biscotti grano saraceno

Questo post lo dedico a delle splendide donne che conosco da più di….mmmh, da qualche anno, diciamo!

Abbiamo fatto un pezzo di strada assieme tra risate, tante, qualche lacrima, giornate passate a confidarci sopra libri di testo aperti quasi per caso…o perché “sì sì, oggi sento proprio che verremo interrogate”… e allora una pausa di studio, tra una tattica e l’altra per poter attaccare bottone con il bello di turno, la facevamo anche.

Ricordo le secchiate sul libro di geometria con la MBF per poter strappare il permesso per andare un fine settimana a Foppolo con i compagni, che ridere, ti ricordi??
Oppure a studiare in mansarda con la colonna sonora di The bodyguard che si ripeteva all’infinito grazie al loop del mangiacassette (vabé ora potete fare il conto di quanti anni sono passati..).

E ora, siamo sempre qui. Bello non aver smesso di ridere, nonostante si sia tutto un po’ complicato.
Le lacrime, ogni tanto, ce le asciughiamo ancora, lacrime che scorrono portandosi dietro tanto, a volte troppo carico.
Ma cuore che si riscalda un po’ con quei sorrisi che non sono mutati (beh ragazze, sempre fighe né, ma forse qualche rughetta comincia a farsi vedere ;-)) ).

E così eccomi, ho deciso di dedicarvi questo post oggi, perché mi andava di farlo: buon 8 marzo!

Dopo 20 giorni in cui sopportate le mie incursioni nella vostra cucina direi che vi meritate una ricetta nuova per questa santabenedettacolazioneeeeeeeee!!

Eh, sì. Perché dovete sapere che dopo l’ultima pizzata assieme (in questi anni abbiamo mantenuto uno o due o tre o quattro ritrovi all’anno. Dipende dalle annate) hanno deciso di rimettersi un po’ in forma affidandosi alla mia sapienza 😉

E visto che l’unione fa la forza, abbiamo pensato di farlo sopportandoci quotidianamente, con quella giusta dose di ironia (mai prendersi troppo sul serio) e rigore, attraverso un confronto costante… ma vuoi vedere che così funziona davvero???
Cavolo, devo dire che sta proprio funzionando!!

E allora eccovi un’idea per dei biscottini che un paio di volte a settimana potrete pucciare nel te.
Per ora vi risparmio le raccomandazioni per affrontare la primavera, ma arriveranno…

La ricetta fu pubblicata sulla rivista A Tavola nel mese di febbraio 2014 (se non sbaglio, qui il tempo passa troooopppo velocemente).

Ingredienti:
250 g farina di grano saraceno*;
80 g nocciole tostate;
150 ml latte di riso;
80 g succo di mela concentrato;
1 bustina di cremor tartaro*;
2 mele gialle;
scorza di 1 arancia non trattata;
50 g fave di cacao bio*;
un pizzico di sale integrale

Preriscaldate il forno a 170 °C.
Nel frattempo tritate finemente una parte delle nocciole fino a renderle farina, e le restanti lasciatele più grossolane.
Sbucciate le mele e tagliatene una a cubetti piccoli, mentre l’altra frullatela in modo da ottenere una purea.
In una ciotola, o in un’ impastatrice, mettete la farina di grano saraceno, quindi aggiungete le nocciole precedentemente lavorate.
Versate il latte di riso, il succo di mela, unite il lievito, le mele e la scorza d’arancia precedentemente tritata, le fave di cacao pestate con un mortaio, (se non le avete optate per cioccolato supermegafondente!!) e il pizzico di sale.
Mescolate bene il tutto, in modo da ottenere un composto umido e denso.
Su una teglia mettete della carta forno e con l’aiuto di un cucchiaio mettete l’impasto dandogli la forma desiderata.
Per ottenere biscotti più morbidi, stendete l’impasto a circa 1,5 cm di spessore, mentre se volete biscotti più sottili e croccanti, riducete lo spessore.
Infornate quindi  a 170 °C per circa 20-25 minuti a seconda dello spessore.
Sfornate i biscotti e lasciateli raffreddare.

Quindi chiudeteli in una vaso e imboscatelo prima di mangiarli tutti!!!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

diploma-sana-gola
Sono stata silente per un bel po’ di tempo, e ora mi è venuta voglia di raccontarvi  di questo mio ultimo anno e mezzo..
Sarò sintetica!!!
Anzi no, non credo sia vero!

