100%GFFD pasta primaveraSono in ritardissimoooo per l’appuntamento di oggi, ma ce la devo fare!
Se non altro per lasciarvi una ricetta veloce veloce ottima per Pasquetta nel caso vi foste abbuffati un po’ troppo a Pasqua.
Se avete seguito le scorse ricette l’avrete capito che per questo mese bisogna prendersi molta cura del nostro fegato e della nostra cistifellea, giusto?
Ecco, tutte queste erbette verdi cariche cariche di clorofilla sono proprio un toccasana!
Eh sì, il verde è il colore abbinato a questi organi e tutto ciò che è verde è il benvenuto nei nostri piatti.
Tra i legumi i piselli sono i preferiti,  e visto che i grassi animali non vanno molto d’accordo con fegato e cistifellea, approfittate dei pisellini novelli (non quelli surgelati, mi raccomando!). Sgranarli in compagnia mette sempre allegria!!
E come aperitivo vi consiglio un bel brodo di clorofilla, anche questo aiuterà molto, soprattutto se soffrite di gonfiore allo stomaco.
Come prepararlo? Sempolicissimo.

Fate bollire una tazza d’acqua e aggiungete per 1 o 2 minuti al massimo qualsiasi foglia verde che avete a portata di mano con un piiiizzichino di sale.Filtrate e bevete prima di cena.
Provate per 10 giorni e poi mi direte!!
La ricetta di oggi invece è stata ideata per il menù di Pasquetta e la potete ancora trovare in edicola su A Tavola di aprile, assieme a tante altre, tutte dedicate a voi dalle Gluten FreeTtravel & Living girls!
lo sapete che siete sempre nei nostri pensieri e ogni occasione è buona per potervi intrattenere con ricette semplici e veloci che non vi fanno mai sentire la mancanza del fastidioso glutine!

Credo sia perfetta per questo venerdì sglutinato (che è anche Venerdì Santo).
100%Gluten Free (fri)Day
Da oggi abbiamo ideato un nuovo modo per raccogliere le ricette del 100%GFFD. Andate a leggere qui i dettagli!

E ora veniamo alla ricetta.

Ingredienti:

Pasta certificata senza glutine: scegliete sempre quelle senza emulsionanti e biologiche;
erbette aromatiche a volontà (erba cipollina, timo, finocchietto selvatico);
fiori di zucca;
Olio evtravergine di oliva;
sale

Ho messo l’acqua per la pasta a bollire e nel frattempo ho sminuzzato le erbe aromatiche, ho pulito i fiori di zucca e ho tagliato i petali a striscioline.
Raggiunto il bollore ho salato l’acqua e ho buttato la pasta cuocendola al dente.
Quindi l’ho scolata in una terrina e ho aggiunto le erbe aromatiche condendo il tutto con un filo di ottimo olio extravergine.
Se volete potete arricchirla aggiungendo semi di papavero o di girasole leggermente tostati.
Un’aroma e un profumo che riempiono la casa di primavera!
E se poi le erbette sono pure quelle del vostro terrazzo, ancora meglio!!!

Che aggiungere se non: Buona Pasqua e Pasquetta a tutti?

 

crostata di primavera 100% GFFD È passata un’altra settimana, una settimana emotivamente complicata e difficile da elaborare:
una storia lunga 100 anni si è interrotta e tante storie, all’improvviso, hanno subito uno grande scombussolamento.
La “crisi” continua a fare vittime e non fa davvero sconti a nessuno…

Ma mi rifiuto di accettare che non ci siano prospettive, che non sia possibile cambiare questo mondo che ormai non è più sotto controllo.
Come è possibile che le nostre esistenze dipendano così tanto da un posto di lavoro?
Quando ci penso mi sento quasi in trappola.
Ultimamente vivo quasi come una violenza il fatto di non poter disporre del mio tempo liberamente, perché costretta a timbrare un cartellino, ma poi, vedere che lo stesso cartellino è stato tolto a un collega….
Ma come fare a riappropriarsi della propria esistenza? Quale è la formula giusta? Possibile che non esista?
Non voglio arrendermi e voglio sperare che un giorno qualcuno la trovi e la faccia conoscere anche a me, perché io, pur continuando ad arrovellarmi, ancora non ci sono riuscita, e sì che mi reputo un’intelligentona!!!!
Per ora mi sono ritagliata, in un prato, un posticino di 49 mtq che mi sta dando l’illusione di avere una via di fuga, mah, chissà se sarà terapeutico…
State certi, che lo scoprirete presto, perché vi tedierò sicuramente con i progressi dell’orto, appena lo avvierò…
Forse la formula la troverò davvero tra un sovescio, una pacciamatura e una consociazione….

