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Brodo di verdure dolci senza glutine - feelfreeglutenfree Siamo seeeempre di corsa, sempre indaffarati in mille faccende, soprattutto io, che se non mi impegno in 1000 cose, non sono felice!!
E mi domando pure il perché!
La maggior parte delle risposte, per fortuna, le conosco, ma quando esagero ho paura di arrivare al limite del “patologico”…
Vabé, finché reggo, non mollo. E magari in tutta questa distrazione non ci siamo nemmeno accorti che è arrivato l’autunno!!
Forse al sud ancora non si nota, ma non è solo una questione climatica: le giornate comunque si accorciano e l’energia sta cambiando.
Per la medicina cinese stiamo passando dall’energia Terra, quella che domina la tarda estate, all’energia Metallo. Energia che coinvolge maggiormente polmoni e intestino crasso.

Osservare il mutare delle stagioni ci aiuta a capire come l’ambiente cambia attorno a noi.
E, se non abbiamo tempo di guardare fuori dalla finestra, soffermiamoci a pensare un attimo a come cambia la nostra vita al susseguirsi delle stagioni: il nostro armadio, il nostro tempo libero e spesso anche l’umore si modificano in base al caldo o al freddo e a seconda dell’allungarsi o dell’accorciarsi delle giornate.
Purtroppo però questo cambiamento si nota meno sulle nostre tavole: i supermercati offrono sempre gli stessi prodotti (vi sarete già accorti che ho maturato una certa antipatia verso i supermercati a GDO, vero?): pomodori, peperoni, zucchine e melanzane si trovano tutto l’anno, così come banane e ananas e, ne parlavo giusto ieri con una collega, questi posti sono diventati ormai quasi necessari a causa dei ritmi frenetici della vita che ci portano a scegliere molto spesso cibi facili e veloci da cucinare, perché si arriva a casa stremati dal lavoro, magari 12-13 ore dopo che si è usciti la mattina!
Un’insalata ben pulita è sempre disponibile nei banchi di ogni supermercato, anche se non è di stagione e la cena è bella e pronta in 5 minuti. “Cosa c’è di male”, adesso vi chiederete, “a mangiare un’insalata? O una banana per merenda? Non dobbiamo forse mangiare tanta frutta e verdura?”
Da un lato non ci sarebbe quasi nulla di male: vitamine e sali minerali sono inclusi nella nostra dieta anche mangiando frutta e verdura non di stagione; questo però porta a non essere sintonizzati con la stagione in corso: non è un caso se con l’autunno cominciano i primi raffreddori e i cosiddetti malanni di stagione! Durante l’estate abbiamo consumato cibi più rinfrescanti, utilizzando in prevalenza stili di cottura più veloci o prediligendo addirittura cibi crudi.
Questo ha permesso che si creasse un equilibrio con l’ambiente esterno: ‘combatto’ il caldo con il fresco! L’arrivo dell’autunno invece porta un aumento di umidità e una diminuzione della temperatura, ai quali il nostro corpo non è ancora preparato. E se insieme al cambiamento climatico non cominciamo a modificare la lista della spesa, sarà probabile che dopo qualche settimana dall’equinozio arrivino i primi starnuti!
Lo confesso, io mi sono già raffreddata!!!
Il corpo infatti cerca di liberarsi dal freddo e dall’umidità accumulata nei mesi estivi per trovare il calore necessario ad affrontare la nuova condizione. E se continueremo a mangiare gli alimenti che ci hanno tenuti freschi d’estate, il nostro corpo non sarà in grado di trovare le risorse per combattere i primi virus, rendendoci così vulnerabili.
Fortunatamente la natura ci offre delle soluzioni per aiutarci a risolvere o alleviare i primi fastidi, come tosse e febbre, e ci fornisce gli ingredienti adatti per affrontare la convalescenza.
Per rafforzare il sistema immunitario un toccasana è il brioso di verdure dolci. Zucca, cipolla, carota cavolo, che diventa ancora più interessante se gli si aggiunge alla fine un tocco qualcosa di più “fresco”, sempre per mantenere una certa dinamicità nel piatto.
Il brodo di verdure dolci aiuta in molti disturbi, regola anche la glicemia e la concentrazione se preso nel tardo pomeriggio, ma con qualche variante può essere un ottimo antipasto perfino per una cena romantica:

Ingredienti:

2 tazze abbondanti di acqua;
1 carota di piccole dimensioni;
1/2 cipolla;
1 spicchio di zucca;
1/4 di gambo di sedano;
1 pezzetto di daikon;
1 fetta di limone o zenzero fresco grattugiato;
1 pizzico di sale.
Ho tagliato le verdure a cubetti, il più piccolo e regolare possibile, a eccezione della cipolla (che non ho ulteriormente tagliato).
Le ho aggiunte in un pentolino e le ho coperte con l’acqua.
Ho portato a ebollizione, ho aggiunto un po’ di sale, e ho lasciato cuocere qualche minuto.