Passo indietro:
un anno e mezzo fa, anzi, forse anche da più tempo – è stato precisamente il 16 luglio 2015 il primo giorno che è cominciato senza il suono di una sveglia, senza il pensiero di dover timbrare in tempo il cartellino, senza essere costretta a scambiare il mio prezioso tempo e la mia preziosa intelligenza (modestia a parte), per uno stipendio che non mi restituiva altro se non una manciata di soldi (perché alla fine erano comunque pochi) –  ho proprio deciso di prendere in mano la mia vita e di, almeno provare, a darle un senso: “SE NON ORA QUANDO??”. sento ancora la vocina che mi martellava in testa e che, 2 mesi e 15 giorni prima, mi aveva spinto a scrivere la lettera di dimissioni!!!

La strada è ancora lunga intendiamoci, (e il conto in banca è quasi prosciugato) ma ora, eccomi, ci sono!

Il punto di partenza è proprio il diploma che vedete qui sopra.
Un pezzo di carta, che per me vale moltissimo.
Da questo percorso, intrapreso a La Sana Gola qualche anno fa, è cominciata la mia trasformazione profonda, iniziata proprio stravolgendo la mia alimentazione, ma che pian piano ha cambiato anche il mio essere.

Sono anni che ormai fascio la testa a tutti quanti, e che caccio il naso nei frigoriferi e nelle dispense di amici e parenti,a nche se non richiesto. E so bene di essere pedante!! 🙂
Ma ora, con questo pezzo di carta, sono ancora più legittimata a farlo!!

Perché ora questa sarà la mia professione.

Non so ancora se “Operatore olistico a indirizzo nutrizionale” suona bene o male, ma poco importa. Quello che importa è quello che è.
Quello che importa è che quando metterò il naso nella dispensa di qualcuno, lo farò perché questo qualcuno mi avrà chiesto di farlo, perché saprà che lo potrò aiutare a ritrovare un equilibrio perso.

Nei prossimi post spiegherò tutto meglio, ma ora vorrei continuare a raccontarvi di me, perché  questo non è sicuramente l’unico punto di partenza che ho fissato.

Il secondo punto di partenza è la terra.
Sarà che è il mio elemento.
Ma da quando ho messo le mani nella terra, non ho più smesso di pensare che dalla terra doveva arrivare il mio cibo.

E allora ecco che ho cominciato a cambiare il modo di fare la spesa e ad aver voglia di imparare a coltivare.
Ma, forse perché ormai dentro di me avevo capito inconsciamente che qualcosa nell’agricoltura convenzionale non andava, ho iniziato a cercare se c’erano già delle alternative, ero veramente senza arte né parte.

E allora mi si è aperto un mondo nuovo.
E ho cominciato di nuovo a imparare l’arte, ma non per metterla da parte, ma per portarla in tavola!

Così da un cambio di alimentazione, ho scoperto di avere un sacco di interessi, di passioni, che minimamente avrei mai creduto di avere nel mio periodo alienante casa, lavoro, lavoro casa, lavoro lavoro, casa.

E poiché il tempo (mannaggia, il tempo che manca sempre) per imparare da soli è troppo, si cercano acceleratori di conoscenza: i corsi!!! (benedetti e maledetti corsi: possono dare dipendenza, quindi meglio darsi un limite 😉
E via con un bellissimo percorso in pratiche sostenibili e permacultura e poi con un altrettanto entusiasmante corso di agricoltura sinergica.

Tanti spunti, tanti stimoli, tantissime persone bellissime incontrate in questo percorso, che mi hanno aiutata a crescere.

Tante opportunità per capire sempre meglio come dovrebbe essere questo mondo, e tanto coraggio per capire che questo mondo posso proprio contribuire a farlo diventare così.

Ho risentito le farfalle nello stomaco, una felicità davvero inebriante, e nonostante abbia avuto anche qualche basso (ma sempre e solo dovuto a quel conto in banca!!), non tornerei mai indietro.
Ho capito che quel cibo, oltre che portarlo sulla mia tavola, lo vorrei portare sulle vostre tavole.
Da qui lo sviluppo di un bellissimo potenziale progetto, che spero di realizzare presto.
Raccontarvelo ora è, però, ancora prematuro…

Nel frattempo ho cominciato a osservare le persone.
Le osservo per capire come poter comunicare con voi, per far capire, senza che mi prendiate per pazza (famiglia in primis, ma per fortuna le pazze in casa siamo in due e quindi ho l’amplificatore!), che la responsabilità della nostra vita, del nostro benessere, della nostra felicità, è solo nelle nostre mani. Lo è davvero.

