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IMG_20140206_224848Ma avete visto quante ricette dolci sono state cucinate per il 100% Gluten Free Friday?
Sono sicura che oggi se ne aggiungeranno delle altre. Di sicuro una: questa!

L’altra sera è venuto a cena mio padre, e come ogni volta accade cerco di preparare qualcosa che sicuramente gli possa piacere, ma senza ‘assecondarlo’ troppo, perché comunque ci tengo farlo alzare da tavola bello leggero!
Certo la mia tanto amata zuppetta di miso di riso non potrei mai proporgliela, me la tirerebbe dietro, ma alla fine ce la faccio sempre a spuntare un: “buono!” (e se poi ci aggiunge un “dai”, vuol dire che effettivamente non era proprio fiducioso del risultato!!).
E visto che il dolce non lo faccio praticamente mai, questa volta ho voluto ‘esagerare’.
Siamo anche nel mese di astinenza da zucchero raffinato (cioè, lo è mio marito che non riuscendo a eliminarlo costantemente, ogni tanto, da quando ha letto Sugar blues, fa questo sacrificio (a me invece non pesa affatto averlo bandito, anzi!!).
Quindi mai avrei potuto preparare un dolce che poi Marco non avrebbe potuto mangiare, e mai avrei potuto fare qualcosa che mio padre avrebbe guardato con sospetto…
Ho aperto gli sportelli della cucina (e la porta del terrazzo, perché le verdure in inverno le tengo fuori) e ho  messo assieme un po’ di ingredienti che avevo in casa, improvvisando.
Missione compiuta.

È uscito un dolce buono buono, adatto sia a un fine cena, ma anche per una merenda o per la colazione.

Un altro dei miei dolci SENZA, SENZA, SENZA e ancora SENZA: senza glutine, senza latte vaccino, senza uova e senza zucchero raffinato.
Così buono che ho dovuto nasconderlo, altrimenti non sarebbe arrivato a oggi e mai avrei potuto postarlo…per questo la foto è un’istantanea, esattamente come la sua durata fuori dal forno: sparisce in un istante!!

Ingredienti:

190 g zucca delica biologica cotta a vapore;
100 g farina di riso impalpabile*;
60 g farina di teff*;
20 g nocciole tostate (fac.)
100 ml latte di riso biologico;
20 ml olio extra vergine di oliva gusto leggero;
50 g cacao amaro in polvere*;
20 g cioccolato fondente 85%*;
1/2 bustina cremor tartaro;
vaniglia q.b.;
1 pizzico di sale;
qualche “cubetto” di pera (ho voluto provare a vedere come legava con l’impasto: la prossima volta abbondo!!)
3 cucchiai malto di riso*

Ho tagliato la zucca, eliminato la buccia e ho cotto la polpa a vapore.
Dopo una decina di minuti l’ho tolta dal fuoco e l’ho resa in purea col frullatore a immersione.
In un altro recipiente ho mischiato le farine, il cacao, il lievito e i semi del bacello di vaniglia.
Raffreddata la zucca ho aggiunto l’olio e il latte, e ho amalgamato per bene, quindi ho unito le farine e le nocciole tritate. Ho mescolato il tutto, versando un cucchiaio di malto alla volta – assaggiando per capire quando fermarmi, il pizzico di sale e il cioccolato tritato grossolanamente.
Ho versato il composto in una teglia di 22 cm di diametro ricoperta da carta forno e ho aggiunto 4 o 5 cubetti di pera. Ho cosparso sulla superficie con i resti delle nocciole tritate e ho infornato a 180°C per circa 25 minuti (statico) quindi ho aspettato speranzosa (la speranza, un ingrediente a volte fondamentale).

Credetemi, non è un dolce che mortifica il palato, nonostante tutti i senza.
Potrebbe acquistare più “rotondità” aggiungendo una crema di mandorle o la thain, perché magari lo si aspetta più “burroso”. Proverò anche questa versione, giusto per sfizio, perché, soprattutto il giorno dopo, è praticamente perfetto e a mio parere è buonissimo così!

