa blocca l’energia ascendente del fegato.
Taaanti germogli, alghe, tante insalate e magari anche dei centrifugati verdi, sempre senza esagerare, mantenendo la dieta bilanciata.

Eccola, eccola, la ricetta.
E’ stata pubblicata su A Tavola del mese di febbraio, ma credo sia perfetta anche ora, magari con qualche accorgimento:

Ingredienti:

50 g soia nera – 50 g azuki – alga kombu – 1 carota – 1/2 porro – 2 cucchiai di pinoli – 40 g grano saraceno riso integrale – sale q.b – (farina di grano saraceno* fac. o di riso*) – insalatina stagionale (senape, nasturzio, mizuna)
Se la famiglia è più numerosa le dosi possono essere raddoppiate!!

Ho pulito la soia nera e gli azuki con uno straccio umido per eliminare eventuali residui di polvere e li ho messi in ammollo per 12 ore con un pezzettino di alga kombu.
Quindi li ho cotti nella pentola a pressione con parte della loro acqua di ammollo per circa 50 minuti (la soia resta un po’ più dura, gli azuki cuociono in molto meno tempo, ma visto che si trasformeranno in hamburger va bene se si spappolano un po’).

L’acqua deve essere regolata in modo che venga assorbita durante la cottura.

Nel frattempo ho fatto cuocere il riso integrale (circa 45 minuti). Sembra un tempo infinito, ma entrambe le cotture fanno da sole, quindi il tempo può essere investito per altro!!!

Quando tutte è cotto, ho frullato porro e carote, aggiunto i legumi ben scolati e con l’aiuto di un frullatore a immersione ho sminuzzato grossolanamente il tutto.
Si ottiene un impasto appiccicoso.
Ho fatto tostare leggermente pinoli che ho tritato e infine aggiunto al resto.

Quindi ho completato l’imposto col riso integrale, volendo lo si può mettere anche prima e poi frullare assieme al resto.
Se il composto è ancora molto umido si può aggiungere un cucchiaio di farina di riso finissima.

Ho scaldato una piastra spennellata con dell’olio di sesamo e, quando si è scaldata ho appoggiato un coppapasta del diametro di 7 cm e l’ho riempilo con l’impasto lasciando uno spessore di circa 1 cm.
Appena la parte a contatto con la piastra si è cotta ho levato il coppapasta e ho girato l’hamburger (3-4 minuti per lato sono sufficienti.

Per bilanciare queste lunghe cotture ho preparato una bella insalatona con tutte le verdurine che ho trovato nell’orto e le ho gustate fresche appena raccolte!

E con questa ricettina, che dedico alla MBF, e un po’ rielaborata rispetto all’originale (ma il bello è questo, modificare la propria alimentazione seguendo il ritmo delle stagioni), partecipo al 100% GFFD per festeggiare anche la nascita della nostra Associazione.
ilove-gffd
Venite a trovarci!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

Oh Christmas free - Gluten Free Travel & Living
E’ appena passata santa Lucia nelle case di tanti bambini, e chissà se qualche piccolo sglutinato ha scritto nella sua letterina di poter tornare a mangiare i dolcetti natalizi come un tempo passato!

Lo sapete che non approvo la maggior parte degli ingredienti dei dolci, ma posso capire il desiderio di voler gustare, come tutti, qualcosa di buono e di speciale, qualcosa di unico che renda indimenticabili le feste di Natale.

Beh, anche la redazione di Gluten Free Travel & Living sa bene cosa significhi essere obbligati a dover rinunciare a qualcosa, e quando questa rinuncia è costretto a farla un bambino il dispiacere è ancora più grande.

E allora la redazione si è messa all’opera per potervi regalare un libro, il primo libro di ricette natalizie, realizzato totalmente con le proprie mani, dalla A alla Z!
Tante mani, per fortuna, e soprattutto tanti cuori!

Abbiamo messo passione, abbiamo dedicato tempo ed energie rubandoli al sonno e ai we in famiglia.
Abbiamo riso, ci siamo scoraggiati, e poi incoraggiati a vicenda. Abbiamo fatto e disfatto, e poi rimontato per potervi regalare uno spunto (o un incoraggiamento) per trasformare il vostro Natale sglutinato in un Natale colorato e goloso.