E comunque sia oggi è venerdì ed è tempo del 100% Gluten Free friday.

100%Gluten Free (fri)Day

La ricetta di oggi la potrete trovare anche sul bellissimo pdf che potete scaricare proprio qui. Andate a dargli un’occhiata se ancora non l’avete fatto.

Ingredienti:
Per la frolla
200 g di farina di riso integrale*;
100 g di mandorle tritate;
50 ml di olio extra vergine di oliva leggero;
2 cucchiai di malto di riso*;
scorza di mezzo limone;
estratto di vaniglia q.b.;
1 pizzico di sale;
acqua q.b.

Per la crema
200 g di fave fresche private della buccia;
150 ml di latte di mandorle senza zucchero*;
2 cucchiai di malto di riso*;
1/2 stecca di vaniglia;
1 pizzico di sale;
3 g agar agar.

Per la decorazione
30 g cioccolato fondente 80%*;
2 cucchiai di cioccolato amaro in polvere*;
100 ml latte di mandorle senza zucchero*;
1 cucchiaio di malto di riso*;
1 cucchiaio di amido di riso*.

Ho acceso il forno a 170°C, e nell’attesa che si scaldasse ho preparato la frolla unendo la farina alle mandorle tritate.
Ho mescolare per bene, quindi ho aggiunto il pizzico di sale, la scorza di limone, l’estratto di vaniglia e l’olio.
Ho Impastato aggiungendo pochissima acqua ottenendo un impasto compatto.
Ho fatto la palla che ho avvolto nella pellicola e ho lasciato riposare per qualche minuto in frigorifero.

Quindi ho foderato con carta forno una tortiera dal diametro di 20 cm, ho steso la frolla con l’aiuto di un matterello facendo un cerchio di circa 23 cm di diametro, e ho foderato la tortiera.
Ho bucherellato la base della frolla e ho cotto in forno per circa 15-20 minuti.

Intanto che il forno era all’opera ho cotto le fave nel latte di mandorle assieme all’agar agar e alla vaniglia a fuoco basso fino a quando non si sono ammorbidite, quindi ho aggiunto un po‘ di malto di riso e, dopo aver eliminato la vaniglia, ho frullato col frullatore a immersione.
Sento ancora il profuminoooo

Ho sfornato la frolla, e quando si è raffreddata ho versato la crema.

In un pentolino a parte ho fatto cuocere a bagnomaria il cioccolato nel latte di mandorla. Quando si è sciolto ho aggiunto il cacao in polvere, l’amido di riso e il malto. Ho messo tutto in un pentolino e ho completato la cottura ottenendo una crema soda.

L’ho fatta raffreddare e con l’aiuto di una sac à poche ho decorato la crostata.

Se volete darle un tocco in più potete cospargerla anche con della granella di pistacchi salati. Buonissimo contrasto!

E come al solito mio marito ha gradito, nonostante fosse senza zucchero!!! (e soprattutto nonostante contenesse della verdura verde, che non è propriamente la sua preferita!!!).

Fave e mandorle sono un accostamento molto piacevole.
Sapori diversi che però creano armonia. E il cioccolato rende il tutto ancora più goloso!

Se l’accostamento vi incuriosisce provatelo con le fave fresche appena sgranate.
Ora le troverete in abbondanza!!
E se poi volete farvi pure il latte di mandorle in casa, sarà ancora meglio!
Cercate mandorle bio, e preferite quelle con la buccia.
Una sbollentata per qualche secondo faciliterà la sbucciatura, e il latte che ricaverete frullandole nell’acqua sarà ancora più gustoso.
In questo caso utilizzate magari un po’ più di malto.

Con questa ricetta ho deciso di partecipare al contest di Stefania PER UN PUGNO DI MANDORLE.

per un pugno di mandorle
Immagino non ci sia bisogno di presentarvi la FornoStar più famosa della rete!!
E se vi siete persi il suo contest, niente paura, avete tutto il mese di aprile per rimediare!!!!
E se decidete di partecipare, magari fatelo al venerdì, così prendete due piccioni con una fava (è proprio il caso mio, ihihihihi): le ricette del contest devono essere senza glutine!