Perché un dolce senza zucchero? Se non siete stufi di sentirmelo dire andate a leggerlo qui.
Perché un dolce senza uova? Perché alla fine, almeno in questo caso non aggiungono nulla, quindi perché utilizzarle se non sono necessarie?
Perché senza latte? Perché il latte vaccino non tutti lo tollerano, e perché la qualità del latte industriale lascia a desiderare, tanto vale sostituirlo…
Perché senza glutine? Perché sono celiaca!!!

Una sola nota dolente! Non lo offrirei a chi soffre di disturbi legati a un fegato energeticamente un po’ scarico: mal di testa, rigidità alle articolazioni, gonfiore di stomaco, cervicale, dolori muscolari e ai tendini… Ma anche a chi ha spesso sbalzi di umore, o è arrabbiato!
Ma non lo offrirei neppure a chi soffre di problemi alla cistifellea.
La tostatura del cioccolato e la cottura al forno inibiscono l’energia ascendente del fegato, contribuendo a peggiorare questi sintomi.
Per queste persone sarebbe più appropriata una bella zuccalata!!!

Questa ricetta la dedico ai golosi sglutinati del 100%GFFD

#100GFFD

#100GFFD

E perché no, direi che parteciperà pure al contest È SENZA? È BUONO!

FINALE 1
Organizzato dal blog Andante con gusto. Bella iniziativa!
Qui trovate il regolamento.
Parteciperei nella sezione “Pasticceria fine e pasticceria da the”.

E con questo vi auguro buon venerdì sglutinato!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

zuccalata 100% gluten free (fri)day (1 di 1) Un tempo lasciavo fieno per l’asinello e una tazza di latte e pane secco per la Santa.
Così, quando passava a portare i giochi potevano fare colazione prima di procedere verso casa di qualche altro bimbo.
Ma chi l’ha detto che la Santa questa volta non avrebbe gradito altro?
E così ho pensato di lasciarle quello che ormai credo sia diventato il mio cavallo di battaglia. La zuccalata.
Che cosa è? Una bontà!
Come spesso accade col le ricette fatte per la prima volta è uscita quasi per caso.
Doveva avere altre sembianze all’inizio, ma mentre la stavo cucinando l’ho assaggiata ed è stato subito amore!!
Era perfetta per sostituire la più classica cioccolata della merenda invernale.
La ricetta completa la trovate sul numero di dicembre di A Tavola. Qui vi lascio la variante più veloce, adatta anche per la colazione di tutta la famiglia. Mio marito l’ha soprannominata Zabaione zero colesterolo!
Praticamente senza grassi, senza latte, uova, zucchero, glutine, ma BUONISSIMA! Ricca di sali minerali e di vitamine. Vi riscalderà nel profondo e rilasserà il vostro pancreas infondendo un senso di tranquillità e rilassatezza. Provare per credere!!

Ingredienti

una tazza abbondante di latte di riso basmati per persona (se non lo trovate va bene qualsiasi latte di riso);
zucca (andate anche a occhio, direi tra gli 80 g – 100 g a persona, più o meno);
bacello di vaniglia;
Malto di riso*;

Ho preso una zucca, l’ho tagliata in spicchi e ho diviso la polpa dalla buccia.
Quindi ho tagliato a dadini la polpa e l’ho fatta cuocere col latte di riso e la vaniglia (mezza stecca per 4 persone) che ho inciso.
Dovrà cuocere fino a quando la zucca non diventa cremosa (se avete fretta, appena si ammorbidisce la potete frullare col frullatore a immersione ricordandovi di eliminare la vaniglia).
A seconda del vostro gusto la potete rendere più o meno densa aggiungendo o riducendo il latte.

Nel frattempo ho acceso il forno a 180°C e quando ha raggiunto la temperatura ho fatto cuocere le bucce tagliate sottilmente per la lunghezza. (Calcolate tre “bastoncini” per persona).
Quindi le ho caramellate immergendole nel malto ben caldo e le ho fatte cuocere per 5 minuti circa, fino a quando il malto non si è scurito.
Quindi le ho lasciate raffreddare su carta forno.