Oh Cristmas Free,
lo potete scaricare a questo link.
Le ricette sono state tutte cucinate, fotografate e, soprattutto, mangiate da noi, e sono tuuuutte buooooonissime, sglutinate, ovviamente, e quasi tutte anche senza lattosio (o facilmente “delattosizzabili”!!!).

Speriamo veramente che possa diventare un fidato compagno in cucina in questi giorni di preparativi, ma non solo in cucina: vi invitiamo a sfogliarlo con i vostri bimbi, perché non troverete solo ricette da preparare assieme, ma troverete tante altre cose da poter condividere proprio con tutta la famiglia!
Sulle note di una canzone natalizia strimpellata dai vostri pargoli, potrete preparare i menù o i segna posti per la tavola natalizia, o lanterne luminose per rendere unica l’atmosfera della vigilia.
Potrete far addormentare i piccoli raccontandogli una magica storia, inventata per l’occasione da una loro coetanea, e potrete imparare assieme a loro una filastrocca da recitare prima di scartare i regali!

Insomma…vi ho incuriositi??? Ora non vi resta che cliccare!!!!

oh Christmas Free - Gluten Free Travel & Living

Brodo di verdure dolci senza glutine - feelfreeglutenfree Siamo seeeempre di corsa, sempre indaffarati in mille faccende, soprattutto io, che se non mi impegno in 1000 cose, non sono felice!!
E mi domando pure il perché!
La maggior parte delle risposte, per fortuna, le conosco, ma quando esagero ho paura di arrivare al limite del “patologico”…
Vabé, finché reggo, non mollo. E magari in tutta questa distrazione non ci siamo nemmeno accorti che è arrivato l’autunno!!
Forse al sud ancora non si nota, ma non è solo una questione climatica: le giornate comunque si accorciano e l’energia sta cambiando.
Per la medicina cinese stiamo passando dall’energia Terra, quella che domina la tarda estate, all’energia Metallo. Energia che coinvolge maggiormente polmoni e intestino crasso.

Osservare il mutare delle stagioni ci aiuta a capire come l’ambiente cambia attorno a noi.
E, se non abbiamo tempo di guardare fuori dalla finestra, soffermiamoci a pensare un attimo a come cambia la nostra vita al susseguirsi delle stagioni: il nostro armadio, il nostro tempo libero e spesso anche l’umore si modificano in base al caldo o al freddo e a seconda dell’allungarsi o dell’accorciarsi delle giornate.
Purtroppo però questo cambiamento si nota meno sulle nostre tavole: i supermercati offrono sempre gli stessi prodotti (vi sarete già accorti che ho maturato una certa antipatia verso i supermercati a GDO, vero?): pomodori, peperoni, zucchine e melanzane si trovano tutto l’anno, così come banane e ananas e, ne parlavo giusto ieri con una collega, questi posti sono diventati ormai quasi necessari a causa dei ritmi frenetici della vita che ci portano a scegliere molto spesso cibi facili e veloci da cucinare, perché si arriva a casa stremati dal lavoro, magari 12-13 ore dopo che si è usciti la mattina!
Un’insalata ben pulita è sempre disponibile nei banchi di ogni supermercato, anche se non è di stagione e la cena è bella e pronta in 5 minuti. “Cosa c’è di male”, adesso vi chiederete, “a mangiare un’insalata? O una banana per merenda? Non dobbiamo forse mangiare tanta frutta e verdura?”
Da un lato non ci sarebbe quasi nulla di male: vitamine e sali minerali sono inclusi nella nostra dieta anche mangiando frutta e verdura non di stagione; questo però porta a non essere sintonizzati con la stagione in corso: non è un caso se con l’autunno cominciano i primi raffreddori e i cosiddetti malanni di stagione! Durante l’estate abbiamo consumato cibi più rinfrescanti, utilizzando in prevalenza stili di cottura più veloci o prediligendo addirittura cibi crudi.
Questo ha permesso che si creasse un equilibrio con l’ambiente esterno: ‘combatto’ il caldo con il fresco! L’arrivo dell’autunno invece porta un aumento di umidità e una diminuzione della temperatura, ai quali il nostro corpo non è ancora preparato. E se insieme al cambiamento climatico non cominciamo a modificare la lista della spesa, sarà probabile che dopo qualche settimana dall’equinozio arrivino i primi starnuti!
Lo confesso, io mi sono già raffreddata!!!
Il corpo infatti cerca di liberarsi dal freddo e dall’umidità accumulata nei mesi estivi per trovare il calore necessario ad affrontare la nuova condizione. E se continueremo a mangiare gli alimenti che ci hanno tenuti freschi d’estate, il nostro corpo non sarà in grado di trovare le risorse per combattere i primi virus, rendendoci così vulnerabili.
Fortunatamente la natura ci offre delle soluzioni per aiutarci a risolvere o alleviare i primi fastidi, come tosse e febbre, e ci fornisce gli ingredienti adatti per affrontare la convalescenza.
Per rafforzare il sistema immunitario un toccasana è il brioso di verdure dolci. Zucca, cipolla, carota cavolo, che diventa ancora più interessante se gli si aggiunge alla fine un tocco qualcosa di più “fresco”, sempre per mantenere una certa dinamicità nel piatto.
Il brodo di verdure dolci aiuta in molti disturbi, regola anche la glicemia e la concentrazione se preso nel tardo pomeriggio, ma con qualche variante può essere un ottimo antipasto perfino per una cena romantica:

Ingredienti:

2 tazze abbondanti di acqua;
1 carota di piccole dimensioni;
1/2 cipolla;
1 spicchio di zucca;
1/4 di gambo di sedano;
1 pezzetto di daikon;
1 fetta di limone o zenzero fresco grattugiato;
1 pizzico di sale.
Ho tagliato le verdure a cubetti, il più piccolo e regolare possibile, a eccezione della cipolla (che non ho ulteriormente tagliato).
Le ho aggiunte in un pentolino e le ho coperte con l’acqua.
Ho portato a ebollizione, ho aggiunto un po’ di sale, e ho lasciato cuocere qualche minuto.

Quindi ho “inciotolato” (eliminando la cipolla) e prima di servire ho aggiunto mezza fetta di limone (eventualmente anche qualche goccia di succo di zenzero).

Questo brodo, riscalda, distende e prepara lo stomaco a ricevere il resto della cena (che consiglio essere sempre leggera!!)

Carota e daikon (e zenzero), agiscono sull’energia Metallo, e vanno a nutrire l’intestino crasso, organo di eliminazione (essendo radici agiscono in profondità), e in autunno gli organi di eliminazione, soprattutto i polmoni sono più sollecitati.
Il sapore dolce di zucca e carota invece nutrono pancreas e milza, e il succo di limone o dello zenzero bilancia la lunga cottura delle verdure, cottura che in questa stagione è preferibile allungare un po’ perché nonostante disperda qualche vitamina, dona quel calore necessario agli alimenti che viene poi restituito al nostro organismo.
E se avete il dubbio di perdere troppa vitamina C, basterà aggiungere alle pietanze un cucchiaino di succo di limone, o una forchettata di verdure fresche, senza esagerare…

Ecco allora che quello che in apparenza è un semplice brodo, in realtà offre un preziosissimo aiuto e un sostegno al nostro organismo.

E con questa ricetta vi auguro un buon inizio di stagione e un buon 100%GFFD!

ilove-gffd

Il blog è da tempo silenzioso, ma nella mia testa è un susseguirsi di pensieri, sogni, progetti, speranze, illusioni, realtà possibili.
Ho finalmente realizzato che così non va.
Ho realizzato che se continuo solo a lamentarmi, difficilmente riuscirò a far cambiare le cose.
Ho capito che è il momento di fare qualcosa.
Un fulmine a ciel sereno, ma maturato pian pianino.
Un susseguirsi di eventi che hanno composto il puzzle.
Un percorso che è stato faticoso, ma che ha finalmente trovato un senso.
E chissà, se 4 anni fa non avessi scoperto di essere celiaca, se oggi io sarei comunque a questo punto.
La celiachia mi ha portato a iscrivermi a un corso per terapista alimentare. Ho stravolto la mia alimentazione che pian pianino ha “stravolto” me.
Ho cambiato il modo di far la spesa, di cucinare. Ho ricercato le verdure più naturali possibili andandole a scovarle direttamente dai contadini, poi ho sentito la necessità di produrle io queste verdure e ho avuto la straordinaria fortuna di inciampare nella cooperativa sotto casa che stava per dedicare uno spazio a degli orti.
E’ nato bORTOlo, sono nate nuove amicizie e ho stravolto il modo di vivere il mio quartiere.
Ho scoperto che esiste un’agricoltura che non ‘violenta’ la terra, ma che la protegge perché è preziosa.
Ho scoperto che esistono persone che combattono tutti i giorni per salvaguardare i semi antichi, che li scambiano, che difendono con le loro mani la biodiversità.
Biodiversità, una parola che mi suonava quasi antipatica…”Ma perché biodiversità?”, mi chiedevo. Finché non ho capito che la biodiversità è l’unica cosa che può salvarci.
E finalmente il cerchio si è chiuso e il puzzle si è composto.