Quindi ho “inciotolato” (eliminando la cipolla) e prima di servire ho aggiunto mezza fetta di limone (eventualmente anche qualche goccia di succo di zenzero).

Questo brodo, riscalda, distende e prepara lo stomaco a ricevere il resto della cena (che consiglio essere sempre leggera!!)

Carota e daikon (e zenzero), agiscono sull’energia Metallo, e vanno a nutrire l’intestino crasso, organo di eliminazione (essendo radici agiscono in profondità), e in autunno gli organi di eliminazione, soprattutto i polmoni sono più sollecitati.
Il sapore dolce di zucca e carota invece nutrono pancreas e milza, e il succo di limone o dello zenzero bilancia la lunga cottura delle verdure, cottura che in questa stagione è preferibile allungare un po’ perché nonostante disperda qualche vitamina, dona quel calore necessario agli alimenti che viene poi restituito al nostro organismo.
E se avete il dubbio di perdere troppa vitamina C, basterà aggiungere alle pietanze un cucchiaino di succo di limone, o una forchettata di verdure fresche, senza esagerare…

Ecco allora che quello che in apparenza è un semplice brodo, in realtà offre un preziosissimo aiuto e un sostegno al nostro organismo.

E con questa ricetta vi auguro un buon inizio di stagione e un buon 100%GFFD!

ilove-gffd

frittelle di pastinacaCarnevale si sta avvicinando e qualcuno si sta già preparando per i festeggiamenti: sfilate in maschera, feste a tema, vacanze scolastiche e….frittelle a volontà!
Carnevale è la festa che precede la Quaresima, non conosco esattamente l’origine della sua storia, ma se penso quanto da bambina fossi emozionata all’idea di travestirmi e di immaginarmi per qualche giorno di essere una dama (il mio vestito preferito era tuuuutto rosa, cucito dalla mia nonna), posso intuire che forse le sue ‘radici’ risalgano proprio a questo: avere la possibilità di trasformarsi in qualcosa d’altro e stravolgere la propria identità sovvertendo un ordine vissuto come imposto.
Un momento di ‘follia’ quasi catartica, ma che dura giusto il tempo che trova, perché poi, tolta la maschera, ritorna il rigore e il controllo…

Insomma il carnevale può essere visto come “l’ora” d’aria dalla propria esistenza, un intervallo senza regole, ma che per l’appunto, dura poco: la Quaresima rimetterà tutto in “ordine”….
Ciascuno, quindi, nel bene e nel male, si svestirà del suo travestimento e ritornerà a essere la persona con la quale si è abituato a convivere, ma certamente rinnovata dall’esperienza di un Carnevale appena passato.
Per un attimo perdi la tua identità, ma allo stesso tempo ti ritrovi. L’io si trasforma, ma rimane comunque ancorato a se stesso.
Come un albero che per la maggior parte dell’anno rimane fermo, scosso magari da qualche brezza leggera, ma che a un certo punto viene travolto da un vento fortissimo che lo “sballotta” fino a stordirlo. Ma poi, calato il vento, sempre lì ritorna, a patto chiaramente che abbia radici belle solide!

Il mio Carnevale (o meglio la visione che ho io del Carnevale) celebra le mie radici.
Radici che giorno dopo giorno mi permettono di crescere, pur non facendomi mai andare troppo lontana….

E quale momento migliore, se non questo, per celebrare le radici?

Radici che ho già “celebrato” a novembre con un articolo pubblicato su A TAVOLA che esordiva così:

Tanti significati per una sola parola, e non è un caso se la maggior parte di questi evocano qualcosa che riporta a un principio e a un’identità, e contemporaneamente rimanda a un’evoluzione.

Radici che possiamo invece celebrare ora partecipando al bellissimo contest di Acqua&Menta.
Una ghiotta occasione per portare un po’ di radici in tavola!!

contest02_radici

Il periodo migliore per poter sfruttare a pieno la loro energia e trarre il maggior beneficio è sicuramente l’autunno. Compatte, forti, penetranti portano in profondità nel nostro organismo quel calore di cui abbiamo bisogno per proteggerci dai mali di stagione.
La medicina cinese le associa proprio all’energia Metallo, energia dell’autunno, energia che governa intestino crasso e polmoni.
Ma non per questo nelle altre stagioni non vanno bene!!!!