Ma osservando (sto davvero imparando a osservare!!), e interagendo, mi sono accorta che siamo davvero taaaanto arrabbiati, che non ci capiamo, che non sappiamo ascoltarci, che non comunichiamo, che siamo per la maggior parte del tempo in competizione. Non collaboriamo.
Ci devono essere per forza dei “buoni” e dei “cattivi”, e anziché trovare gli strumenti per dialogare, mettiamo muri. Non conosciamo noi stessi…

E così ecco il terzo punto.
La comunicazione.
Qui sono proprio ancora ai blocchi di partenza, ma il prossimo punto è proprio questo.
Vorrei imparare a capire come poter comunicare in modo empatico e non violento, per essere più efficace. Perché davvero, il senso di impotenza che provo, quando non riesco a farmi capire, è immenso.

E così, quando rimetto assieme tutti questi elementi: la terra, i semi, il cibo, le emozioni, le persone, la comunicazione e rivedo le tre etiche della permacultura: cura della terra, cura delle persone, condivisione delle risorse la parola ‘olistico’ trova il suo perché.
E mi sento davvero felice, e in pace.

Passo avanti:
La strada è ancora lunga, lo so ma l’ho proprio imboccata, e ci sono in mezzo fino al collo, anzi di più!!!

Cosa bolle quindi in pentola?

Bolle e ribolle una nuova me.
Molto consapevole, molto realista, molto decisa, molto sistemica (altra parola che amo molto grazie a questo meraviglioso libro!).

Riprenderò, pian piano a condividere sul blog alcuni spunti.
Ho varie idee in mente, ma ahimè devo ritornare un po’ al problema tempo, che ancora non l’ho ben risolto: è sempre troppo pocooooo.

Però offline ci sono. E se volete saperne un po’ di più, potrete scrivermi.
Ci sono anche sul sito http://www.glutenfreetravelandliving.it
dove potrete leggere gli ultimi miei post, cercandoli con la parola chiave CUCINA CONSAPEVOLE.
E ci sono sempre in questo blog, nei post arretrati, che tornerò a ripostare, non tanto per la ricetta in sé, ma per quello che porta, in attesa dei nuovi.

Quindi sì, mi aggiungo all'”esercito” di tutte le mie colleghe/amiche che stanno cercando di portare questi messaggi, aggiungendo tutta la mia competenza ed esperienza, “olistica” “sinergica”, “permaculturale”, che ho maturato in questi ultimi anni.

Spero di avervi fatto venire voglia di seguirmi e di non avervi fatto scappare, altrimenti devo davvero darmi da fare subito, in comunicazione empatica :-)))

Anzi, vi sarei davvero grata, se aveste voglia di darmi dei consigli per permettermi di riuscire ad arrivare a voi.

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Buongiorno a tutti!!!

Eccomi ricomparire, anche se per un saluto veloce veloce. Però so già che questa volta non lascerò passare un anno dall’ultimo post.
Pian piano mi sto assestando sui nuovi ritmi, nuova vita e nuovo entusiasmo e appena sarò pronta lo condividerò con chi vorrà leggermi!

Ormai è autunno inoltrato! Si affacciano i primi malanni stagionali e se vi siete persi i post precedenti ecco qualche utile rimedio e consiglio.

In ogni caso, non sono stata proprio inattiva: ho solo deciso di dedicare più energie a quel meraviglioso progetto che è Gluten Free Travel & Living e che mi ha portato ad avere per qualche mese una rubrica tutta mia in una radio di Palermo e un angolino di cucina consapevole.

Tante cose sono passate dal 15 luglio 2015, mio ultimo giorno di lavoro in ufficio, e inizio della mia nuova esistenza. Tante cose sono cambiate nelle vite degli amici più cari negli ultimi anni, ma l’amicizia, quella non cambia mai.