Sono appena tornata da un incontro organizzato da IRA-C. Il tema: Movimenti per la terra e il paesaggio.
Si è parlato di come è cambiata l’agricoltura, il paesaggio; si è parlato di cosa vuol dire oggi essere contadino e di non poter essere libero di riprodursi i semi;
si è parlato di OGM, di Monsanto, di EXPO.
Già, perché quando il tema dell’EXPO è nutrire il pianeta, energia per la vita, non puoi non parlarne in un incontro del genere.
Non so voi, ma io mi sento presa in giro da questo EXPO.
Con cosa lo nutriamo il pianeta?
Con i semi sterili di Monsanto&co. conditi dai fertilizzanti necessari per farli crescere?
A chi lo facciamo nutrire il pianeta? A 10 multinazionali che controllano la maggior parte del  nostro cibo? Che lo creano in laboratorio mischiando zucchero, sale e grassi, per renderlo appetibile e innescare così la nostra dipendenza? Ma secondo voi perché negli omogeneizzati per i bambini ci mettono lo zucchero? Non ce ne libereremo più neppure da grandi!!

Cosa è EXPO.
EXPO è un grande parco di divertimenti per le famiglie (definizione data da uno dei portavoce EXPO in occasione di una presentazione sull’apertura dei Tavoli Tematici).
Prima di EXPO, il nulla, dopo di EXPO, il nulla, ma durante EXPO le famiglie possono divertirsi a girare il mondo tra infiniti stand.
E tra questi stand ci sarà anche quello di Monsanto, perché l'”EXPO è l’unico luogo dove potremo trovare tutti” (cit. sempre del portavoce).
Dove convivranno pacificamente Palestina e Israele, dove associazioni come Lega Ambiente, WWF, e altre associazioni ‘ecologiste’, convivranno accanto a chi il pianeta lo vuole monopolizzare per profitto, a chi il pianeta lo sta deforestando per produrre soia OGM, destinata a mucche e maiali che troveremo poi nei nostri supermercati..

Bo?? Io mi sento un po’ presa in giro e non mi sembra che tutto questo sia molto divertente…
E anzi, ha ragione Teodoro Margarita (Associazione Civiltà Contadina) a essere letteralmente terrorizzato (cacato sotto, per la precisione) quando pensa che nessuno avrà la forza per contrastare tutto questo.
Quando fuori dall’EXPO ci saranno solo quei pochi che hanno rifiutato l’invito, perché non possono accettare di stare ‘sotto lo stesso tetto’ di chi il pianeta lo sta affamando. Che staranno fuori per difendere la biodiversità, per impedire che venga spazzata via, per impedire che il nostro cibo cresca da semi che produrranno frutti sterili…

Io probabilmente, se 4 anni fa non avessi scoperto di essere celiaca, se non avessi intrapreso questo percorso, non sarei arrivata a capire dove ci stiamo dirigendo, e magari avrei continuato a comprare 6 crostate di quel mulino tanto carino, a 1 euro, soddisfatta per l’affare fatto, senza rendermi conto di quello che stavo accettando.

bORTOlo mi sta insegnando tanto, alla faccia di tutti gli scettici che non avrebbero scommesso neppure un centesimo sulla sua fecondità.

Vi sembra che non sia fecondo?
La sinergia per me ha funzionato, eccome se ha funzionato!

bORTOlo

bORTOlo mi ha aperto ulteriormente gli occhi e ha dato una scossa alla mia coscienza.
Io ora so che voglio difendere la biodiversità e lo farò stando fuori, stando accanto a quei pochi, lo farò raccogliendo i semi che mi donerà e che custodirò per la prossima stagione.
Ma più saremo a farlo, più potremo garantirci un futuro fecondo.
Un vaso sul terrazzo, un’aiuola sotto casa, nel cortile della scuola. Seminiamo ovunque, semi buoni, semi ‘veri’.
Cercate chi ha i semi, e cominciate a nutrire voi stessi e il pianeta.
E unitevi a quei pochi che staranno fuori…magari poi scopriranno di non essere poi così in pochi.

