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#100GFFD pasta e cicerchie

Eccomi in super ritardo per il 100%Gluten Free (fri)Day!
Non avete ancora partecipato? Beh, vi lasciamo le vacanze per studiare il regolamento e ci rivediamo dopo la befana!!! Mi raccomando studiate per bene!

#100GFFD

#100GFFD

Per farmi perdonare del ritardo vi propongo una delle mie paste preferite: pasta e fagioli!!
Se mettete i legumi in ammollo subito, domani la potrete preparare per pranzo.

Ogni volta faccio una versione diversa, ma ogni volta è buonissimaaaaa.
E visto che sono in ritardo, pago pegno, e vi lascio due varianti.
Una con i fagioli e l’altra con la cicerchia.
Iniziamo dalla seconda, che trovate anche su A Tavola del mese di dicembre (mi spiace non riuscire a pubblicare sul blog ricette “inedite”, ma per ora non ho tempo, sigh, e visto che mi spiacerebbe troppo lasciarlo silenzioso, ne approfitto, attingendo da quelle già pronte, spero non me ne vogliate. In ogni caso qui sotto ne trovate anche una fresca fresca!!!).

Ingredienti:

300 g cicerchie secche;
200 g tagliatelle di riso integrale certificate senza glutine;
25 ml olio extravergine di oliva;
1 cipolla;
2 spicchi d’aglio;
200 g radicchio di campo (o cime di rapa);
sale e pepe q.b.
Ho ammollato le cicerchie (devono stare in ammollo almeno 6 ore) cambiando di tanto in tanto l’acqua di ammollo, con un pezzettino di alga Kombu. Quindi le ho cotte per circa 20 minuti nella pentola a pressione con il doppio di acqua rispetto al loro volume e un pizzico di sale.
In una pentola dai bordi alti ho preparato un soffritto con l’olio e la cipolla e, quando si è ben insaporito, ho aggiunto le cicerchie cotte e le ho fatto cuocere ancora per qualche minuto.
A questo punto ho spento e ho frullato con il frullatore a immersione (come farei senza questo aggeggino!!!).
A me la crema piace bella densa, ma se preferite una consistenza più “brodosa” aggiungete  ancora dell’acqua calda  (aggiustando di sale).
Poi ho tritato l’aglio e l’ho fatto rosolare in una casseruola con il restante olio di oliva. Ho aggiunto il radicchio di campo (che prima non avevo mai assaggiato, ma che si può sostituire venissimo con le cime di rapa) tritato grossolanamente e ho fatto insaporire.
Ho cotto le tagliatelle e le ho scolate al dente, quindi le ho saltala in padella con la verdura.

Per finire ho versato la crema di cicerchie nei piatti e ho aggiunto, in ciascuno, una porzione di tagliatelle cosparse di pepe appena macinato.

Una bontà supersonica!!!

Ma pure con i fagioli c’è da leccarsi i baffi!

La foto è un’estemporanea che ho inviato al mio ospite dell’altra sera: l’avevo invitato a cena pensando di preparargliela, ma poi ho optato per uscire, perché arrivata a casa troppo tardi, e stanca, dal lavoro…
E visto che mio marito ha velatamente dato da intendere, più e più volte, che quello mangiato al ristorante era sicuramente meglio (grrrrrrrrrrrrrr), ho voluto dimostrare il contrario riproponendogliela il giorno dopo (anche perché sennò mi ritrovavo con le piante di fagioli in casa, ancora un po’ che stavano in ammollo!!!).
Certo, la foto non rende l’idea, ma mio marito, che se l’è pappata, ha ammesso che era proprio buona! Son soddisfazioni, no??

