archivio

Archivi tag: piatti veloci

Buon giorno a tutti e scusate la latitanza…
Pensavo di tornare dalle ferie carica e bella riposata e invece faccio fatica a carburare. Un po’ di pensieri, un po’ di voglia di fare altro, ma sempre meno tempo a disposizione, un po’ così, insomma.
Vabè, passerà!

Questa ricetta l’ho fatta qualche settimana fa, ma visto che la foto non mi piaceva per nulla non l’ho voluta pubblicare ripromettendomi di rifarla. Ora però, visto che il mese di luglio sta passando, e visto che la pigrizia invece non è passata, e che quindi non l’ho mai più rifatta, ho deciso che chissenefrega della foto e quindi ecco a voi la ricetta:

1 bicchiere di quinoa*; 2 bicchieri d’acqua; un pizzico di sale integrale; 1 cetriolo; 2 carote; 3 foglie di insalata; qualche strisciolina di cavolo cappuccio; 3 zucchine di media dimensione.
(Ma non prendetemi alla lettera, andate un po’ a occhio, ho la bilancia rotta, quindi non sto pesando più nulla!!).

Questo il procedimento:
ho tagliato le zucchine della dimensione (più o meno) di un maki sushi (a me sono venuti tre bocconcini per zucchina, ma tutto dipende dalle dimensioni delle zucchine) e  le ho cotte a vapore. Appena la parte interna è diventata morbida le ho tolte dal fuoco e le ho lasciate raffreddare.

Nel frattempo ho cotto la quinoa nel doppio di acqua (leggermente salata) del suo volume per 10/15 minuti. Ve ne accorgete subito quando è cotta: l’acqua si assorbe completamente e il chicco libera un piccolo germoglio bianco.
A questo punto ho scavato la polpa della zucchina lasciando 2 mm di bordo ma in modo da avere dei bei cilindri vuoti. Ho tagliato le foglie di insalata e ho rivestito la parte interna della zucchina che ho poi riempito di quinoa. Ho tagliato a fiammifero le carote e i cetrioli e li ho inseriti in mezzo al ripieno. In fine ho messo il cavolo cappuccio a striscioline per completare la decorazione.
Li ho lasciati riposare per un paio d’ore a temperatura ambiente (30 gradi, ihihih) e poi li ho mangiati accompagnati dalla salsa tamari*. Direi proprio gustosi e leggeri, visto che non ho aggiunto neppure un filo di olio! Ma chiaramente li potete servire come meglio credete.

Potrebbero essere un’idea come aperitivo o come antipasto: sono dei perfetti finger food!

E con questa ricetta partecipo a SALUTIAMOCI, che questo mese è ospitata da Cobrizio!

Una sola raccomandazione sulle zucchine: sono buonissime e su questo siamo tutti d’accordo, ma cercate di consumarle solo nella stagione in cui maturano, e cioè in estate. Le zucchine hanno la caratteristica (come la maggior parte della frutta e verdura estiva e tropicale) di eliminare calore dal corpo. Quindi quando siamo in piena estate e abbiamo bisogno di cibo “fresco” vanno benissimo. Mangiarle invece d’inverno – magari congelate – non è proprio raccomandabile! Cuocetele brevemente a vapore, sbollentatele o saltatele in padella con un po’ d’olio. Eviterei cotture più aggressive tipo pentola a pressione o forno, proprio per non modificarne la natura rinfrescante. Se siete proprio tanto ghiotti di zucchine preferite quelle più piccole e compatte che oltre a essere più saporite contengono meno acqua e vi daranno più soddisfazione!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

Non vi capita mai di avere degli avanzi in frigorifero e di non sapere come smaltirli? Ammetto che a me non piace mangiare le stesse cose il giorno dopo, quindi spesso riadatto e invento qualcosa per rendere l’avanzo una novità. Ecco qui il risultato di ieri sera: una ricetta semplice semplice utile a nobilitare qualsiasi avanzo di verdure o di cereale, che magari giace da qualche giorno in frigorifero. Io avevo qualche cecio e un po’ di soia verde che chiedevano di essere mangiati, oltre a della quinoa avanzata dal pranzo. Detto fatto e accontentati!

Questi gli ingredienti per 5-6 involtini: due tazze di quinoa cotta (bollita in acqua salata), ceci avanzati (saranno stati due cucchiai), mezza tazza di soia verde bollita, due carote, un porro e chiaramente una bella verza.

Ho tritato il porro, tagliato alla brunoise le carote, e ho fatto stufare il tutto in un po’ d’acqua, e qui aprirei una parentesi: se non stessi seguendo il compitino per la quaresima, avrei fatto un bel soffritto con olio extra vergine di oliva o di sesamo, ma in questo periodo sto cucinando tutto senza olio per aiutare fegato & c.o. a depurarsi in attesa della primavera, quindi il soffritto lo lascio fare a voi (a meno che non vogliate sperimentare per qualche giorno la cucina senza olio) e qui chiudo la parentesi! Appena il profumo del porro si è sprigionato per tutta la “cucina” ho aggiunto i ceci, la soia e in fine la quinoa. Ho mescolato per amalgamare il ripieno e ho fatto andare ancora qualche istante. Nel frattempo ho sbollentato le 6 foglie di verza in acqua salata. Quando sono diventate di un bel verde brillante le ho scolate e riempite una a una con un po’ di ripieno. Ho chiuso i fagottini e li ho messi sul cestello di bamboo per un’ultima cottura a vapore. In alternativa al vapore potreste anche anche farli stufare con un po’ d’olio e della cipolla in una pentola a fondo spesso, o potreste metterli in forno con un filo d’olio o cosparsi di gomasio, insomma, potete finirli come preferite. Io li ho mangiati conditi con una salsina agrodolce che ho imparato a fare al corso: tamari*, malto di riso 100%*(che si può sostituire con succo di mela concentrato), senape, e limone. Le dosi sono variabili a secondo del vostro gusto, ma è davvero ottima!!! La cena mi ha proprio soddisfatta, anche perché in meno di mezz’ora era servita!

* Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.