Il nostro pianeta ha bisogno di essere difeso e penso che per come l’abbiamo ridotto, glielo dobbiamo.

Buon 100% GFFD!

 

 

fiori di zucca ripieni alla crema di mandorle-2Speravo io di riuscire a essere un po’ più presente in questo periodo, ma non ce l’ho fatta.
Comunque proprio in questo momento, mentre voi state leggendomi, io sono in viaggio per le vacanze!!
Meta prescelta: Sicilia!
Non è che siamo monotoni, ma quando ci troviamo a “dover” scegliere come trascorrere quella manciata di giorni di libertà che gentilmente qualcuno ha deciso di concederci (o meglio di concedermi, visto che Marco, ha moooolto più tempo libero di me) la decisione ultimamente è sempre ricaduta sulla Sicilia, e così, anche e per quest’anno, stessa spiaggia stesso mare….Mi sto invidiando da sola!!!

Quindi per consolarvi, se le vostre vacanze ancora sono lontane, vi lascio questa ricetta speciale!
Speciale perché è stata la ricetta che ho portato al contest dal vivo organizzato dalla meravigliosa LEI e dal meraviglioso LUI di acqua&menta!
Tre impavide foodblogger (una delle quali sarei io), sabato scorso, si sono sfidate nella bellissima cornice del centro casalinghi Dal Toscano sotto gli occhi di tre giurati d’eccezione: la chef Elisabetta Arcari, la giornalista Sabrina Pinardi e il fotografo Cristiano Giglioli.
Una giornata passata a cucinare tra chiacchiere e racconti. Un confronto tra cucine così diverse ma allo stesso tempo tolleranti l’una verso l’altra nel rispetto delle intolleranze!
Eh sì, perché tutti gli ingredienti proposti erano senza glutine e le ricette dovevano essere senza glutine e senza lattosio, e pensate un po’, anche se era sabato, e non venerdì, abbiamo tutti mangiato gluten free per evitare che qualcosa potesse contaminarsi.
Daniela e Juri sono stati dei padroni di casa impeccabili e ci hanno fatto sentire veramente a nostro agio.
La ricetta vincente è stata quella di Valentina, bravissima!
Ma il mio fiore di zucca direi che ha fatto la sua bella figura tant’è che è arrivato secondo a pari merito con la ricetta di Morena! ihihihi

Ecco, ve lo presento oggi che è venerdì per Il nostro 100% Gluten Free (fri)Day

ilove-gffdIngredienti per 6 fiori:

6 fiori di zucca;
250 g di mandorle sgusciate e pelate;
100 ml di latte di mandorla;
scorza di mezza arancia;
succo di mezza arancia;
3 cucchiai di sciroppo d’acero;
100 g di cioccolato fondente 85%*;
2 foglie di menta;
un pizzico di sale;

Per prima cosa ho spremuto l’arancia e messo da parte il succo. Ho tolto la parte bianca e ho tagliuzzato finemente la scorza che ho fatto caramellare sul fuoco con un cucchiaio di succo d’acero.
Poi ho frullato per qualche minuto – col frullatore a immersione – le mandorle aggiungendo a poco a poco il latte, due cucchiai di sciroppo d’acero e il succo dell’arancia, fino a ottenere una crema soffice.

PARENTESI: mi hanno chiesto perché il frullatore a immersione, anziché il classico: “masochismo?”.
Non proprio.
Mi piace trasmettere al cibo un po’ della mia “energia” e quando uso il frullatore normale questo non avviene: schiaccio il pulsante e fa tutto lui.
Al contrario, col mio prode aiutante, mi sento più partecipe, anche se è sicuramente più faticoso!

Quindi, ho aggiunto 50 g di cioccolato fondente spezzettato grossolanamente e ho mescolato il tutto.

Ho messo a bagno maria il restante cioccolato fino a sfarlo sciogliere e ho fatto tostare alcune mandorle tritate in una padellino a parte.

Con l’aiuto di una sac a poche ho riempito i fiori con la crema e li ho spennellati con un po’ di sciroppo.
Ho quindi impattato adagiando il fiore ripieno su un letto di cioccolato sciolto, cospargendolo con le mandorle tritate.