#GFFD

Ingredienti
300 g fagioli cannellini;
2 scalogni;
200 g tagliatelle di riso integrale (che adoro);
qualche aghetto di rosmarino;
funghi porcini essiccati (quanti ne volete!!);
olio extraverdine di oliva;
preparato per soffritto (made in Sicilia) con aglio, prezzemolo, zucchine…;
sale;
Ho ammollato i fagioli sempre con un po’ di alga Kombu (o se volete fare prima utilizzate quelli già cotti, purché bio e purché sotto vetro) per 24 ore, (ma ne bastano meno!!!) cambiando l’acqua varie volte.
Quindi ho versato un po’ d’olio direttamente nella pentola a pressione, ho aggiunto lo scalogno tritato  e ho fatto insaporire i fagioli per qualche minuto assieme ai funghi secchi e al rosmarino. Ho coperto abbondantemente con l’acqua, ho salato e ho fatto cuocere a pressione per 30 minuti.
Nel frattempo ho preparato la pasta e, quando pronta, l’ho scolata e saltata in padella in un soffritto fatto con un po’ d’olio e con il preparato essiccato (un profuminoooo).
Una volta pronti i fagioli li ho frullati e ho impattato mettendo prima la crema e poi la pasta.
Se non avete un marito paranoico potete tenere da parte dei fagioli da aggiungere alla crema: lui non li sopporta: per farglieli mangiare devo disintegrarli!!!!
Ha chiesto il bis!Per la medicina cinese i fagioli hanno una diretta corrispondenza con i reni (non avete mai notato la somiglianza nella forma?) e sempre per la medicina cinese l’inverno è la stagione che domina questi delicati organi, sede della nostra forza vitale.
Ora più che mai quindi dobbiamo prenderci cura di loro.
Come?
Innanzitutto mangiando legumi un po’ più spesso (fagioli in particolare).
E pasta e fagioli aiuterà a farlo in modo egregio! Mi raccomando, cercate di utilizzare pasta integrale.
Infatti l’abbinamento degli amminoacidi essenziali contenuti nei legumi con quelli contenuti nel cereale integrale ci assicura il loro giusto apporto: sarà quindi un piatto unico che potrà essere accompagnato da verdure, non da carne, pesce uova o formaggio, mi raccomando!
Altrimenti i reni sarebbero costretti a lavorare di più per eliminate le proteine in eccesso e non sarebbe carino verso di loro!!
E poi cosa altro possiamo fare per coccolarli?
E’ inverno e si è portati a mangiare più spesso zuppe e pasta in brodo o a bere tè caldi durante la giornata.
Meglio quindi evitare di bere anche i 2 litri di acqua consigliati, perché già col cibo ne assumiamo. Certo, bere fa bene, ma meglio se non esagerate, proprio per non fargli fare del lavoro straordinario.
(Mi raccomando: non sto dicendo di non bere, né….ma di non eccedere).
Altro che dà fastidio a questi organi: il freddo e l’umidità.
Mettetevi sempre la maglietta della “salute”.
Devono stare al calduccio, e la sera magari andate a letto con la borsa dell’acqua calda posizionata alla loro altezza: il calore li rafforza.
(Non sarà sexy, ma credetemi: la sera che deciderete di togliervi non solo la borsa dell’acqua calda, i reni vi dimostreranno quanto l’abbiano gradita i giorni precedenti!! 😉 )
Oppure fatevi un bel pediluvio in acqua calda e sale per almeno 7 minuti prima di spegnere la luce e addormentarvi. I piedi si scaldano e il calore arriva ai vostri reni e tutto il corpo si rilassa.

Cercate anche di non mangiare tanti gelati (lo so, è inverno e tendenzialmente non si ha voglia del gelato, ma è buonooooo e quindi può far cadere in tentazione!!!) e neppure le bevande fredde gradiscono… Sono un po’ carognetti effettivamente, ma considerateli come le vostre pile e più sono cariche, più lo sarete voi.
Ultimissimo consiglio: mettetevi sempre un bel cappello…ll meridiano dei reni passa anche per le orecchie, quindi calde loro….

E con questi consigli, che spero siano graditi, vi auguro un buon inizio dell’inverno e soprattutto un buon Natale e un anno più “facile” di quello appena passato…Non so come sia stato il vostro, ma il mio è stato parecchio faticoso!
Insomma: buon tutto!!!

Ma perché non proporre una di queste paste a Natale?
Io la proporrei, quindi partecipo anche a questo bel contest!!!
E’ senza glutine, lattostio, uova….Insomma è adatta praticamente a tutti!
Andate a leggere il regolamento e andate a curiosare da acqua e menta, promotori del contest: avrete delle belle sorprese!!!

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pasta e fagioli senza glutineAttendiamo tutti la primavera e invece fuori ancora fa freddo e pure nevica!
E allora quale miglior piatto per tenerci al caldo se non una bella pasta e fagioli?
Che buona, penso sia uno dei miei preferiti: la soddisfazione nel mangiarla per me non ha quasi paragone.
E così, visto che in settimana avrò amici a cena, ho provato a sperimentarla con la pasta fatta da me. Quello che vedete è il risultato.
Forse avrei potuto fare meglio, ma come primo tentativo non è andato affatto male.
Metteteci anche che uso solo farine biologiche, integrali, naturalmente senza glutine, e non uso uova….direi che mi posso ritenere soddisfatta (ma migliorerò).