Se volete una bevanda cremosa rifrullate la zucca col frullatore a immersione e prima di servire filtratela con un colino. A me onestamente piace anche se rimane un po’ più “corposa”, quindi non filtro mai!
Servitela accompagnata dalla buccia caramellata!
Se la “pucerete” nella zuccalata sarà proprio una goduria!
E anche alla Santa, secondo me è piaciuta molto (e pure all’asinello!!)

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day.
Cosa aspettate a farci avere le vostre ricette?? Andate a leggere il regolamento su Gluten Free Travel&Living!!!!
E’ facilissimo partecipare e ci aiuterete a far capire quanto sia facile cucinare GF!!

#100GFFD

#100GFFD

Buon 13 dicembre a tutti….da oggi un po’ più di luce arriverà nelle nostra vita. Speriamo ci aiuti a vedere quello che ci circonda un po’ meglio!

mele 100% gluten free (fri)day (1 di 1)…per fare tuutto ci vuole un fioore…
Sono giorni che ci penso. Ed è un pensiero un po’ inquietante…
Ma cosa succederà ora che i frutti non hanno più semi o i semi sono resi sterili perché così il “contadino” ogni anno è costretto ad acquistane di nuovi creati in laboratorio?
Un seme sterile, o un seme che non esiste, non può fare il fiore.
Ma se per fare tutto ci voleva il fiore, come faremo ora a fare tutto? Forse non potremo più fare niente…

Ecco, non volevo deprimere nessuno, ma una riflessione forse vale la pena di farla.

Per me il cibo è una cosa seria. Quello che mangiamo si trasforma in noi, ci nutre, ci fa crescere, ci trasforma.
Non è solo buono o cattivo, bello o brutto, calorico o ipocalorico.  È energia. È vita.
Sono una privilegiata, posso scegliere tutto il cibo che voglio, sglutinato s’intende, ma di certo non mi manca.
E qualche volta lo metto pure in posa prima di mangiarlo e magari mi faccio pure venire una crisi di nervi perché la foto che ho fatto mi è venuta male.
Ogni tanto mi sento assurda per questo, e ogni tanto mi stupisco perché siamo proprio in tanti a esserlo…
Il cibo è intimità, ognuno lo vive in modo diverso, qualcuno muore perché non ne ha.
Qualcuno sta male se mangia quello sbagliato, qualcuno può ammalarsi se mangia quello sbagliato.
E per qualcuno non è possibile ignorare che quel cibo può fargli male e tutta la sua vita ruota attorno a questo, perché il cibo è vita.

Sono fortunata perché se tutto va bene, tra poco potrò curare il “mio” orto.
Cercherò i semi di frutti nati da fiori fecondi. Li pianterò nella terra (sperando che non sia troppo inquinata!!!) e aspetterò che germoglieranno. Conto di poter fare tante cose con i fiori che cresceranno nel mio orticello. E questo pensiero mi fa sperare che forse non è ancora tutto perduto…È semplice, no?

Semplice come questa “ricetta” che ho scelto per questo 100% Gluten Free (fri)Day.
Non è una ricetta inedita (l’ho pubblicata su A Tavola di settembre), ma è la ricetta perfetta che voglio dedicare a una cara amica che in questi giorni è un po’ giù perché il glutine, ogni tanto, può mettere anche zizzagna…MANNAGGIA!!!!!!

Ingredienti:

4 mele biologiche;
200 g malto di riso*;
30 g semi di zucca

Ho lavato le mele e le ho asciugate accuratamente.
Ho preso le bacchette cinesi e le ho Infilzate dalla parte del picciolo. Quindi ho scaldato il malto di riso in un pentolino e dopo circa 5 minuti, quando si è ben dorato, ho immerso le mele una alla volta facendole caramellare.
Ho tritato grossolanamente i semi di zucca e li ho sparsi su un pezzo di carta da forno.
Ho fatto rotolare le mele intanto che il malto era ancora ben caldo per far appiccicare i semi.
Quindi le ho appoggiate sulla carta da forno pulita per farle raffreddare.