Le radici hanno sempre fatto parte della storia dell’uomo ed è un peccato averle dimenticate.
Se vi va di leggere qui sotto troverete l’articolo che ho scritto per A TAVOLA, altrimenti passate pure oltre, dove vi aspetterà una ricetta radiciosa che potrebbe andare benissimo per il Carnevale!!!

L’uomo si ciba di radici da almeno 5 milioni di anni e, forse non vi sembrerà possibile, è anche grazie al loro consumo che oggi abbiamo bei denti robusti e un intestino così efficiente.

Nutrendosi di radici l’uomo ha potuto sopravvivere e progredire: le radici erano disponibili ovunque ci fosse vegetazione ma anche nelle regioni più aride o con clima più rigido, e spesso rappresentavano uno dei pochi cibi disponibili nei periodi di carestia.

Per questo sono da sempre una risorsa alimentare preziosa ed essenziale: penetrano nel terreno, assorbono acqua e sali minerali e li distribuiscono alla pianta, ai frutti e alle foglie.

E così, nascoste nel buio della terra, svolgono indisturbate il loro lavoro, mentre noi oggi, troppo distratti, non ci accorgiamo più della loro esistenza né abbiamo memoria di quanto siano state utili per la nostra evoluzione.

Per recuperare lo strettissimo legame che, per millenni, abbiamo avuto con la terra, possiamo partire proprio dalla riscoperta delle radici, provando a riproporle sulle nostre tavole così come facevano per esempio i romani, che attribuivano ad alcune di loro proprietà curative e anche afrodisiache.

Oggi ne troviamo qualità originarie dell’Asia, dell’Oriente e certamente dell’Europa. Vi sorprenderà vedere quali e quanti colori sono capaci di regalarci: dal bianco candido del daikon a quello rosato della pastinaca e delle rape, dalla scorza marrone della bardana, al nero intenso del rafano, passando per l’arancione brillante – e non solo – delle più note carote, fino al fucsia intenso della barbabietola, al giallo dello zenzero, al verde del cavolo navone… Una tavolozza di colori nascosti agli occhi che tingerà di natura i vostri piatti.

E, per il palato, radici amare ma anche dolci o pungenti; delicate ma anche intense, quasi inebrianti. Lessate, al vapore, fritte, stufate, gratinate, grattugiate crude: l’utilizzo che se ne può fare in cucina è davvero molteplice.

Alcune qualità si trovano ormai facilmente in quasi tutti i supermercati di alimentazione naturale e quando sceglierete le vostre radici, oltre a controllare che siano belle sode, assicuratevi che le foglie siano fresche, perché potrete (o meglio, dovrete) mangiare anche quelle: in un pesto, nei minestroni, nei risotti o in una semplice insalata, sono veramente ottime. Quando le taglierete, un profumo di natura vi riappacificherà con il mondo.

Ma perché non approfittarne per andarle a scovare da qualche produttore locale? O addirittura nei campi, con persone che vi possono guidare alla loro scoperta?

(…)

Un consiglio: la prossima volta che andrete a fare la spesa, provate a non soffermarvi solo su quello che è a portata di scaffale. Rischiereste di perdere il piacere di riscoprire delle prelibatezze che, oltretutto, sono un vero toccasana! E poi, chi l’ha detto che non abbiamo ancora bisogno di progredire?

Per le frittelle ho scelto la pastinaca: probabile parente della carota, è molto utilizzata in Inghilterra, Germania e Nord Europa, mentre qui da noi è ancora poco diffusa, sebbene cresca facilmente in diverse zone e in alcune aree ristrette sia più conosciuta. È molto versatile, ha un sapore fresco e gradevole, aiuta la digestione. Vale la pena di andarla a cercare!

Non avete idea di dove andarla a cercare? Provate a curiosare nel sito civiltà contadina e consultate la mappa del cibo locale: http://www.civiltacontadina.it
Qui ho trovato i miei “spacciatori”!!

Le pastinache utilizzate per questa ricetta sono proprio quelle che vedete in queste foto: raccolte su un campo di Cantù!!!
Ortosano, curato da Givanni e Arnaldo

Pastinacapastinaca

Ma ora davvero basta!!!

