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100%GFFD pasta primaveraSono in ritardissimoooo per l’appuntamento di oggi, ma ce la devo fare!
Se non altro per lasciarvi una ricetta veloce veloce ottima per Pasquetta nel caso vi foste abbuffati un po’ troppo a Pasqua.
Se avete seguito le scorse ricette l’avrete capito che per questo mese bisogna prendersi molta cura del nostro fegato e della nostra cistifellea, giusto?
Ecco, tutte queste erbette verdi cariche cariche di clorofilla sono proprio un toccasana!
Eh sì, il verde è il colore abbinato a questi organi e tutto ciò che è verde è il benvenuto nei nostri piatti.
Tra i legumi i piselli sono i preferiti,  e visto che i grassi animali non vanno molto d’accordo con fegato e cistifellea, approfittate dei pisellini novelli (non quelli surgelati, mi raccomando!). Sgranarli in compagnia mette sempre allegria!!
E come aperitivo vi consiglio un bel brodo di clorofilla, anche questo aiuterà molto, soprattutto se soffrite di gonfiore allo stomaco.
Come prepararlo? Sempolicissimo.

Fate bollire una tazza d’acqua e aggiungete per 1 o 2 minuti al massimo qualsiasi foglia verde che avete a portata di mano con un piiiizzichino di sale.Filtrate e bevete prima di cena.
Provate per 10 giorni e poi mi direte!!
La ricetta di oggi invece è stata ideata per il menù di Pasquetta e la potete ancora trovare in edicola su A Tavola di aprile, assieme a tante altre, tutte dedicate a voi dalle Gluten FreeTtravel & Living girls!
lo sapete che siete sempre nei nostri pensieri e ogni occasione è buona per potervi intrattenere con ricette semplici e veloci che non vi fanno mai sentire la mancanza del fastidioso glutine!

Credo sia perfetta per questo venerdì sglutinato (che è anche Venerdì Santo).
100%Gluten Free (fri)Day
Da oggi abbiamo ideato un nuovo modo per raccogliere le ricette del 100%GFFD. Andate a leggere qui i dettagli!

E ora veniamo alla ricetta.

Ingredienti:

Pasta certificata senza glutine: scegliete sempre quelle senza emulsionanti e biologiche;
erbette aromatiche a volontà (erba cipollina, timo, finocchietto selvatico);
fiori di zucca;
Olio evtravergine di oliva;
sale

Ho messo l’acqua per la pasta a bollire e nel frattempo ho sminuzzato le erbe aromatiche, ho pulito i fiori di zucca e ho tagliato i petali a striscioline.
Raggiunto il bollore ho salato l’acqua e ho buttato la pasta cuocendola al dente.
Quindi l’ho scolata in una terrina e ho aggiunto le erbe aromatiche condendo il tutto con un filo di ottimo olio extravergine.
Se volete potete arricchirla aggiungendo semi di papavero o di girasole leggermente tostati.
Un’aroma e un profumo che riempiono la casa di primavera!
E se poi le erbette sono pure quelle del vostro terrazzo, ancora meglio!!!

Che aggiungere se non: Buona Pasqua e Pasquetta a tutti?

 


zuppetta con ortiche
Ma non era forse primavera?
Qui a Milano forse forse ci ha ripensato un attimo, ma sono sicura che presto esploderà con tutta la sua energia: io la aspetto con pazienza, ancora avvolta nella mia sciarpetta, ma intanto comincio ad assaporare le nuove verdurine che spuntano sulle bancarelle bio.