Sono un’ottima idea per la merenda dei bimbi o per far tornare il sorriso quando si è un po’ tristi.
Cercate di usare il malto di riso, anziché lo zucchero, che spero abbiate ormai bandito dalla dispensa.
Se ancora avete dei dubbi, rileggete, o leggete questo post se non l’avete visto prima, così magari vi convincerete a eliminarlo per sempre!

Ora che avete visto la mia ricetta, io vado a cercare le vostre, mi raccomando andate a postarle su gluten free Travel&Living: buon venerdì sglutinato

100%Gluten Free (fri)Day
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

kanten  (1 di 1)Vacanze per me finite!
Quest’anno tre bellissime settimane trascorse in Sicilia: qualche giorno a Palermo e poi nel trapanese.
Speriamo che l’effetto benefico del mare e de sole mi accompagni per i prossimi mesi; in caso contrario, il primo volo low cost per un lungo week end, sarà nostro.
Difficile reimmergersi negli impegni quotidiani sapendo che c’è un mare, una baia, un cielo, un monte, che sono lì, a tua disposizione,  mentre tu sei seduta a una scrivania circondata dal cemento, sigh sigh!
Ma non lamentiamoci. Mi basta sapere che da lì non si muovono e che mi aspetteranno pazientemente: tanto, prima o poi ci ritorno!!!

Vi avevo lasciato a primavera inoltrata, e vi ritrovo in estate!

Quest’anno abbiamo visto che anche il meteo ha fatto fatica a carburare – e non è che ora sembra essersi molto convinto sul da farsi, almeno qui a Milano e dintorni.
Anche sugli alberi si è vista un po’ di sonnolenza e la frutta, tanto attesa dopo la stagione invernale, è maturata un po’ in ritardo.
Forse questo ci è servito a capire quanto sia importante il ritmo delle stagioni per il nostro corpo e per la nostra mente: non so voi ma io, a un certo punto, ho sentito proprio il bisogno del sole. Un bisogno fisico e mentale. Non ce la facevo veramente più!

Ed è la stessa importanza che ha l’introdurre nel nostro corpo cibo che sia sempre in armonia col clima e col territorio nel quale viviamo. Perché solo questo ci garantirà equilibrio e salute.

Quindi, visto che ancora non ci sono 40° all’ombra, e che comunque gran parte della nostra vita giornaliera la trascorriamo in uffici climatizzati, cerchiamo di resistere al richiamo di gelati, bibite ghiacciate, macedonie in sostituzione di un pasto, etcetc.
Intendiamoci, un gelatino ogni tanto male non fa, ma tutti i giorni non è proprio il caso.
I vostri reni, che soffrono gli alimenti troppo freddi e dolci, non ne saranno contenti e, se non riuscirete a limitarvi, rischierete di arrivare in autunno un po’ scarichi, diventando così i bersagli perfetti dei virus influenzali, o dei raffreddori….A maggior ragione questo vale per i vostri bambini!

Ma niente pauraaaaaa.
Mica dovete rinunciare a un fresco dolcino.
Ottimo sia per la merenda dei bimbi, sia come spezza fame, ma anche come dessert da servire dopo cena.
È senza latte, senza zucchero e chiaramente senza glutine, ma che ve lo dico a fare????
Realizzarlo è semplicissimo e lo potete interpretare e modificare come più vi piace!!

Queste le dosi per 10 bicchierini.
(Ma sarà facile trovare quelle adatte per la vostra occasione!).

500 ml di succo di mela limpido (bio) non zuccherato
3 gr di agaragar in polvere* (meglio se usate quella in fiocchi, in questo caso guardate sulla confezioni le dosi)
10 ciliegie (ma potete usare tutta la frutta che volete!)

