Involtini di verza ripieni di quinoa

Non vi capita mai di avere degli avanzi in frigorifero e di non sapere come smaltirli? Ammetto che a me non piace mangiare le stesse cose il giorno dopo, quindi spesso riadatto e invento qualcosa per rendere l’avanzo una novità. Ecco qui il risultato di ieri sera: una ricetta semplice semplice utile a nobilitare qualsiasi avanzo di verdure o di cereale, che magari giace da qualche giorno in frigorifero. Io avevo qualche cecio e un po’ di soia verde che chiedevano di essere mangiati, oltre a della quinoa avanzata dal pranzo. Detto fatto e accontentati!

Questi gli ingredienti per 5-6 involtini: due tazze di quinoa cotta (bollita in acqua salata), ceci avanzati (saranno stati due cucchiai), mezza tazza di soia verde bollita, due carote, un porro e chiaramente una bella verza.

Ho tritato il porro, tagliato alla brunoise le carote, e ho fatto stufare il tutto in un po’ d’acqua, e qui aprirei una parentesi: se non stessi seguendo il compitino per la quaresima, avrei fatto un bel soffritto con olio extra vergine di oliva o di sesamo, ma in questo periodo sto cucinando tutto senza olio per aiutare fegato & c.o. a depurarsi in attesa della primavera, quindi il soffritto lo lascio fare a voi (a meno che non vogliate sperimentare per qualche giorno la cucina senza olio) e qui chiudo la parentesi! Appena il profumo del porro si è sprigionato per tutta la “cucina” ho aggiunto i ceci, la soia e in fine la quinoa. Ho mescolato per amalgamare il ripieno e ho fatto andare ancora qualche istante. Nel frattempo ho sbollentato le 6 foglie di verza in acqua salata. Quando sono diventate di un bel verde brillante le ho scolate e riempite una a una con un po’ di ripieno. Ho chiuso i fagottini e li ho messi sul cestello di bamboo per un’ultima cottura a vapore. In alternativa al vapore potreste anche anche farli stufare con un po’ d’olio e della cipolla in una pentola a fondo spesso, o potreste metterli in forno con un filo d’olio o cosparsi di gomasio, insomma, potete finirli come preferite. Io li ho mangiati conditi con una salsina agrodolce che ho imparato a fare al corso: tamari*, malto di riso 100%*(che si può sostituire con succo di mela concentrato), senape, e limone. Le dosi sono variabili a secondo del vostro gusto, ma è davvero ottima!!! La cena mi ha proprio soddisfatta, anche perché in meno di mezz’ora era servita!

* Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

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7 commenti
  1. Contraccambio volentieri la visita che hai fatto a me, anche perchè gluten free sono due paroline che sono di casa anche da noi (da 9 anni).

    Comunque vedo che con le foto te la cavi bene!

  2. lamiolo ha detto:

    io non posso leggere queste cose “di prima mattina”, che poi mi vien voglia di cucinare e non posso, e poi ora di sera son sfinita e non ho più voglia…questa però la voglio provare, mi impegno a comprare gli ingredienti sabato, così posso provare per la prossima settimana..lo so che sei per i cibi cotti e mangiati subito, ma se lo metto in frigo e lo mangio poi gli alimenti perdono tante (troppe) proprietà??
    p.s.: qualcuno (non io per una volta..) a casa mia il gomasio se lo mangia da solo a cucchiaiate, peggio della nutella!!! hihihihi…troppo buono!!

    • Figurati…i miei cibi ogni tanto stanno in frigor per giorni..Evito solo di mangiare cose surgelate, o meglio, le limito il più possibile. Quindi non ti preoccupare troppo. Il gomasio aumenta la pressione, quindi dì al tuolui di non esagerare troppo. basta un cucchiaino al giorno, anche se è proprio buono!!

      • lamiolo ha detto:

        usti, allora la posso usare come scusa quando ho la pressione bassa…scusa caro, ma ho un mancamento!! hihihihi….comunque, glielo dirò, che lui non ha i miei problemi…grasssieee

  3. Monica ha detto:

    ah, la quinoa, ancora! Se solo il marito non storcesse il naso… ma forse questa ricetta potrebbe fargli cambiare idea, grazie Michela!!!

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