Se il dolce fosse stato più fresco probabilmente l’avremmo gustato con più piacere, ma il sapore e la consistenza erano veramente gradevoli, direi proprio buoni!

Un dolce un po’ diverso dal solito, completamente sglutinato e senza lattosio. Il fiore di zucca è un involucro perfetto, discreto, ma d’effetto.
Mi è spiaciuto non poterlo fare assaggiare alla mamma di Valentina, perché allergica alla frutta a guscio: mannaggia, se l’avessi saputo prima avrei magari pensato a un’altra ricetta…alla fine gli ingredienti della misteri box erano talmente invitanti che ci si poteva veramente sbizzarrire per poter accontentare tutti!!!

Chissà se ci sarà un’altra occasione…

Buon 100% Gluten Free (fri)Day a tutti e se non avrete mie notizie per altri 15 giorni è perché starò sicuramente contemplando qualche angolo meraviglioso di Sicilia.

 

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

 

Food Revolution day - feel free gluten free
Altro periodo superintenso, che non mi permette di dedicarmi al blog quanto vorrei…
Ma oggi, a costo di passare la notte in bianco, non posso mancare a questo doppio appuntamento.
Sicuramente avrete notato che ormai scrivo solo di venerdì, per celebrare il 100% Gluten Free (fri)Day, al quale, oggi, si aggiunge anche una rivoluzione!
Questa rivoluzione è fomentata da Jamie Oliver, chef britannico, impegnato ormai da anni in progetti di educazione alimentare all’interno delle istituzioni (scuole in primis) fino ad entrare nelle case delle famiglie.
Ha combattuto una dura battaglia (vincendola) contro il colosso americano dei fast food e ha fatto eliminare dalle scuole le macchinette che distribuiscono latte zuccherato.
Insomma, non se ne sta rinchiuso in cucina!
Per Jamie Oliver oggi è il FOOD REVOLUTION DAY!


Addirittura rivoluzione, penserete?
Già, rivoluzione, ahimè, è il termine corretto.
Se avete letto qualche mio post, non vi stupirete più di tanto se in tutta sincerità vi dicessi che le ricette che Jemie “spaccia” in tv per salutari, per me hanno spesso qualche pecca… Ogni volta che mi capita di guardare una sua trasmissione c’è qualcosa che mi lascia perplessa, ma dopo la mia vacanzina a Londra ho capito il perché!
Londra è meravigliosa. A Londra ti passa il mondo nel piatto anche solo passeggiando per una sola strada. Penso che difficilmente esista una città che ospiti veramente qualsiasi tipo di cucina, neanche a NY ho avuto questa sensazione, se pur si trovi di tutto.
Ma se si entra in un supermercato londinese lo scenario cambia completamente e, almeno per me, la realtà si presenta un po’ inquietante…
Tutto è confezionato in mono porzioni: sandwich, “verdure” tagliate e pulite che occupano più spazio di quelle fresche, zuppe, macedonie, etcetc.
Questo perché a Londra la maggior parte delle persone non cucina mai.
Compra queste sorte di lunch box fatte in serie (dall’aspetto anche appetitoso e salutare) e via.

Certo, anche nei nostri supermercati vanno sempre di più cibi pronti e surgelati che basta riscaldare e dopo quattro S _ _ _ _ I in padella sono belli e pronti, o zuppe e riso liofilizzati, ma (se pur non condivido neppure queste scelte) almeno in questi prodotti si presuppone un minimo atto in cucina. Cosa che non ho avvertito tra gli scaffali a Londra.
La maggior parte dei londinesi delega completamente ad altri (street food, franchising, supermercati) la responsabilità del cibo che poi andrà a nutrire il loro corpo.
E allora ho capito che la sfida di Jamie è ben più ardua di quella che potrebbe essere qui da noi (anche se ormai le cattive abitudini sono entrate anche nelle nostre case).
Quindi, Jemie, ha capito che per far breccia deve necessariamente trovare dei compromessi, ed effettivamente solo così potrà sperare di riportare in cucina le persone.
E non può certamente farlo proponendo cose troppo lontane da quello a cui ormai si(ci) sono(siamo) abituati. Ed ecco spiegato il perché di quelli che reputavo degli “scivoloni” (quindi lui è perdonato!!! ihihihi, che irriverente che sono!).