Spero passiate un fine settimana sereno e forse, se cominciassimo tutti a credere che le cose potranno davvero migliorare, magari accelereremmo il cambiamento!
Se non sapete da dove cominciare partite proprio dalla tavola: provate a dare più spazio alla natura e a seguire il suo ritmo, vi darà conforto, energia e sostegno, almeno per me è stato così.

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

 


zuppetta con ortiche
Ma non era forse primavera?
Qui a Milano forse forse ci ha ripensato un attimo, ma sono sicura che presto esploderà con tutta la sua energia: io la aspetto con pazienza, ancora avvolta nella mia sciarpetta, ma intanto comincio ad assaporare le nuove verdurine che spuntano sulle bancarelle bio.

Ieri sera ho preparato una supermega zuppa del riciclo alla quale ho aggiunto un bel pizzico di primavera, che mi ha sfamata in un men che non si dica.
Il trucco per risparmiare tempo?
Unire vari avanzi, per creare qualcosa di nuovo.
Ve lo avevo detto, no, che la parola d’ordine in questo periodo sarebbe stata SINERGIA?
Ecco, anche con questa ricetta ho cercato di creare sinergia tra gli ingredienti, per assicurare al piatto equilibrio e novità.
E così i cannellini, che erano sul terrazzo da due giorni chiusi nella pentola a pressione (visto che ancora fa freschino, il frigorifero è vuoto!) sono diventati la base della zuppa.
Amorevoli resti di riso rosso bollito, uniti a una cucchiaiata di “couscous” di quinoa, amaranto e miglio del giorno prima sono stati affogati nella crema di fagioli.
E poi?
È comunque primavera, quindi non poteva mancare un tocco di freschezza, un tocco di verde, il colore abbinato all’energia Legno, energia che domina questa stagione, e che sostiene fegato e cistifellea: un buonissimo pesto fatto con asparagi appena scottati, cime di rapa sbollentate e ortiche, pinoli, mandorle, un pomodorino secco.
Buone le ortiche. Piacciono tantissimo al mio fegato, e anche a me!!!
Erano tantissimimissimi anni che non le mangiavo e quando, settimana scorsa, le ho viste sulla bancarella del mercatino biologico non ho potuto resistere! Ne ho comprate 1 kg!
Durano tantissimo, quindi ho tutto il tempo per dosarle a puntino.
C’è bisogno di leggerezza in questo periodo.
A La Sana Gola è cominciata la quaresima: 10 giorni (massimo un mese) senza tutti quegli alimenti che disturbano per l’appunto fegato e cistifellea, quindi niente olio e prodotti animali per evitare di sovraffaticare il fegato durante il suo lavoro di pulizia del sangue;
niente prodotti da forno, perché questo tipo di cottura sopprime l’energia ascendente che dovrebbe scorrere in questo organo:
il secco e il duro crea contrazione, e quindi un blocco energetico che può creare rigidità ai muscoli, ai tendini, oppure può provocare mal di testa, nervosismo, e anche un po’ di aggressività!
In compenso via libera a tutto ciò che è verde!
Germogli, foglie di ogni genere, che contengono taaanta clorofilla, sono un toccasana.
Cereali integrali in chicco, perché è dal chicco che si ottiene la massima forza vitale, alghe per fare il pieno di sali minerali, legumi (piselli, fave in particolare) per assicurarsi le proteine necessarie!
Provate, magari anche solo per 3 giorni, e vedrete come dormirete meglio e come al mattino vi sentirete più attivi!

E questo gustoso piatto è proprio perfetto anche per il 100% Gluten Free (fri)Day!
Qui trovate il regolamento per partecipare, e qui trovate il link dove lasciare la vostra ricetta di oggi!!!