E questo post lo dedico a loro, ai miei amici più cari, anche se ormai ci vediamo un po’ troppo poco (lo sooooooo, lo so che pensate sia “colpa” mia!!!!) con i quali negli anni passati, in questo periodo, eravamo reduci dal WASEN di Stoccarda!
Evito di ripescare foto d’archivio per pudore!!!
E in particolare lo dedico alla MBF, che sta combattendo la battaglia più dura, ma che ce la sta mettendo tutta perché lei ha il sole dentro, e nulla può oscurarla.
Appena possibile un bel viaggetto birroso ce lo regaleremo ancora: io porto la scorta Peroni Senza Glutine per me!!!
Tra le birre sglutinate assaggiate è quella che preferisco, e che sia la prima birra italiana senza glutine certificata spiga sbarrata da AIC, non guasta affatto!

In questi giorni mi sto coccolando con un sacco di zuppette che riscaldano casa e cuore.
Soprattutto con la zuppa di cipolle (debitamente rivisitata) che preparava sempre mio nonno: lui non lo sa ma una volta ho rischiato una congestione dopo averla mangiata. Per non fargli dispiacere l’ho pappata a merenda, perché sarei poi dovuta andare allo stadio ad assistere Atalanta / Fiorentina in Coppa Italia: non chiedetemi l’anno. Ho rimosso.
Ecco, l’ansia per la partita (i disordini fuori stadio..),  il su e giu: “chi non salta ….. è”!! e la pesantezza della zuppa, a un certo punto mi hanno mandata in tilt!
Per fortuna tutto è bene quel che finisce bene, ma ora la mia zuppa si è decisamente alleggerita e, abbinata a una birretta, davanti al tepore di un caminetto, ha proprio il suo perché!!

Questa ricetta ve la consiglio proprio, è buonerrima, modestia a parte!!!
Ingredienti:
800 g cipolle bianche biologiche – 40 ml olio extra vergine di oliva – 1 cucchiaio di maizena – 1,5 l acqua (o brodo vegetale) – sale – 50 ml di acqua di cottura dei ceci – succo di 1/2 -limone – pepe – paprica affumicata – pane senza glutine abbrustolito (possibilmente fatto in casa)

Lava le cipolle, sbucciale e tritale finemente.
Quindi riscalda sul fuoco una casseruola capiente con l’olio, e quando ben caldo, aggiungi le cipolle.
Fai imbiondire, aggiungi la maizena e mescola bene. Copri le cipolle con l’acqua o il brodo.
Sala a piacere e fai cuocere a fuoco moderato per circa 30 minuti col coperchio.
Controlla l’evaporazione e, se necessario, aggiungi un po’ d’acqua durante la cottura.
Nel frattempo, con una frusta, monta l’acqua di cottura dei ceci con un filo d’olio, il succo di limone e un pizzico di sale e abbrustolisci del pane.

Quando la zuppa sarà pronta, aggiungi del pepe, posiziona i crostini, aggiungi la spuma di ceci e cospargi con la paprika affumicata i crostini.

Questa spuma darà un tocco di acidità alla zuppa e la paprika una marcia in più!

Servi ben calda!

La birra Peroni Senza Glutine è un ottimo abbinamento a questo piatto. Provare per credere!
E se volete, potrete, nella prima fase di cottura della zuppa, sfumare le cipolle con un po’ di birra.
Il gusto della zuppa assumerà aromi molto interessanti.

Se vi ho fatto venire voglia di stappare la vostra birra, sorseggiatela andando a curiosare le altre ricette dedicate alla Gluten Free Fest: la nostra rivincita sglutinata all’Oktober Fest!!!

Ma mi raccomando, aspettate che i primi raffreddamenti siano scomparsi, e restate al calduccio. I nostri amici tedeschi sono decisamente più temprati di noi 😉 Se non siete in splendida forma, conservate la birra per la prossima occasione!!

A prestooooo, promesso!!!