Inoltre anche io tempo fa ho iniziato una sorta di rivoluzione personale. Prima la rivoluzione dovuta alla scoperta della celiachia e poi la rivoluzione una volta capito quanto sia profondo il legame tra cibo e salute.
Una rivoluzione cominciata intimamente, portata avanti pian piano dall’ascolto del mio organismo che variava a seconda dei cambiamenti che portavo in tavola, e di conseguenza una rivoluzione che tento di portare avanti quotidianamente con parenti, amici, colleghi e persone che sono sicura che ne riceverebbero gran beneficio.
Questa rivoluzione consiste semplicemente nell’evitare il più possibile tutto quello che proviene dall’industria alimentare, per tornare a mangiare prodotti il più possibile vicini alla terra: Cereali integrali, legumi, verdura di stagione come base e poi frutta e altri alimenti come semi oleosi, piuttosto che alghe, o prodotti fermentati a completamento della dieta, il tutto accompagnato da vari stili di cottura e da diversi condimenti.
Insomma, una scelta per nulla mortificante o limitante, anzi!
E in più congeniale al mantenimento (o al recupero) della salute!

Bene, ora veniamo al dunque.
Saremo anche una piccola goccia insignificante, ma noi gluten free travel&living girls(&boy) abbiamo deciso di approfittare di questa rivoluzione per proporre – in questo 100%GFFD – di aderire in contemporanea anche al FOOD REVOLUTION DAY. Come? Cucinando i cavalli di battaglia di Jemie, chiaramente in versione gluten free.
100%Gluten Free (fri)Day
Come fare? Qui è spiegato tutto quanto!

Io ho scelto il crunch carrot pittas pensando alle mamme che devono preparare un pranzo nutriente, gustoso e non pesante ai loro bimbi che magari sono fuori per una gita scolastica.

Nella ricetta non c’era, ma ho pensato di aggiungere anche un po’ di hummus di ceci, per completare il pranzetto.

Qui trovate la ricetta originale e qui sotto la mia versione sglutinata ad hoc!

Ingredienti per 3 pitte:

140 g Mix B schar
50 g bezgluten
30 g farina di teff*
20 g wertz
20 g farina grano saraceno*
230 ml acqua
4 g lievito secco*
15 ml olio extra vergine di oliva (o se piace di sesamo)
5 g sale integrale
1 cucchiaio di semi di papavero
1 cucchiaio di semi di sesamo
2 carote
1 arancia non trattata
1 limone
Olio extravergine di oliva
sale
pepe
rucola (al posto del coriandolo)
1 bicchiere di ceci secchi precedentemente ammollati e cotti a pressione
1 cucchiaio di tahin*
1/2 spicchio d’aglio

Ho fatto sciogliere il lievito nell’acqua, quindi ho aggiunto le farine e ho azionato l’impastatrice col gancio. Ho lasciato lavorare 5 minuti.
Ho messo l’impasto coperto con pellicola nel forno spento per 1 ora e 30 minuti circa, fino al raddoppio dell’impasto (più o meno).
Trascorso il tempo di lievitazione ho diviso l’impasto in tre parti e le ho lavorate sulla spianatoia leggermente infarinata con l’aggiuta di qualche seme di papavero e sesamo (l’impasto non appiccica e si lavora bene).
Ho dato la forma alle pitte schiacciandole con le mani e le ho lasciate riposare coperte con un panno di cotone per altri 40 minuti circa.

(Volendo aumentando a 240 ml l’acqua e utilizzando 40 g di lievito madre potete farle a lievitazione naturale
Il procedimento è lo stesso, ma dovrete far lievitare l’impasto per circa 8 ore, quindi la notte per la mattina!
Ho provato entrambe le versioni e sono soddisfatta!!)

A questo punto ho scaldato il testo per le piadine e ho cotto il pane: 5-6 minuti per lato. Inizialmente a fuoco alto, e poi ho abbassato la fiamma.

In sostanza ho preso spunto dalla ricetta di Uncuoredifarinasenzaglutine del pane arabo.

Nell’attesa della seconda lievitazione ho preparato il ripieno seguendo la ricetta di Jamie.
Ho grattugiato le carote, tritato la rucola, spremuto il succo di mezzo limone e dell’arancia dalla quale ho grattugiato la scorza che ho unito alle carote.
Ho messo il tutto in un’insalatiera e ho mescolato aggiungendo un po’ d’olio, sale, pepe e i semi tostati.