Vi lascio la ricetta per questo bel 100% Gluten Free (fri)Day

 

#100GFFD

 
Ingredienti:
50 g farina di riso*;
20 g fecola di patate*;
200 ml acqua frizzante fredda da frigorifero;
sale;
1 radice di pastinaca di media grandezza;
20 g foglie di ravanelli (o della stessa pastinaca);
30 g cavolo cappuccio rosso;
1 ravanello;
1 cucchiaio di succo di mela concentrato
200 ml olio extra vergine di oliva adatto alla frittura o un olio per friggere


Per prima cosa ho preparato la pastella che poi ho messo a riposare in frigorifero.
Poi ho lavato accuratamente la pastinaca sotto l’acqua corrente per rimuovere tutta la terra utilizzando una spazzola per verdure.

Quindi ho affettato il cavolo cappuccio lavato e asciugato precedentemente e ho grattugiato il ravanello mettendo da parte il succo che uscirà strizzando la sua polpa.
Ho frullato il cavolo con la polpa di ravanello, ho aggiunto il suo succo e quello di mela e ho salato leggermente.

Ho tagliato la pastinaca a dadini e sminuzzato le foglie verdi. Ho cotto tutto a vapore per qualche minuto fino a che la pastinaca non si è ammorbidita leggermente. Poi ho fatto raffreddare

Ho preso la pastella e ho unito i dadini e le foglie.

Ho scaldato abbondante olio d’oliva in un pentolino di piccolo diametro e, quando ha raggiunto la giusta temperatura, ho cotto una cucchiaiata di pastella alla volta fino a che non si è  ben dora.
La cottura ideale per le frittelle è quella a immersione!

Ho scolato man mano le frittelle su della carta assorbente cosparsa con un po’ di sale e me le sono pappata!!

Puciate nella salsa viola sono spettacolari!!

Ma se le volete dolci, potete tranquillamente gustarle con lo sciroppo di mela concentrato. BUONISSIMISSIMEEEE!!!

Sono senza glutine, senza lattosio, senza uova, né zucchero raffinato, e per questo spero che piaceranno a tutti quanti!!!

Buon fine settimana!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

#100%GFFD Canederli gluten free (1 di 1)

Ho passato il periodo prenatalizio a rimandare tutte le cose che ho lasciato in sospeso illudendomi che le avrei fatte durante le vacanze. Mi sono proprio illusa perché chiatramente, non avendo ferie, non avrei affatto avuto più tempo (e infatti non ho combinato nulla!!!!), ma il solo pensiero che si avvicinavano le feste mi è bastato per farmi credere che per due settimane avrei staccato un po’.
Alla fine, anche se ormai il ricordo della scuola è lontano, mi rendo conto che mi è rimasto il ritmo del tempo scandito dalle pause scolastiche: a settembre comincia il nuovo anno, a dicembre ci sono le vacanze e a giugno si pensa di aver davanti tutta l’estate.

Però ora sto aspettando con ansia che arrivi il 4 febbraio!
Per il ki delle 9 stelle il 4 febbraio è la data in cui l’energia dell’anno precedente lascia spazio a quella del nuovo anno, ed è da questo momento che si inizia a percepire un cambiamento.
Se siete curiosi di approfondire l’astrologia cinese cliccate qui!

Non mi aspetto chissà quali cambiamenti, sia chiaro, ma sono curiosa di vedere se davvero qualcosa si concretizzerà: l’anno che sta per finire era dedicato alla creatività, quello che sta per arrivare dovrebbe portare concretezza. Staremo a vedere…

Nell’attesa continuerò a cercare nuove strade per poter far arrivare sempre a più persone il messaggio che mi preme di più e cioè quello dell’importanza di rispettare a tavola il ritmo delle stagioni, di mangiare il più naturale possibile, di abbandonare zucchero raffinato etc etc etc. Per il bene del pianeta, ma anche per il bene verso noi stessi.

Una bussola che ci aiuti in questo cammino ce l’abbiamo, non c’è il rischio di prdersi…

E questa bussola io l’ho utilizzata per fare questa ricettina pubblicata su A Tavola nel mese di ottobre. Pensata per l’arrivo dell’autunno, ma adattissima anche per tutto l’inverno. In questo periodo il corpo ha bisogno di immagazzinare calore. Calore che difficilmente ci può venire trasmesso da una zucchina o da un pomodoro, perché questi sono frutti che crescono durante il clima più caldo, quindi adatti a mantenerci freschi!

Le radici, invece, con la loro forza ci riscaldano, sono compatte, sono solide e la loro energia contraente la portiamo dentro di noi. Contrazione crea calore, espansione crea freddo. Quindi questi canederli fanno proprio al caso di chi ha bisogno di riscaldarsi un po’.