COP_Gluten Free per tutti i gusti.inddBuongiornooooooooo!
Ci sono, ci sono, non sono sparita proprio del tutto, anche se sono mesi che non mi affaccio da queste parti.
Nel silenzio, zitta zitta, ho stravolto un po’ la mia vita, ma di questo vi racconterò in un’altra occasione.
Ora sono qui per annunciare con grande orgoglio l’uscita in libreria del primo (speriamo primo di una luuunga serie) libro di cucina di GLUTEN FREE TRAVEL & LIVING!
Ormai sono più di due anni che ci troviamo a lavorare “schermo a schermo” e ogni post che scriviamo sul portale, e ogni iniziativa che ideiamo, sono frutto di un continuo confronto che ci aiuta a crescere sempre più e passo dopo passo è arrivata anche questa bellissima occasione: realizzare GLUTEN FREE PER TUTTI I GUSTI.
Per la prima volta sono stata “dall’altra parte”, dalla parte di chi fa i libri e non dalla parte di chi rincorre i tempi e gli autori. E’ stata un’esperienza faticosa, ma gratificante dove tutti noi abbiamo lavorato con l’unico intento di arrivare dove ancora il cucinare senza glutine infonde qualche timore.
E’ un libro pensato soprattutto per gli amici, con ricette semplici, ma a volte anche un po’ più elaborate, con consigli su come fare la spesa, organizzare la cucina o una festa dove ci sono anche ospiti sglutinati.
Perché non c’è niente di più bello che sedersi a tavola e poter condividere tutti assieme un pasto senza dover continuamente monitorare briciole che svolazzano sul tavolo o interrogarsi sulle etichette degli ingredienti: “ma sarà certificato?”.
Insomma il libro è proprio per tutti tuttissimi, con qualche ricetta anche senza lattosio e uova, con qualche spunto vegetariano e vegano…
La grafica è fresca e simpatica, di facile consultazione. La redazione di Gribaudo ha colto in pieno il messaggio che volevamo portare nelle vostre case e ha realizzato un libro proprio bello.
Non ci credete?
Correte in libreria e dategli un’occhiata, poi mi direte!
Ora vi saluto perché mi preparo per la GLUTEN FREE WEEK che si svolge da oggi fino al 24 ottobre ai Cantieri Culturali alla Zisa a Palermo. Qui potrete guardare il programma dei prossimi giorni.
E se siete nei dintorni non potrete mancare per la presentazione del libro.
L’appuntamento è per il 23 ottobre, presso la Feltrinelli di Palermo, alle ore 19.30.

Vi saluto un po’ emozionata e tanto orgogliosa!
E a presto, promesso!!!

Hamburger vegan e glutenfree - feelfreeglutenfreeE’ primavera, è tempo che esca dal mio letargo, l’ultimo post è proprio datato!!!
Ma è stato un letargo tutt’altro che riposante, anzi.
Per la mia salute, forse, avrei proprio fatto bene a imitare tutte quelle “bestioline” che si rintanano in attesa della bella stagione.
Ma se avessi fatto così, la mia “esperienza” nel mondo, non sarebbe evoluta.
E, evolvermi, è la cosa che in questo momento mi preme di più: ma indubbiamente è faticosoooo!
No, non ho viaggiato.
Tre quarti del tempo sempre in ufficio l’ho trascorso, ma grazie a ore di sonno perse e a weekend intensi di approfondimento, sono riuscita a fare i miei primi passi verso il mondo che vorrei.
La strada è ancora luuuuunghissima, ma una cosa l’ho capita.
Ho capito che per me la via d’uscita da questa crisi (non solo economica, ma anche di valori), che sembra non volerci abbandonare, non è il rilancio a tutti i costi dell’economia e dei consumi.
Non so a voi, ma a me dispiace non poter essere libera di poter disporre del mio tempo, perché per poter pagare mutuo, bollette, cibo, e tutte le cose che consumo, devo necessariamente lavorare almeno 8 ore al giorno.
Mi sento in trappola.
Lo so, ve l’ho già detto, ma ora sto iniziando ad agire e non solo a lamentarmi!!
Certo, sono privilegiata rispetto a tanti che un lavoro non l’hanno e che faticano ad arrivare a fine mese, ma pensare che la nostra vita è così strettamente legata al dover lavorare per guadagnare soldi che spendiamo per lo più in oggetti superflu, e, che per fare questo, sacrifichiamo tante cose importanti di cui probabilmente non ce ne rendiamo conto, mi rende molto inquieta.

E allora, nel mio piccolissimo, sto cominciando un lento, leeentissimo cammino verso quella che viene definita decrescita felice. Ho deciso di farlo per me, per provare a dare un senso alla mia presenza su questo pianeta.
Utopia? Può essere, ma io confido fermamente che un altro modo di vivere sia possibile!