Ho fatto bollire per qualche minuto il succo di mela con l’agar agar.
Quindi ho tolto dal fuoco e ho aspettato che il succo si raffreddasse un pochino per evitare di buttarlo troppo bollente sulle ciliegie.
Nel frattempo ho inserito una ciliegia in ciascun bicchierino nel quale ho versato il succo di mela.
L’ho lasciato raffreddare completamente a temperatura ambiente (ci vorrà un paio di ore) e poi in frigoriferlo in modo che sia bello fresco quando verrà servito
L’agar agar, raffreddandosi, si addensa e otterrete una perfetta gelatina, molto gustosa e saporita.

Come detto prima vi potrete sbizzarrire.
Al posto delle ciliegie, appena sarà la piena stagione, potrete usare i frutti di bosco.
Oppure delle pesche tagliate a dadini piccoli piccoli.
Al posto del succo di mela potete usare un tè verde aromatizzato alla menta o allo zenzero.
Insomma, quello che più vi aggrada!

Ma ditemi un po’. Siete andati a curiosare nel nuovo blog?
Vi aspettiamoooo!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

torta dell'amicizia senza glutine, zucchero, uova, latteHo appena deciso che questa si chiamerà la mia torta dell’amicizia! Eh sì, Galeotto fu…una torta.
La ricetta originale è di Manu (da tutti conosciuta come Ema, ma io ho cominciato a chiamarla Manu e ora non riesco più a cambiare) autrice del bellissimo blog Arricciaspiccia (che conoscerete benissimo).
Anche lei celiaca d.o.c, l’ho incontrata durante un corso di fotografia e siamo diventate amiche!
Sapendo che non mangio zucchero ha provato a sperimentare una torta senza, per condividerla nella pausa pranzo. Un successone: tutti increduli per il fatto che non avesse zucchero né altri dolcificanti e che fosse buonissima.
Chiaramente ho provato a replicarla un paio di volte, ma senza ottenere il risultato desiderato.
Scambi di messaggi, di consigli su come fare, e poi ieri sera mi sono detta: “perché non provarla con il lievito madre?”. E così ho fatto.

Rispetto alla ricetta originale ho variato un po’ gli ingredienti, ma in ogni caso questa torta magica (come l’ha soprannominata lei) è tutta sua!
Cosa ho cambiato? Vediamo se siete preparati: secondo voi?
Ho sostituito le banane (frutto tropicale, bla bla bla, non ne potrete più, vero?) con la pera.
Non ho messo i datteri (troppo dolci, troppo espansivi, meglio non usarli spesso).
E poi, ma solo perché non ne avevo, non ho messo ciliegie e cramberries.
Insomma, direte voi: “ma che cavolo ha messo?”

Questi i miei ingredienti:

165 gr di lievito madre senza glutine rinfrescato il giorno prima
375 ml di latte di riso basmati
200 gr di farina di mais fioretto*
200 gr tra albicocche secche e prugne secche*
50 gr di uvetta sultanina*
20 gr di mele essicate*
2 pere
mandorle e nocciole a piacere*
abbondante olio di mais per ungere la teglia

Ho aggiunto 100 ml di latte tiepido al lievito madre e ho lasciato riposare un’oretta;
ho tagliato a pezzetti albicocche e prugne e le ho messe in ammollo, assieme all’uvetta e alla mela essicata, nel restante latte di riso.
Ho quindi tagliato a pezzettoni due pere mature e le ho cotte a fuoco lento con mezzo bicchiere d’acqua.
Trascorsa un’ora – minuto più, minuto meno, ho messo nell’impastatrice il lievito madre, la frutta secca con tutto il latte, le pere cotte con il loro sciroppo, le mandorle e le nocciole tritate grossolanamente, la farina e ho avviato: ho lasciato impastare per 5 minuti.
Quindi ho messo la ciotola con l’impasto nel forno e ho lasciato lievitare tutta la notte (8 ore).
Al mattino l’impasto si è presentato bello gonfio.
Ogni volta che vedo che il mio lievito madre è vivo, mi commuovo!
Ho quindi acceso il forno a 170 gradi (attenzione a non superarli in questa fase perché non si deve andare oltre al punto di fumo dell’olio) e ho messo la teglia in forno per far scaldare bene l’olio.
Quando ho tolto la teglia – una volta che l’olio fosse ben caldo – ho aumentato la temperatura del forno a 190 gradi.
Ho versato nella teglia l’impasto in modo che si formasse una bella crosticina (su istruzioni di Manu) e quindi ho infornato per un’ora o poco più (dipende sempre dal forno).
L’impasto era molto. Avendo paura che non cuocesse ho messo l’eccedenza in sei stampini per muffin così, oltre la torta, ho sfornato anche 6 dolcetti!