100%Gluten Free (fri)Day

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È propio così, è arrivata la primavera!!!
E quest’anno, come non mai,  la aspettavo proprio con trepidazione.
Perché?
Perché finalmente ho il mio orticello! Il così detto ORTO IN CITTA’. Grazie a un’iniziativa della Cooperativa Labriola di Milano e dei ragazzi di MAQUIS: una vera forza della natura!!!
L’ho chiamato bORTOlo, e proprio oggi pomeriggio verrà inaugurato assieme ad altri 8 orticelli.
Rimarrà incolto ancora per qualche settimana, perché a bORTOlo ci tengo un sacco e prima di coltivarlo voglio imparare a farlo nel modo che sento più giusto.
In questi ultimi mesi ho veramente capito che la parola chiave che guiderà la mia esistenza d’ora in avanti sarà SINERGIA!
Senza sinergia non si va molto lontani.
Per questo il mio orto sarà un orto sinergico, dove ogni pianta che deciderò di seminare, oltre a nascere da un seme antico, lavorerà in sinergia con le altre piante, per proteggersi e aiutarsi a crescere forti e sane, senza bisogno di alcun (o quasi) intervento. Sembra una magia, ma in realtà semplicemente è la natura!E senza sinergia non sarebbe neppure mai nato quel meraviglioso progetto che si chiama Gluten Free Travel&Living.
Dico meraviglioso perché, esattamente come accadrà con le mie piantine, si è sviluppato ed è cresciuto grazie alla sinergia tra tante sglutinate  che volevano tutte far qualcosa in più, ma che da sole difficilmente avrebbero potuto farlo.
Unendosi, hanno trovato una forza, un sostegno e un nutrimento che giorno dopo giorno cresce esponenzialmente rendendole sempre più un tutt’uno, pur mantenendo ciascuna la propria identità ben definita.
E credetemi, non è semplice retorica!E quale momento migliore quindi per decidere di festeggiarci se non in occasione della primavera?
Esattamente come succede nella terra durante l’inverno, mentre al di fuori tutto sembra immobile e immutato, all’interno, in realtà, tutto si muove per potersi preparare a una nuova “rinascita”.
E così settimana dopo settimana, come delle formichine operose e silenziose noi Gluten Free Travel&Living girls (and boy) abbiamo lavorato a un nuovo progetto che ha buttato la sua prima gemma proprio oggi!!
“E oggi che è iniziata la primavera vi invitiamo ad andare a festeggiarla nella nuova casa di Gluten Free Travel&Living.

Celebreremo insieme la stagione più romantica dell’anno in un nuovo spazio più grande e più soleggiato per potervi accogliere tutti e meglio.

Sì, perché, e non ce lo aspettavamo neanche noi, la nostra casetta, costruita solo 9 mesi fa, è diventata piccolina piccolina, dato che siete venuti in tantissimi a farci visita.

Siete arrivati curiosando tra le ricette, alla ricerca di un ristorante o per trovare un modo sereno di viaggiare; siete stati curiosi di conoscere cosa siano gli additivi, e ci avete seguito tra diete e mode alimentari.
Avete apprezzato le nostre interviste e i racconti di chi ha condiviso la sua esperienza di viaggio, o di insegnamento tra fornelli sglutinati; avete letto i nostri pdf e visualizzato le nostre video-ricette.
E i tantissimi, che con il senza glutine non hanno ancora dimestichezza, hanno potuto trovare suggerimenti per come organizzare un Natale per tutti, come gestire una dispensa e come evitare le contaminazioni.
Ogni venerdì festeggiate con noi il 100% Gluten Free friday con piatti speciali pieni di cura e attenzione.
Ed è quindi per tutti voi che da oggi abbiamo traslocato in una casa più spaziosa e luminosa che vi invitiamo a visitare anche tutti i giorni perché  abbiamo in mente una marea di progetti e iniziative da far crescere anche assieme a voi: vi informeremo, vi faremo divertire, sognare e mangiare benone…

E adesso possiamo offrirvi una fetta di torta appena sfornata dalla redazione di Gluten Free Travel & Living?”.

primavera crostata Lo sentite il profumino?? Se lo seguite per bene arriverete direttamente in salotto dove troverete un buffet di crostate dolci e salate preparate solo per voi per festeggiare la primavera, la nuova casa e il primo 100% Gluten Free (fri)Day della nuova stagione!!!
….non ci credete? Provate a cliccare su questa copertina….
Gluten Free Travel&Living _Frolle e Follie

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Oggi 8 marzo, oltre 300 fooblogger sosterranno con l’iniziativa “unlamponelcuore” il progetto “Lamponi di pace “ della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/), nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi.

Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell’antica coltura dei lamponi e sull’organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull’aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti.

A distanza di oltre dieci anni dall’inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola “ritorno” nella scelta del “restare”.

Attraverso la pubblicazione di una ricetta a base di lamponi, i food blogger aderenti all’iniziativa si propongono di far conoscere la realtà nascosta dietro questi prodotti, il fine per cui la cooperativa è nata e le motivazioni che la sorreggono, in un gesto di solidarietà che dedica l’8 marzo al coraggio e alla forza delle donne di Bratunac.

Tutte le informazioni sulla storia della cooperativa, sui criteri che ispirano le loro colture, sull’evoluzione del progetto sono quihttp://coop-insieme.com/nelle varie sezioni in cui è articolato

Vi riporto solo una frase e capirete perché questo evento andava festeggiato assolutamente oggi.