Ingredienti

200 g di pane senza glutine raffermo;
100 g di porro;
40 g di carota bollita;
40 g di sedano rapa cotto al vapore;
40 g di foglie di barbabietola sbollentate;
1 l di brodo di verdura (con carote, sedano rapa, cipolla);
sale q.b;
acqua q.b.

Ho tagliato il pane grossolanamente e l’ho bagnato con dell’acqua per ammorbidirlo. Poi ho aggiunto il porro tagliato finemente e ho salato leggermente.
Con le mani ho impastato questo composto fino a renderlo compatto (mi piace un sacco impiastricciarmi!!!) e l’ho diviso in tre porzioni uguali.
A parte ho schiacciato le carote, che ho unito a una delle porzioni di pane, fino a ottenere un composto abbastanza omogeneo.
Lo stesso ho fatto col sedano rapa mentre al terzo composto ho aggiunto le foglie della barbabietola sbollentate e tritate grossolanamente.
Quindi ho ricavato, da ciascun composto, 4 piccoli “canederli” della stessa dimensione (più o meno!!!).
In una pentola ho preparato il brodo di verdura utilizzando anche l’acqua nella quale avevo cotto le verdure (va bene anche un avanzo di brodo del giorno precedente…).
Ho fatto cuocere l’acqua con le verdure per circa 15 minuti e ho salato leggermente.
Per rendere il brodo “limpido” l’ho filtrato con un colino.
Quindi l’ho rimesso sul fuoco, ho aggiunto i canederli che ho lasciato cuocere nel brodo per circa 5 minuti.

Ho spento e ho messo nelle ciotole un canederlo per tipo assieme al brodo bello fumante!

E questa ricetta è il mio contributo di oggi per il 100% Gluten Free(fri)Day.

#100GFFD

#100GFFD

Queste settimane di vacanza vi hanno fatto dimenticare le “regole” per partecipare?
Andate a leggerle qui e mandate subito la vostra ricettina di oggi!
Le Gluten Free Travel&Living girls sono proprio curiose di vederle!

Buon 2014 a tutti!

#100%GFFDChi ancora non ama la zucca, neppure dopo la raccolta di ricette delle Gluten Free Travel&Living girls che potete scaricare qui, allora magari potrà ricredersi dopo aver mangiato questo spedino!
Lo potete fare per riciclare la buccia: un peccato buttarla perché è ricchissima di sali minerali.
E lo potete proporre come aperitivo alternativo. Zucca e topinabur stanno veramente bene assieme. Provare per credere!
Pensate a quante energie diverse troviamo in questa ricetta: l’equilibrio della zucca.
Frutto rotondo, che cresce sopra la terra.
Per la medicina cinese nutre proprio l’energia terra, quella che domina milza, pancreas e stomaco. Aiuta quindi a rafforzare il sistema immunitario, aiuta la glicemia a stabilizzarsi e calma i dolori dello stomaco.
Friggendola le si dà ancora più energia: anche la cottura ha la sua importanza, non dimentichiamolo mai quando prepariamo un piatto!
Il topinabur invece è un tubero, cresce sotto terra e la sua energia è un po’ più contraente. Infine abbiamo anche l’uva che dona un tocco di freschezza e quel poco di acidità che piace tanto al fegato.
Cotture e sapori diversi, ingredienti diversi, portano una dinamicità che stimolano il nostro organismo.

Questa quindi è la ricetta prescelta per il 100% Gluten Free (fri)Day. E se ne avete una pronta anche voi leggete qui il “regolamento” e partecipate all’iniziativa. Più siamo meglio è!!!

100%Gluten Free (fri)Day

Ingredienti per 4 spiedini:
3 topinambour bio;
16 “spicchi” buccia di zucca bio;
12 acini di uva;
olio extravergine d’oliva per friggere;
sale q.b.

Ho pulito accuratamente i topinambour con una spazzola adatta a pulire le verdure. Li ho asciugati e affettati mantenendo uno spessore di circa 2 mm.
Ho ricavato dalla buccia della zucca 16 pezzi di 4-5 cm di lunghezza.Quindi ho fritto entrambi nell’olio ben caldo.
Ho scolato su carta assorbente topinabur e zucca e li ho leggermente salati.
Quindi ho preso uno spiedino e li ho infilzati alternandoli agli acini d’uva.

Se avete della polpa cotta che vi avanza, mischiandola a della senape certificata otterrete una stuzzicante cremina che si sposa perfettamente col fritto.