Una bontà, veramente. Prova marito superata al 100%!!

E visto che questa ricetta è senza glutine, senza latte, senza uova, e SENZA ZUCCHERO, ho deciso di partecipare al contest diversamente buoni di no sugar please e cucinatollerante.

diversamente buoni contest

Questa torta è sicuramente adatta ai celiaci, agli intolleranti al lattosio e alle proteine del latte, a chi è allergico – o non tollera – le uova e, rispetto ai dolci tradizionali fatti con lo zucchero, ha un minor indice glicemico.
Credo che l’ingrediente che ha più alto indice glicemico sia l’uvetta (ma ce n’è solo 50 grammi e volendo si può evitare aggiungendo qualche albicocca in più!).

Quando affronto con le persone argomenti come la celiachia o le intolleranze al lattosio mi sento più a mio agio. Ma quando mi trovo a dover dare consigli alimentari a chi soffre di diabete, la cosa si complica un po’.
Mentre per la celiachia, o comunque per un’intolleranza o per un’ allergia a uno specifico alimento, basta (nella maggioranza dei casi) eliminare l’alimento incriminato, col diabete non è proprio così.

Non basta eliminare lo zucchero e stare attenti all’indice glicemico degli alimenti, ma è importante creare una dieta forte che escluda quegli alimenti che hanno un’energia troppo espansiva (indipendentemente dall’indice glicemico): olio, frutta cruda, latte di cereali, semi oleosi crudi…e anche fruttosio, stevia, miele, e dolcificanti artificiali (che comunque non consiglierei a nessuno!!), cacao.

Non vorrei dilungarmi troppo, ma visto che l’ospite del contest soffre di questo disturbo ci tengo ad accennarlo.

Quali alimenti consiglierei quindi?
Quelli con un’energia più contraente (per la macrobiotica yang, che riportano equilibrio in un contesto troppo yin).
Quindi cereali in chicco come grano saraceno, miglio, quinoa e amaranto (che sono pure senza glutine!), cotti in modo asciutto, tipo couscous o risotto e ancora meglio se ripassati in padella o trasformati in polpette: la cottura aggiunge ulteriore energia yang al cibo e la doppia cottura ne aggiunge ancora di più!
I condimenti ideali, sempre in cottura, sono olio, sale (integrale di sicilia), gomasio in rapporto 1:17 (1 parte di sale e 17 di sesamo) e volendo anche miso (attenzione per i celiaci) e salsa di soia (senza zucchero) o tamari certificato gluten free per i celiaci.
Le verdure “dolci” sono tra quelle più indicate: carote, zucca, cavolo,…, ben cotte e magari cucinate anche con l’alga arame.
Queste verdure piacciono molto al pancreas che ha bisogno di essere rafforzato e nutrito.
Evitare invece melanzane, pomodori, patate, peperoni, spinaci, bietole, asparagi, soprattutto per i casi più gravi: hanno un’ energia troppo espansiva e anziché rafforzare l’organismo, tendono a indebolirlo.
Per chi gode di ottima salute non fanno gran danno, ma per chi ha qualche problemino in più non sono proprio da consigliare.
Bene i legumi: azuki, ceci, lenticchie, arachidi tostate.
Insomma, la dieta deve essere bella strong per permettere all’organismo di accumulare forza. Qundi anche niente microonde!

Chiaramente queste indicazioni non vanno a sostituire le cure mediche. Ma seguendo i principi della macrobiotica si adotta uno stile alimentare che, affiancato alle prescrizioni mediche, può portare maggiori benefici. Provare per credere!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.