Le idee che condividiamo e le buone pratiche per realizzarle, costituiscono un “noi” collettivo senza confini a dividerci. Ci unisce una concezione del diritto di cittadinanza che non discrimina le persone per la loro cultura, religione o etnia (una volta si sarebbe scritto “razza”).

Ci unisce il rispetto per tutti e il rifiuto di ogni forma di prevaricazione o pulizia etnica. Ciascuno di coloro che si sentono parte di questa Rete, conosce la ricchezza che questa esperienza può trasmettere anche al di là della piccola regione dove si è sviluppata.

Se è stato possibile qui, dove l’orrore è stato enorme e gli assassini pensavano di essere riusciti a scavare un solco di odio incolmabile tra le persone, vuol dire che possiamo far valere le ragioni della Pace ovunque nel mondo.
Lasciateci aggiungere che non è casuale che un’idea così forte sia nata e sia stata portata avanti principalmente da un meraviglioso gruppo di donne.

Un lampone diventa quindi il simbolo di un’appartenenza, del passato, del presente del futuro che si fondono nel gesto semplice e naturale della raccolta. Dal lampone parte un percorso di solidarietà che ha come obiettivo finale la riconciliazione dopo la guerra e un riconquista della normalità attraverso la “cura” delle ferite che ancora sono impresse nella memoria di queste donne. Un passato che mai verrà dimenticato, ma che non deve più congelare, anzi. Deve essere una spinta verso la crescita e verso la riconquista, assieme, della propria terra.

lamponi di Pace

E con la speranza nel cuore, affinché questo progetto possa unire sempre di più, e che possa essere preso a esempio da tutte quelle realtà che ancora hanno ferite paralizzanti, dedico questa semplice ricetta.

lamponi (1 di 1)

Ingredienti:
lamponi a volontà!
200 g cioccolato fondente possibilmente senza zucchero
500 ml latte di riso
1 cucchiaio di amido di riso*
malto di riso* a seconda del gusto
1 pizzico di sale
foglie di menta per decorare

Ho fatto sciogliere a bagnomaria il cioccolato nel latte di riso, quindi ho travasato tutto in un pentolino e continuando a mescolare ho aggiunto l’amido di riso, in modo che la crema si rapprendesse, quindi ho aggiunto il pizzico di sale e il malto. Ho tolto dal fuoco e ho fatto raffreddare.

In una ciotola a parte, con una forchetta, ho schiacciato i lamponi. (Non ho filtrato la polpa, ma ho lasciato anche i semini).
Quindi ho riempito ciascun vasetto con un po’ di purea di lamponi sul fondo, ho aggiunto il budino al cioccolato e ho completato con altri lamponi.

Per la decorazione ho usato foglioline di menta

Una ricetta, semplice, veloce, gustosa, e con i lamponi giusti anche solidale!

Buon 8 marzo, donne!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

#100% GFFD riso radicioso (1 di 1)La primavera sta arrivando, ma io sono ancora in loop radici.
E quando l’altra sera, mentre guardavo La Grande Bellezza, ho sentito queste parole, ho potuto solo pensare: “è proprio così, peccato che non tutti se ne rendono ancora conto”.
Queste parole sono proprio “una gran bella verità” (oggi è il giorno delle citazioni, scusate!) e mi continuano a echeggiare nelle orecchie.

Le radici sono strong. Ci tengono ancorati a terra. Al contrario dell’alcool, delle droghe, per esempio, (ma non solo) che invece ci fanno sentire più leggeri rendendoci quasi evanescenti e, in un momento in cui la realtà è forse meglio ignorarla, sono indubbiamente più attraenti: Sorrentino ce l’ha fatto vedere bene, ed è proprio per questo che secondo me ci siamo dimenticati delle radici

Due alimenti all’opposto tra loro: ancora una volta yin e yang! O meglio yang e yin. La bussola che continua a guidarmi quando preparo da mangiare, e non solo.