Ma ora, bando alle ciance: è o non è 1l 100% Gluten Free (fri)Day?
Questa la ricetta che ho pensato di dedicare alla giornata di oggi, per restare proprio in tema “decrescita”.
E’ primavera e il nostro corpo ha bisogno di alleggerirsi, abbiamo già passato assieme qualche altra primavera e se volete approfondire qui e qui e qui, trovate gli altri post in tema con la stagione.
Alleggerirsi significa ridurre il consumo di prodotti animali (fa bene a noi e al pianeta), privilegiare cotture più veloci, aiutare il fegato a compiere il suo mestiere aumentando il consumo di fresche verdure a foglie verde: la clorofilla è un toccasana per questo nostro preziosissimo organo.
Nella medicina cinese il fegato è considerato il Generale del nostro corpo.
Purifica il sangue e fa in modo che non gli manchino riserve di ferro e di altre sostanze necessarie alla nostra salute: distribuisce energia al corpo.
Va da sé che più lo trattiamo bene più gli facilitiamo tutti questi compiti e più noi ne guadagnamo in salute, anche emotiva!
Quindi pochissimi grassi animali (meglio ancora fare un’astinenza di 40 giorni per permettere una bella pulizia di primavera), pochissimissimo fritto, ma anche poca cottura al forno ad alte temperature, perché una cottura così intensa blocca l’energia ascendente del fegato.
Taaanti germogli, alghe, tante insalate e magari anche dei centrifugati verdi, sempre senza esagerare, mantenendo la dieta bilanciata.

Eccola, eccola, la ricetta.
E’ stata pubblicata su A Tavola del mese di febbraio, ma credo sia perfetta anche ora, magari con qualche accorgimento:

Ingredienti:

50 g soia nera – 50 g azuki – alga kombu – 1 carota – 1/2 porro – 2 cucchiai di pinoli – 40 g grano saraceno riso integrale – sale q.b – (farina di grano saraceno* fac. o di riso*) – insalatina stagionale (senape, nasturzio, mizuna)
Se la famiglia è più numerosa le dosi possono essere raddoppiate!!

Ho pulito la soia nera e gli azuki con uno straccio umido per eliminare eventuali residui di polvere e li ho messi in ammollo per 12 ore con un pezzettino di alga kombu.
Quindi li ho cotti nella pentola a pressione con parte della loro acqua di ammollo per circa 50 minuti (la soia resta un po’ più dura, gli azuki cuociono in molto meno tempo, ma visto che si trasformeranno in hamburger va bene se si spappolano un po’).

L’acqua deve essere regolata in modo che venga assorbita durante la cottura.

Nel frattempo ho fatto cuocere il riso integrale (circa 45 minuti). Sembra un tempo infinito, ma entrambe le cotture fanno da sole, quindi il tempo può essere investito per altro!!!

Quando tutte è cotto, ho frullato porro e carote, aggiunto i legumi ben scolati e con l’aiuto di un frullatore a immersione ho sminuzzato grossolanamente il tutto.
Si ottiene un impasto appiccicoso.
Ho fatto tostare leggermente pinoli che ho tritato e infine aggiunto al resto.

Quindi ho completato l’imposto col riso integrale, volendo lo si può mettere anche prima e poi frullare assieme al resto.
Se il composto è ancora molto umido si può aggiungere un cucchiaio di farina di riso finissima.

Ho scaldato una piastra spennellata con dell’olio di sesamo e, quando si è scaldata ho appoggiato un coppapasta del diametro di 7 cm e l’ho riempilo con l’impasto lasciando uno spessore di circa 1 cm.
Appena la parte a contatto con la piastra si è cotta ho levato il coppapasta e ho girato l’hamburger (3-4 minuti per lato sono sufficienti.

Per bilanciare queste lunghe cotture ho preparato una bella insalatona con tutte le verdurine che ho trovato nell’orto e le ho gustate fresche appena raccolte!

E con questa ricettina, che dedico alla MBF, e un po’ rielaborata rispetto all’originale (ma il bello è questo, modificare la propria alimentazione seguendo il ritmo delle stagioni), partecipo al 100% GFFD per festeggiare anche la nascita della nostra Associazione.
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Venite a trovarci!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

Oh Christmas free - Gluten Free Travel & Living
E’ appena passata santa Lucia nelle case di tanti bambini, e chissà se qualche piccolo sglutinato ha scritto nella sua letterina di poter tornare a mangiare i dolcetti natalizi come un tempo passato!