Ho preso i ceci e li ho frullati assieme all’olio, la tahin, sale e succo di limone per fare l’hummus

Quindi ho aperto le pitte, ormai pronte, e le ho farcite.

BUONISSIME, ma che ve lo dico a fare?

Direte voi, non sarà mica una ricetta veloce questa?
Volendo lo diventa.
Come?
La sera preparate l’impasto, che mettete in frigorifero, e fate tostare i semi un paio di minuti.
Al mattino appena sveglie prendete l’impasto che sarà pian piano lievitato comunque, lo porzionate e lo fate riposare intanto che vi sustemate.
Per preparare l’insalata di carote ci vogliono 5 minuti e per l’hummus, se non volete preparare voi i ceci, prendete quelli sotto vetro e li frullate (2 minuti?) con tutti gli ingredienti.
In poco tempo comporrete il pranzo al sacco per tutta la famiglia, gustoso, appagante, genuino e….sano?
Direi di sì!

Buona FOOD REVOLUTION, e buon 100% Gluten Free (fri)Day

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

 

100%GFFD pasta primaveraSono in ritardissimoooo per l’appuntamento di oggi, ma ce la devo fare!
Se non altro per lasciarvi una ricetta veloce veloce ottima per Pasquetta nel caso vi foste abbuffati un po’ troppo a Pasqua.
Se avete seguito le scorse ricette l’avrete capito che per questo mese bisogna prendersi molta cura del nostro fegato e della nostra cistifellea, giusto?
Ecco, tutte queste erbette verdi cariche cariche di clorofilla sono proprio un toccasana!
Eh sì, il verde è il colore abbinato a questi organi e tutto ciò che è verde è il benvenuto nei nostri piatti.
Tra i legumi i piselli sono i preferiti,  e visto che i grassi animali non vanno molto d’accordo con fegato e cistifellea, approfittate dei pisellini novelli (non quelli surgelati, mi raccomando!). Sgranarli in compagnia mette sempre allegria!!
E come aperitivo vi consiglio un bel brodo di clorofilla, anche questo aiuterà molto, soprattutto se soffrite di gonfiore allo stomaco.
Come prepararlo? Sempolicissimo.

Fate bollire una tazza d’acqua e aggiungete per 1 o 2 minuti al massimo qualsiasi foglia verde che avete a portata di mano con un piiiizzichino di sale.Filtrate e bevete prima di cena.
Provate per 10 giorni e poi mi direte!!
La ricetta di oggi invece è stata ideata per il menù di Pasquetta e la potete ancora trovare in edicola su A Tavola di aprile, assieme a tante altre, tutte dedicate a voi dalle Gluten FreeTtravel & Living girls!
lo sapete che siete sempre nei nostri pensieri e ogni occasione è buona per potervi intrattenere con ricette semplici e veloci che non vi fanno mai sentire la mancanza del fastidioso glutine!

Credo sia perfetta per questo venerdì sglutinato (che è anche Venerdì Santo).
100%Gluten Free (fri)Day
Da oggi abbiamo ideato un nuovo modo per raccogliere le ricette del 100%GFFD. Andate a leggere qui i dettagli!

E ora veniamo alla ricetta.

Ingredienti:

Pasta certificata senza glutine: scegliete sempre quelle senza emulsionanti e biologiche;
erbette aromatiche a volontà (erba cipollina, timo, finocchietto selvatico);
fiori di zucca;
Olio evtravergine di oliva;
sale

Ho messo l’acqua per la pasta a bollire e nel frattempo ho sminuzzato le erbe aromatiche, ho pulito i fiori di zucca e ho tagliato i petali a striscioline.
Raggiunto il bollore ho salato l’acqua e ho buttato la pasta cuocendola al dente.
Quindi l’ho scolata in una terrina e ho aggiunto le erbe aromatiche condendo il tutto con un filo di ottimo olio extravergine.
Se volete potete arricchirla aggiungendo semi di papavero o di girasole leggermente tostati.
Un’aroma e un profumo che riempiono la casa di primavera!
E se poi le erbette sono pure quelle del vostro terrazzo, ancora meglio!!!

Che aggiungere se non: Buona Pasqua e Pasquetta a tutti?

 

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