Ingredienti per la pasta:
90 gr farina di riso integrale bio* (io ho usato quella della baule volante, se non la trovate sostituitela con una farina di riso impalpabile)
65 gr farina werz integrale
100 ml di acqua
25 ml di olio EVO

Ho impastato tutti gli ingredienti aggiustando un po’ le dosi man mano: il risultato deve essere un impasto bello compatto e il più possibile elastico (l’olio aiuta molto).
E dopo qualche minuto è uscita una bella pallina di pasta abbastanza morbida. L’ho lasciata riposare per un po’ coperta in modo che non seccasse.
Onestamente non ho ancora capito se il riposo è utile anche negli impasti senza glutine, ma male non penso faccia, no?
Una volta trascorso questo tempo ho preso una porzione di pasta, l’ho tirata col mattarello il più sottile possibile e con un rotella taglia pizza ho fatto delle striscioline lunghe circa 10-15 cm e le ho arrotolate come si fa per i “pici”.
Man mano li ho stesi su una teglia e coperti con uno strofinaccio per non farli seccare.

La sera prima ho messo in ammollo (lasciati per 12 ore) dei fagioli borlotti con la solita alga kombu.
Trascorso il tempo di ammollo li ho messi nella pentola a pressione sempre con l’alga e dell’acqua (diciamo a occhio che l’acqua era il doppio dei fagioli)
Li ho fatti cuocere per circa 40 minuti.
In un’altra pentola ho fatto un soffritto con cipolla bionda, olio EVO e qualche pomodorino secco tagliato a pezzetti.
Ho aggiunto i fagioli col loro brodo, un pizzico di sale (anche il sale in cottura rende i legumi più digeribili) e ho lasciato insaporire tutto per bene per altri 15 minuti (assaggiate man mano i fagioli e quando li riterrete cotti al punto giusto toglieteli dal fuoco).
Una parte di fagioli li ho frullati per fare una crema non troppo densa (se il brodo non è sufficiente aggiungete dell’acqua calda fino a quando ottenete la consistenza preferita), che ho poi unito ai fagioli rimasti interi.

A questo punto ho fatto bollire l’acqua per la cottura della pasta.
Visto che era la prima volta che la facevo ho preferito non cuocerla assieme alla zuppa non sapendo bene come avrebbe retto la cottura (temevo lo scioglimento nell’acqua, già capitato con gli gnocchi!!).
Quando l’acqua ha raggiunto il bollore ho salato, ho buttato la pasta (che a onor del vero devo dire che un po’ si è spezzata, ma poco male, almeno non si è sciolta!!!) e l’ho fatta cuocere per circa 15 minuti: temo che la farina werz non sia proprio adatta per la pasta (ma essendo bio e integrale la uso un po’ per tutto. Ogni tanto rende bene, ogni tanto meno, pazienza).

Quindi ho messo la porzione di zuppa nella mia ciotolina preferita e ho aggiunto la pasta scolata.

E’ venuta buona!

Ma voi i legumi li usate quotidianamente?
Io tutti i giorni. O a pranzo o a cena non me li faccio mai mancare.
E non li mangio solo perché sono ricchi di proteine (anche i cereali integrali lo sono ed essendo la mia alimentazione basata su questi, quinoa in particolare, non mi pongo molti problemi di proteine, neppure se non mangio carne: cereali e legumi bastano e avanzano!) ma soprattutto perché i legumi, come forse già accennato in un altro post, piacciono ai reni (i fagioli un po’ gli assomigliano pure, a ben vedere!).
I legumi con la loro energia danno una spintarella ai nostri reni, rendendoci anche più coraggiosi!
I reni, per la medicina cinese, sono considerati la sede della nostra vitalità.
E’ come se fossero le nostre pile. Se sono belli carichi anche tutti gli altri nostri organi lo saranno, se sono un po’ scarichi c’è il rischio che pian piano pure il resto si indebolirà creando fastidi più o meno gravi.
Qualche esempio di inconvenienti legati a reni scarichi?
mal di schiena a livello lombare, cistiti, problemi alle orecchie, e anche problemi di fertilità, capelli deboli (anche perdita di capelli), stanchezza cronica,..
Insomma tutte buone ragioni per proteggerli nel migliore dei modi, non credete?
E perché non farlo proprio a partire dalla tavola?
Da domani più legumi e meno carne, ok?

ps: mi raccomando, non “dimenticatevi” di andare a votare…la primavera è alle porte, abbiamo più che mai bisogno di vento nuovo!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.