Lo sapete che non approvo la maggior parte degli ingredienti dei dolci, ma posso capire il desiderio di voler gustare, come tutti, qualcosa di buono e di speciale, qualcosa di unico che renda indimenticabili le feste di Natale.

Beh, anche la redazione di Gluten Free Travel & Living sa bene cosa significhi essere obbligati a dover rinunciare a qualcosa, e quando questa rinuncia è costretto a farla un bambino il dispiacere è ancora più grande.

E allora la redazione si è messa all’opera per potervi regalare un libro, il primo libro di ricette natalizie, realizzato totalmente con le proprie mani, dalla A alla Z!
Tante mani, per fortuna, e soprattutto tanti cuori!

Abbiamo messo passione, abbiamo dedicato tempo ed energie rubandoli al sonno e ai we in famiglia.
Abbiamo riso, ci siamo scoraggiati, e poi incoraggiati a vicenda. Abbiamo fatto e disfatto, e poi rimontato per potervi regalare uno spunto (o un incoraggiamento) per trasformare il vostro Natale sglutinato in un Natale colorato e goloso.

Oh Cristmas Free,
lo potete scaricare a questo link.
Le ricette sono state tutte cucinate, fotografate e, soprattutto, mangiate da noi, e sono tuuuutte buooooonissime, sglutinate, ovviamente, e quasi tutte anche senza lattosio (o facilmente “delattosizzabili”!!!).

Speriamo veramente che possa diventare un fidato compagno in cucina in questi giorni di preparativi, ma non solo in cucina: vi invitiamo a sfogliarlo con i vostri bimbi, perché non troverete solo ricette da preparare assieme, ma troverete tante altre cose da poter condividere proprio con tutta la famiglia!
Sulle note di una canzone natalizia strimpellata dai vostri pargoli, potrete preparare i menù o i segna posti per la tavola natalizia, o lanterne luminose per rendere unica l’atmosfera della vigilia.
Potrete far addormentare i piccoli raccontandogli una magica storia, inventata per l’occasione da una loro coetanea, e potrete imparare assieme a loro una filastrocca da recitare prima di scartare i regali!

Insomma…vi ho incuriositi??? Ora non vi resta che cliccare!!!!

oh Christmas Free - Gluten Free Travel & Living

Brodo di verdure dolci senza glutine - feelfreeglutenfree Siamo seeeempre di corsa, sempre indaffarati in mille faccende, soprattutto io, che se non mi impegno in 1000 cose, non sono felice!!
E mi domando pure il perché!
La maggior parte delle risposte, per fortuna, le conosco, ma quando esagero ho paura di arrivare al limite del “patologico”…
Vabé, finché reggo, non mollo. E magari in tutta questa distrazione non ci siamo nemmeno accorti che è arrivato l’autunno!!
Forse al sud ancora non si nota, ma non è solo una questione climatica: le giornate comunque si accorciano e l’energia sta cambiando.
Per la medicina cinese stiamo passando dall’energia Terra, quella che domina la tarda estate, all’energia Metallo. Energia che coinvolge maggiormente polmoni e intestino crasso.