Se non avete mai pensato che le caratteristiche di un alimento possano influenzare la nostra salute e, alla lunga, le nostre emozioni, i nostri atteggiamenti e comportamenti, mi auguro che vi possa venir voglia di farlo magari dopo questa mia riflessione.
Sicuramente l’avrò già detto mille volte, sicuramente lo avrete sentito dire infinite volte, ma alla fine, noi, siamo soprattutto (non solo, sia chiaro) quello che mangiamo.
E io, più te, più lui, più loro, più voi, non formiamo forse una comunità, una società? Non credo quindi che sia possibile ignorare che questa società non sia condizionata anche da quello che ogni giorno mettiamo in tavola e che ci trasforma in quello che siamo!
Magari qualcuno penserà che stia delirando, ma vi assicuro che ieri sera ho mangiato radici (sedano rapa per la precisione!!) e non ho bevuto neppure un bicchiere di vino: ho i piedi ben piantati a terra!!! – Quindi pensate un po’ a cosa accadrebbe se si iniziasse a rimettere in tavola qualche radice in più…
Non vi ho ancora convinto, vero?
Quello che posso proporvi è di provare!
Provate magari per un mesetto – e questo è proprio il periodo pefretto per farlo – a eliminare tutti gli estremi dalla vostra dieta. E per estremi intendo tutti quegli alimenti energeticamente più squilibrati verso una troppa espansione o una troppa contrazione, quindi alcool, zucchero, frutta tropicale da un lato, e prodotti animali (particolarmente carne) e prodotti da forno dall’altro lato, e vedrete quanti cambiamenti noterete, sia fisici, sia mentali!

Ci stiamo avvicinando alla primavera, il fegato ha bisogno di leggerezza per potersi esprimere al meglio e se il vostro fegato è felice, felici sarete pure voi: meno cervicali, meno mal di testa, meno rigidità alle articolazioni, meno gonfiore di pancia, ma anche meno nervosismo e rabbia!
Ma cosa mangiare allora?
Taaaaanta verdura e ancora di più a foglia verde (ma meno spinaci e bietole che contengono molto acido ossalico e i vostri reni potrebbero risentirne), taaanti germogli, cereali integrali sglutinati (l’ideale sarebbero avena e orzo, ma ahimé a noi son banditi, quindi possiamo dirottare tranquillamente su miglio, quinoa, riso, amaranto e perché no, pure teff).
Le alghe vanno benissimo (se non soffrite di ipertiroidismo grave) e sono utilissime per eliminare tossine che sovraffaticano il fegato e per fare scorta di sali minerali. I legumi, certamente non possono mancare, e un po’ di frutta di stagione, completerà la vostra tavola.
Vedrete quanti benefici avrete!

E per celebrare ancora queste radici da oscar, vi lascio l’ultima ricetta radiciosa che ho pubblicato nel mese di novembre su A Tavola. Se per caso vi siete perse le altre le potete vedere qui, qui, qui e qui!

E la dedico al bellissimo contest di Acqua e Menta che sta quai per scadere…ma se vi ho fatto venire voglia di cucinare una radicetta fate a tempo a partecipare pure voi!!!!
Qui il regolamento!
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Ingredienti

350 g di riso integrale per risotti;
200 g di bardana fresca (che potete trovare nei prati, ma armatevi di pala perché è un’impresa sradicarla);
100 g di porro;
10 ml olio extra vergine di oliva;
800 ml acqua;
sale q.b;
1 cucchiaio di liquirizia in polvere

Ho risciacqua accuratamente il riso, ho pulito benissimo la bardana sotto l’acqua corrente per rimuovere tutta la terra con la mia spazzolina di cocco pulisci verdure e l’ho tagliata alla brunoise. Quindi ho tritato il porro
Ho preparato un soffritto con l’olio e il porro, ho aggiunto il riso e la bardana e ho fatto tostare per qualche minuto.
Ho quindi aggiunto l’acqua, pari a poco più del doppio del volume del riso, ho salto leggermente e ho fatto cuocere con il coperchio per circa 45-50 minuti.
L’acqua si assorbirà tutta. Lasciando il riso morbido…
Ho impiattato e prima di servire, ho cosparso  il riso con un’altra radice: la liquirizia.
BUONISSIMO!!!!

Non sapete cosa sia la bardana?
Impossibile!
Chi non ha mai giocato con i suoi fiori?? Quelli che si appiccicano sui vestiti e tra i capelli….

bardanas
E ora buon 100% Gluten Free (fri)Day a tutti!!!!!