Oggi a Milano fa freddissimo. Mi raccomando copritevi bene e preparatevi delle belle zuppe calde. Diminuite il consumo di latticini (che oltre a raffreddare favoriscono la formazione di muco) e la frutta che ha comunque un’energia rinfrescante.
Cavoli e broccoli appena scottati vi regaleranno tutta la vitamina C di cui avete bisogno!

pizzoccheri 100%gluten Free (fri)Day (1 di 1)Buon venerdì a tutti!
I pizzoccheri, quelli classici, per intenderci, erano un mio cavallo di battaglia.
Al liceo, quando ci trovavamo con i compagni di classe, li cucinavo sempre.
Erano il piatto preferito (almeno tra quelli che facevo io) di Davide. Li cucinavo perché sapevo che sarebbe stato contento di mangiarli. E così ogni volta che ci si ritrovava tra amici, anche dopo gli anni della scuola, pizzoccheri per tutti!
Poi un incidente e Davide non è sopravvissuto. Vi sembrerà assurdo, ma io da quel momento, e per diversi anni, non ho più cucinato pizzoccheri. Ora, a distanza di 13 anni, mi chiedo cosa avrebbe detto  se gli avessi proposto questa versione, ma forse forse la risposta la conosco….

Scusate per questa parentesi nostalgica….

Buona buona, leggera, sglutinata, questa ricetta può essere condivisa anche con chi non mangia latticini.
La raccomando soprattutto in questa stagione quando l’umidità e il freddo diventano minacciosi per la nostra salute.
Il grano saraceno, nella medicina cinese, è considerato il cereale dell’inverno proprio per la sua energia riscaldante.
Nutre nello specifico i reni, e li riscalda.
Quindi, essendo i reni le batterie del nostro corpo, è bene non trascurarli. E anzi, se cominciamo ora a tenerli al calduccio, il freddo delll’inverno ci sembrerà meno insopportabile.
Pian piano ci stiamo avvicinando a questa stagione, quindi dobbiamo iniziare a fare scorta di calore: non verrete mica rimanere a letto influenzati alla vigilia delle feste, giusto?
Il mio consiglio culinario è quello di consumare grano saraceno un paio di volte a settimana: in brodo, come ripieno di una torta salata, in una bella polentina o proprio in un bel piatto di pizzoccheri!

Buono e nutriente vi lascerà proprio soddisfatti.

Questa ricetta, che è stata pubblicata sul mensile A TAVOLA nel mese di ottobre, partecipa al 100% Gluten Free (fri)Day.
100%Gluten Free (fri)Day

Se non ricordate il regolamento qui potete ripassarlo!

E ora veniamo alla ricetta…
Ingredienti per 4 persone:

200 g pizzoccheri di grano saraceno certificati senza glutine;
1 cavolfiore di medie dimensioni;
1 mazzo di erbette;
qualche foglia di verza;
1 cipolla;
2 spicchi d’aglio;
5 foglie di salvia;
abbondante olio extravergine di oliva;
sale q.b.;
4 cucchiaini di thain* (fac.).

Ho pulito il cavolfiore e l’ho tagliato in piccoli pezzi. Ho affettato le foglie delle verze ricavando delle striscioline, e ho tagliato le erbette grossolanamente.

Quindi ho fatto bollire l’acqua per la pasta, l’ho salala e, appena raggiunto il bollore, ho unito i pizzoccheri con tutte le verdure.
In una pentola a parte ho preparato un soffritto saporito con olio, un po’ di cipolla, lo spicchio d’aglio e la salvia. La salvia deve diventare croccante. Ho scolato i pizzoccheri con le verdure (l’acqua di cottura la si può tenere da parte utilizzandola come base per una zuppa) in una ciotolona e li ho conditi col soffritto croccante.
Per rendere i pizzoccheri più cremosi ho aggiunto un cucchiaino a testa di salsa thain 100% sesamo e ho mescolato il tutto.
I pizzoccheri possono essere serviti belli fumanti, ma possono essere gustati anche a temperatura ambiente.

Non contengono latte e derivati (sostituiti dalla salsa thain, ricchissima di calcio) e il cavolfiore sostituisce più che degnamente la patata.