Osservare il mutare delle stagioni ci aiuta a capire come l’ambiente cambia attorno a noi.
E, se non abbiamo tempo di guardare fuori dalla finestra, soffermiamoci a pensare un attimo a come cambia la nostra vita al susseguirsi delle stagioni: il nostro armadio, il nostro tempo libero e spesso anche l’umore si modificano in base al caldo o al freddo e a seconda dell’allungarsi o dell’accorciarsi delle giornate.
Purtroppo però questo cambiamento si nota meno sulle nostre tavole: i supermercati offrono sempre gli stessi prodotti (vi sarete già accorti che ho maturato una certa antipatia verso i supermercati a GDO, vero?): pomodori, peperoni, zucchine e melanzane si trovano tutto l’anno, così come banane e ananas e, ne parlavo giusto ieri con una collega, questi posti sono diventati ormai quasi necessari a causa dei ritmi frenetici della vita che ci portano a scegliere molto spesso cibi facili e veloci da cucinare, perché si arriva a casa stremati dal lavoro, magari 12-13 ore dopo che si è usciti la mattina!
Un’insalata ben pulita è sempre disponibile nei banchi di ogni supermercato, anche se non è di stagione e la cena è bella e pronta in 5 minuti. “Cosa c’è di male”, adesso vi chiederete, “a mangiare un’insalata? O una banana per merenda? Non dobbiamo forse mangiare tanta frutta e verdura?”
Da un lato non ci sarebbe quasi nulla di male: vitamine e sali minerali sono inclusi nella nostra dieta anche mangiando frutta e verdura non di stagione; questo però porta a non essere sintonizzati con la stagione in corso: non è un caso se con l’autunno cominciano i primi raffreddori e i cosiddetti malanni di stagione! Durante l’estate abbiamo consumato cibi più rinfrescanti, utilizzando in prevalenza stili di cottura più veloci o prediligendo addirittura cibi crudi.
Questo ha permesso che si creasse un equilibrio con l’ambiente esterno: ‘combatto’ il caldo con il fresco! L’arrivo dell’autunno invece porta un aumento di umidità e una diminuzione della temperatura, ai quali il nostro corpo non è ancora preparato. E se insieme al cambiamento climatico non cominciamo a modificare la lista della spesa, sarà probabile che dopo qualche settimana dall’equinozio arrivino i primi starnuti!
Lo confesso, io mi sono già raffreddata!!!
Il corpo infatti cerca di liberarsi dal freddo e dall’umidità accumulata nei mesi estivi per trovare il calore necessario ad affrontare la nuova condizione. E se continueremo a mangiare gli alimenti che ci hanno tenuti freschi d’estate, il nostro corpo non sarà in grado di trovare le risorse per combattere i primi virus, rendendoci così vulnerabili.
Fortunatamente la natura ci offre delle soluzioni per aiutarci a risolvere o alleviare i primi fastidi, come tosse e febbre, e ci fornisce gli ingredienti adatti per affrontare la convalescenza.
Per rafforzare il sistema immunitario un toccasana è il brioso di verdure dolci. Zucca, cipolla, carota cavolo, che diventa ancora più interessante se gli si aggiunge alla fine un tocco qualcosa di più “fresco”, sempre per mantenere una certa dinamicità nel piatto.
Il brodo di verdure dolci aiuta in molti disturbi, regola anche la glicemia e la concentrazione se preso nel tardo pomeriggio, ma con qualche variante può essere un ottimo antipasto perfino per una cena romantica:

Ingredienti:

2 tazze abbondanti di acqua;
1 carota di piccole dimensioni;
1/2 cipolla;
1 spicchio di zucca;
1/4 di gambo di sedano;
1 pezzetto di daikon;
1 fetta di limone o zenzero fresco grattugiato;
1 pizzico di sale.
Ho tagliato le verdure a cubetti, il più piccolo e regolare possibile, a eccezione della cipolla (che non ho ulteriormente tagliato).
Le ho aggiunte in un pentolino e le ho coperte con l’acqua.
Ho portato a ebollizione, ho aggiunto un po’ di sale, e ho lasciato cuocere qualche minuto.

Quindi ho “inciotolato” (eliminando la cipolla) e prima di servire ho aggiunto mezza fetta di limone (eventualmente anche qualche goccia di succo di zenzero).

Questo brodo, riscalda, distende e prepara lo stomaco a ricevere il resto della cena (che consiglio essere sempre leggera!!)

Carota e daikon (e zenzero), agiscono sull’energia Metallo, e vanno a nutrire l’intestino crasso, organo di eliminazione (essendo radici agiscono in profondità), e in autunno gli organi di eliminazione, soprattutto i polmoni sono più sollecitati.
Il sapore dolce di zucca e carota invece nutrono pancreas e milza, e il succo di limone o dello zenzero bilancia la lunga cottura delle verdure, cottura che in questa stagione è preferibile allungare un po’ perché nonostante disperda qualche vitamina, dona quel calore necessario agli alimenti che viene poi restituito al nostro organismo.
E se avete il dubbio di perdere troppa vitamina C, basterà aggiungere alle pietanze un cucchiaino di succo di limone, o una forchettata di verdure fresche, senza esagerare…

Ecco allora che quello che in apparenza è un semplice brodo, in realtà offre un preziosissimo aiuto e un sostegno al nostro organismo.

E con questa ricetta vi auguro un buon inizio di stagione e un buon 100%GFFD!

ilove-gffd