100%Gluten Free (fri)Day
E se non avete idee per la cena di questa sera, sono sicura che troverete qualcosa che fa al caso vostro tra le oltre 400 ricette tutte sglutinate, andate a curiosare, c’è veramente l’imbarazzo della scelta!!!!!!

frittelle di pastinacaCarnevale si sta avvicinando e qualcuno si sta già preparando per i festeggiamenti: sfilate in maschera, feste a tema, vacanze scolastiche e….frittelle a volontà!
Carnevale è la festa che precede la Quaresima, non conosco esattamente l’origine della sua storia, ma se penso quanto da bambina fossi emozionata all’idea di travestirmi e di immaginarmi per qualche giorno di essere una dama (il mio vestito preferito era tuuuutto rosa, cucito dalla mia nonna), posso intuire che forse le sue ‘radici’ risalgano proprio a questo: avere la possibilità di trasformarsi in qualcosa d’altro e stravolgere la propria identità sovvertendo un ordine vissuto come imposto.
Un momento di ‘follia’ quasi catartica, ma che dura giusto il tempo che trova, perché poi, tolta la maschera, ritorna il rigore e il controllo…

Insomma il carnevale può essere visto come “l’ora” d’aria dalla propria esistenza, un intervallo senza regole, ma che per l’appunto, dura poco: la Quaresima rimetterà tutto in “ordine”….
Ciascuno, quindi, nel bene e nel male, si svestirà del suo travestimento e ritornerà a essere la persona con la quale si è abituato a convivere, ma certamente rinnovata dall’esperienza di un Carnevale appena passato.
Per un attimo perdi la tua identità, ma allo stesso tempo ti ritrovi. L’io si trasforma, ma rimane comunque ancorato a se stesso.
Come un albero che per la maggior parte dell’anno rimane fermo, scosso magari da qualche brezza leggera, ma che a un certo punto viene travolto da un vento fortissimo che lo “sballotta” fino a stordirlo. Ma poi, calato il vento, sempre lì ritorna, a patto chiaramente che abbia radici belle solide!

Il mio Carnevale (o meglio la visione che ho io del Carnevale) celebra le mie radici.
Radici che giorno dopo giorno mi permettono di crescere, pur non facendomi mai andare troppo lontana….

E quale momento migliore, se non questo, per celebrare le radici?

Radici che ho già “celebrato” a novembre con un articolo pubblicato su A TAVOLA che esordiva così:

Tanti significati per una sola parola, e non è un caso se la maggior parte di questi evocano qualcosa che riporta a un principio e a un’identità, e contemporaneamente rimanda a un’evoluzione.

Radici che possiamo invece celebrare ora partecipando al bellissimo contest di Acqua&Menta.
Una ghiotta occasione per portare un po’ di radici in tavola!!

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Il periodo migliore per poter sfruttare a pieno la loro energia e trarre il maggior beneficio è sicuramente l’autunno. Compatte, forti, penetranti portano in profondità nel nostro organismo quel calore di cui abbiamo bisogno per proteggerci dai mali di stagione.
La medicina cinese le associa proprio all’energia Metallo, energia dell’autunno, energia che governa intestino crasso e polmoni.
Ma non per questo nelle altre stagioni non vanno bene!!!!

Le radici hanno sempre fatto parte della storia dell’uomo ed è un peccato averle dimenticate.
Se vi va di leggere qui sotto troverete l’articolo che ho scritto per A TAVOLA, altrimenti passate pure oltre, dove vi aspetterà una ricetta radiciosa che potrebbe andare benissimo per il Carnevale!!!

L’uomo si ciba di radici da almeno 5 milioni di anni e, forse non vi sembrerà possibile, è anche grazie al loro consumo che oggi abbiamo bei denti robusti e un intestino così efficiente.

Nutrendosi di radici l’uomo ha potuto sopravvivere e progredire: le radici erano disponibili ovunque ci fosse vegetazione ma anche nelle regioni più aride o con clima più rigido, e spesso rappresentavano uno dei pochi cibi disponibili nei periodi di carestia.

Per questo sono da sempre una risorsa alimentare preziosa ed essenziale: penetrano nel terreno, assorbono acqua e sali minerali e li distribuiscono alla pianta, ai frutti e alle foglie.

E così, nascoste nel buio della terra, svolgono indisturbate il loro lavoro, mentre noi oggi, troppo distratti, non ci accorgiamo più della loro esistenza né abbiamo memoria di quanto siano state utili per la nostra evoluzione.

Per recuperare lo strettissimo legame che, per millenni, abbiamo avuto con la terra, possiamo partire proprio dalla riscoperta delle radici, provando a riproporle sulle nostre tavole così come facevano per esempio i romani, che attribuivano ad alcune di loro proprietà curative e anche afrodisiache.