Quando avrete voglia di un piatto sostanzioso, ma light, questa ricetta fa proprio al caso vostro!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

zuppa carota gluten freeVi state domandando cosa siano le gallette di riso aromatiche o cosa sia il 100% Gluten Free (fri)Day??
Alla prima risposta ci arriveremo tra poco, ora invece concentriamoci sulla seconda!
Le Gluten Free Travel & Living’s girls, ispirandosi all’iniziativa 100% vegetal monday hanno deciso di proporre a tutti voi una giornata dedicata alla cucina senza glutine.
Non perché sia una moda, non perché vogliamo “torturarvi”, non siamo così sadiche, ma semplicemente perché vi capiterà sempre più spesso di avere amici con problemi legati all’intolleranza al glutine (celiaci, ma anche solo sensibili a questa proteina), vi capiterò sempre più spesso di avere un compagno si scuola di vostro figlio celiaco, e magari vi capiterà anche di scoprire che qualcuno della vostra famiglia lo è diventato….Non vogliamo gufare, assolutamente, semplicemente vogliamo dimostrarvi che non è una cosa per “malati” e, soprattutto, vorremmo aiutarvi a diventare esperti in materia in modo che possiate veramente ospitare i vostri amici, la vostra fidanzata, un collega di lavoro, senza ansie da prestazione, o preoccupazioni per la contaminazione in cucina. E se seguirete i nostri consigli potrete, volendo, preparare dall’antipasto al dolce pietanze naturalmente senza glutine senza dover per forza acquistare prodotti specifici per celiaci: cosa c’è di meglio che cucinare le stesse cose per tutti?
Come partecipare alla nostra iniziativa? Il regolamento completo lo trovate qui.

In sintesi:

1. Le ricette dovranno essere al 100% senza glutine.

2. Dovranno essere pubblicate il venerdì a partire da oggi 8 novembre 2013.

3. Dovranno contenere il logo disegnato dalla bravissima Roberta Sapino e il link al blog promotore dell’iniziativa.

100%Gluten Free (fri)Day

4. Bisogna poi inserire il link della propria ricetta nei commenti del post così che possano man mano essere raccolti.

5. Potrà partecipare chiunque, anche chi non ha un blog di cucina, mandando la propria ricetta all’ indirizzo e-mail gftravelandinving@gmail.com, corredata da una foto, oppure postandola su Facebook lasciando il proprio link sempre nei commenti del post.

6. L’iniziativa ha un inizio (oggi 8 novembre 2013), ma non ha una fine!!!!

Tutto chiaro??

State già pensando alla ricetta? Sono proprio curiosa….

Intanto io vi lascio la mia!
Non è proprio inedita inedita, ma la potete trovare su A TAVOLA del mese di novembre assieme a tante altre. Se vi piace, andate in edicola a scoprirle tutte!

Ingredienti:

25 ml olio extra vergine di oliva;
1 l acqua;
1 mazzo di foglie delle carote;
1 piccola cipolla;
4 foglie di salvia (anche essiccate);
sale;
1 pizzico di cannella in polvere (fac.);
2 gallette di riso integrale

Ho preso le carote, le ho separate dalle foglie e le ho lavate benissimo strofinandole sotto l’acqua corrente, quindi le ho tagliate a tocchetti. Ho pulito con cura il porro, l’ho atteffato e l’ho fatto rosolare in una pentola capiente a fondo spesso con l’olio. Quindi ho aggiunto le carote e le ho fatte insaporire. Ho coperto il tutto con l’acqua e ho fatto cuocere finché le carote non si sono ammorbididite. Ho aggiunto il sale quando ha iniziato a bollire.
Nel frattempo ho preparato un soffritto con parte dell’olio, la cipolla tagliata finemente, le foglie di salvia e delle carote sminuzzate – e ho tenuto da parte 4 rametti interi che ho poi usato come decorazione.
Quando la cipolla si è colorata ho aggiunto le gallette di riso sbriciolate mantenendo il fuoco vivo finché non hanno assorbito tutto l’olio, quindi ho aggiunto un pizzico di cannella.
Con un frullatore a immersione ho passato le carote assieme al loro brodo e ho “inciotolato”.
Quindi, per decorare il piatto ho aggiunto un cucchiaio di gallette aromatiche in ciascun piatto e ho decorato con le foglie di carote fritte in un po’ d’olio.

SuperMegaBuona!
Così come buono sarà il vostro 100% Gluten Free (fri)Day!!!

riso integrale al pesto di brocolo e cavolo neroAdoro questo periodo dell’anno non tanto per il clima natalizio (che quest’anno in modo particolare non sento proprio) ma per la grande varietà di verdure che la natura ci offre: zucche, verze, porri, cime di rapa, sedano rapa, cavolo rapa, rape, broccoli, cavolfiori, cavolo nero e chissà quante altre ho dimenticato. Insomma una scelta ampissima! E visto che l’ideale sarebbe consumare a ogni pasto diverse varietà di verdure non si rischia certo di rimanere senza ingredienti… ma per non rischiare invece di perdere anche questo mese il treno di Salutiamoci mi affretto a pubblicare questa ricetta gustosissima, naturalmente gluten free! Novembre era dedicato alla zucca, ma non sono riuscita a organizzarmi e il post l’ho pubblicato a dicembre, mannaggia, però ora sono pronta, e che cavolo!!

Bé avrete certamente intuito che il nuovo protagonista è il cavolfiore (per essere precisa cavolfiore e broccoli). Mirco ci ospiterà per tutto dicembre nel suo bellissimo “orto” e raccoglierà per noi tutte le ricette buone e sane che verranno create con questi ingradienti.
Se avete voglia di partecipare anche voi qui troverete il regolamento e qui la tabella degli ingredienti consentiti: studiateveli bene e da domani compilate la lista della spesa solo con questi, vedrete come migliorerà la vostra salute!
Ma ora passiamo alla ricetta.

Questi gli ingredienti per due persone (abbondante):

Riso integrale un bicchiere e mezzo (circa 200 gr); acqua (il doppio del volume del riso, quindi tre bicchieri); 5 foglie di cavolo nero, foglie dei broccoli, qualche cimetta di broccoli, sale, semi di girasole, due spicchi d’aglio, olio EVO

Ho cotto il riso con la sua acqua di ammollo in una pentola di terracotta coperta a fuoco lento per circa un’ora.
Consumando molto riso integrale spesso lo metto in ammollo per 12 ore per fargli perdere l’acido fitico, non è obbligatorio, quindi se non avete tempo non importa, ma comunque è sempre meglio risciacquarlo sotto l’acqua corrente prima di cuocerlo per eliminare eventuali impurità.
Il sale l’ho aggiunto a cottura quasi ultimata: in questo modo i chicchi rimangono più teneri ( con teneri non intendo scotti).
Il riso non deve essere mescolato, né la pentola deve essere scoperchiata durante la cottura.

Nel frattempo ho lavato bene le foglie del cavolo nero (ho utilizzato solo la foglia, non la nervatura centrale) e del broccolo e le ho sbollentate per pochi minuti (meno di 5) in un po’ d’acqua salata: l’acqua l’ho poi usata per la zuppa serale, mentre i “gambi” delle foglie li userò per preparare il brodo vegetale con gli scarti delle verdure come da ricetta di Lisa Casali che trovate qui;
ho tostato una manciata generosa di semi di girasole e ho scaldato due cucchiai d’olio con dell’aglio.
Dopo aver scolato le foglie, le ho passate sotto l’acqua fredda per farle mantenere di un bel verde brillante e le ho tritate assieme ai semi di girasole tostati, aggiungendo l’olio aromatizzato all’aglio (se vi piace potete aggiungere anche lo spicchio d’aglio).
Viene un pesto gustosissimo!
Allo scadere dell’ora ho verificato che l’acqua del riso fosse tutta assorbita e ho spento il fuoco lasciando il riso riposare per qualche minuto ancora coperto.
Durante questo tempo ho fatto saltare le cimette dei broccoli in un soffritto leggero con aglio e olio, poi ho aggiunto un filo d’acqua e ho coperto per qualche minuto in modo che si ammorbidissero un po’. Appena le cimette si sono insaporite ho unito il riso e, infine, una volta tolto il tutto dal fuoco, ho aggiunto il pesto.
Quello che vedete è il risultato! Un piatto ricco di clorofilla, di vitamina C e di bontà!

Lo consiglio se siete raffreddati al posto della spremuta d’arancia…eh sì, avete capito bene.
Non c’è nulla di meglio che un bel piatto di broccoli (a vapore o appena sbollentati) per combattere i raffreddamenti di stagione. Contengono infatti molta vitamina C (che una cottura veloce non distrugge) e, a differenza della spremuta, riscaldano l’organismo.
La frutta infatti ha un’energia rinfrescante e converrete tutti che se si è raffreddati l’ultima cosa utile da fare è quella di introdurre nel nostro corpo qualcosa che ci raffredda ulteriormente indipendentemente dalle vitamine che contiene. Se volete approfondire l’argomento potete leggere qui.

Ci sarebbe molto altro da dire sulle verdure a foglia verde, ma chiacchiereremo di questo in un’altra occasione!
Per ora auguro buon appetito a tutti.

mangiarbeneS