Oggi ne troviamo qualità originarie dell’Asia, dell’Oriente e certamente dell’Europa. Vi sorprenderà vedere quali e quanti colori sono capaci di regalarci: dal bianco candido del daikon a quello rosato della pastinaca e delle rape, dalla scorza marrone della bardana, al nero intenso del rafano, passando per l’arancione brillante – e non solo – delle più note carote, fino al fucsia intenso della barbabietola, al giallo dello zenzero, al verde del cavolo navone… Una tavolozza di colori nascosti agli occhi che tingerà di natura i vostri piatti.

E, per il palato, radici amare ma anche dolci o pungenti; delicate ma anche intense, quasi inebrianti. Lessate, al vapore, fritte, stufate, gratinate, grattugiate crude: l’utilizzo che se ne può fare in cucina è davvero molteplice.

Alcune qualità si trovano ormai facilmente in quasi tutti i supermercati di alimentazione naturale e quando sceglierete le vostre radici, oltre a controllare che siano belle sode, assicuratevi che le foglie siano fresche, perché potrete (o meglio, dovrete) mangiare anche quelle: in un pesto, nei minestroni, nei risotti o in una semplice insalata, sono veramente ottime. Quando le taglierete, un profumo di natura vi riappacificherà con il mondo.

Ma perché non approfittarne per andarle a scovare da qualche produttore locale? O addirittura nei campi, con persone che vi possono guidare alla loro scoperta?

(…)

Un consiglio: la prossima volta che andrete a fare la spesa, provate a non soffermarvi solo su quello che è a portata di scaffale. Rischiereste di perdere il piacere di riscoprire delle prelibatezze che, oltretutto, sono un vero toccasana! E poi, chi l’ha detto che non abbiamo ancora bisogno di progredire?

Per le frittelle ho scelto la pastinaca: probabile parente della carota, è molto utilizzata in Inghilterra, Germania e Nord Europa, mentre qui da noi è ancora poco diffusa, sebbene cresca facilmente in diverse zone e in alcune aree ristrette sia più conosciuta. È molto versatile, ha un sapore fresco e gradevole, aiuta la digestione. Vale la pena di andarla a cercare!

Non avete idea di dove andarla a cercare? Provate a curiosare nel sito civiltà contadina e consultate la mappa del cibo locale: http://www.civiltacontadina.it
Qui ho trovato i miei “spacciatori”!!

Le pastinache utilizzate per questa ricetta sono proprio quelle che vedete in queste foto: raccolte su un campo di Cantù!!!
Ortosano, curato da Givanni e Arnaldo

Pastinacapastinaca

Ma ora davvero basta!!!

Vi lascio la ricetta per questo bel 100% Gluten Free (fri)Day

 

#100GFFD

 
Ingredienti:
50 g farina di riso*;
20 g fecola di patate*;
200 ml acqua frizzante fredda da frigorifero;
sale;
1 radice di pastinaca di media grandezza;
20 g foglie di ravanelli (o della stessa pastinaca);
30 g cavolo cappuccio rosso;
1 ravanello;
1 cucchiaio di succo di mela concentrato
200 ml olio extra vergine di oliva adatto alla frittura o un olio per friggere


Per prima cosa ho preparato la pastella che poi ho messo a riposare in frigorifero.
Poi ho lavato accuratamente la pastinaca sotto l’acqua corrente per rimuovere tutta la terra utilizzando una spazzola per verdure.

Quindi ho affettato il cavolo cappuccio lavato e asciugato precedentemente e ho grattugiato il ravanello mettendo da parte il succo che uscirà strizzando la sua polpa.
Ho frullato il cavolo con la polpa di ravanello, ho aggiunto il suo succo e quello di mela e ho salato leggermente.

Ho tagliato la pastinaca a dadini e sminuzzato le foglie verdi. Ho cotto tutto a vapore per qualche minuto fino a che la pastinaca non si è ammorbidita leggermente. Poi ho fatto raffreddare

Ho preso la pastella e ho unito i dadini e le foglie.

Ho scaldato abbondante olio d’oliva in un pentolino di piccolo diametro e, quando ha raggiunto la giusta temperatura, ho cotto una cucchiaiata di pastella alla volta fino a che non si è  ben dora.
La cottura ideale per le frittelle è quella a immersione!

Ho scolato man mano le frittelle su della carta assorbente cosparsa con un po’ di sale e me le sono pappata!!

Puciate nella salsa viola sono spettacolari!!

Ma se le volete dolci, potete tranquillamente gustarle con lo sciroppo di mela concentrato. BUONISSIMISSIMEEEE!!!

Sono senza glutine, senza lattosio, senza uova, né zucchero raffinato, e per questo spero che piaceranno a tutti quanti!!!

Buon fine settimana!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

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