Ieri sera ho preparato una supermega zuppa del riciclo alla quale ho aggiunto un bel pizzico di primavera, che mi ha sfamata in un men che non si dica.
Il trucco per risparmiare tempo?
Unire vari avanzi, per creare qualcosa di nuovo.
Ve lo avevo detto, no, che la parola d’ordine in questo periodo sarebbe stata SINERGIA?
Ecco, anche con questa ricetta ho cercato di creare sinergia tra gli ingredienti, per assicurare al piatto equilibrio e novità.
E così i cannellini, che erano sul terrazzo da due giorni chiusi nella pentola a pressione (visto che ancora fa freschino, il frigorifero è vuoto!) sono diventati la base della zuppa.
Amorevoli resti di riso rosso bollito, uniti a una cucchiaiata di “couscous” di quinoa, amaranto e miglio del giorno prima sono stati affogati nella crema di fagioli.
E poi?
È comunque primavera, quindi non poteva mancare un tocco di freschezza, un tocco di verde, il colore abbinato all’energia Legno, energia che domina questa stagione, e che sostiene fegato e cistifellea: un buonissimo pesto fatto con asparagi appena scottati, cime di rapa sbollentate e ortiche, pinoli, mandorle, un pomodorino secco.
Buone le ortiche. Piacciono tantissimo al mio fegato, e anche a me!!!
Erano tantissimimissimi anni che non le mangiavo e quando, settimana scorsa, le ho viste sulla bancarella del mercatino biologico non ho potuto resistere! Ne ho comprate 1 kg!
Durano tantissimo, quindi ho tutto il tempo per dosarle a puntino.
C’è bisogno di leggerezza in questo periodo.
A La Sana Gola è cominciata la quaresima: 10 giorni (massimo un mese) senza tutti quegli alimenti che disturbano per l’appunto fegato e cistifellea, quindi niente olio e prodotti animali per evitare di sovraffaticare il fegato durante il suo lavoro di pulizia del sangue;
niente prodotti da forno, perché questo tipo di cottura sopprime l’energia ascendente che dovrebbe scorrere in questo organo:
il secco e il duro crea contrazione, e quindi un blocco energetico che può creare rigidità ai muscoli, ai tendini, oppure può provocare mal di testa, nervosismo, e anche un po’ di aggressività!
In compenso via libera a tutto ciò che è verde!
Germogli, foglie di ogni genere, che contengono taaanta clorofilla, sono un toccasana.
Cereali integrali in chicco, perché è dal chicco che si ottiene la massima forza vitale, alghe per fare il pieno di sali minerali, legumi (piselli, fave in particolare) per assicurarsi le proteine necessarie!
Provate, magari anche solo per 3 giorni, e vedrete come dormirete meglio e come al mattino vi sentirete più attivi!

E questo gustoso piatto è proprio perfetto anche per il 100% Gluten Free (fri)Day!
Qui trovate il regolamento per partecipare, e qui trovate il link dove lasciare la vostra ricetta di oggi!!!

100%Gluten Free (fri)Day

IMG_20140206_224848Ma avete visto quante ricette dolci sono state cucinate per il 100% Gluten Free Friday?
Sono sicura che oggi se ne aggiungeranno delle altre. Di sicuro una: questa!

L’altra sera è venuto a cena mio padre, e come ogni volta accade cerco di preparare qualcosa che sicuramente gli possa piacere, ma senza ‘assecondarlo’ troppo, perché comunque ci tengo farlo alzare da tavola bello leggero!
Certo la mia tanto amata zuppetta di miso di riso non potrei mai proporgliela, me la tirerebbe dietro, ma alla fine ce la faccio sempre a spuntare un: “buono!” (e se poi ci aggiunge un “dai”, vuol dire che effettivamente non era proprio fiducioso del risultato!!).
E visto che il dolce non lo faccio praticamente mai, questa volta ho voluto ‘esagerare’.
Siamo anche nel mese di astinenza da zucchero raffinato (cioè, lo è mio marito che non riuscendo a eliminarlo costantemente, ogni tanto, da quando ha letto Sugar blues, fa questo sacrificio (a me invece non pesa affatto averlo bandito, anzi!!).
Quindi mai avrei potuto preparare un dolce che poi Marco non avrebbe potuto mangiare, e mai avrei potuto fare qualcosa che mio padre avrebbe guardato con sospetto…
Ho aperto gli sportelli della cucina (e la porta del terrazzo, perché le verdure in inverno le tengo fuori) e ho  messo assieme un po’ di ingredienti che avevo in casa, improvvisando.
Missione compiuta.

È uscito un dolce buono buono, adatto sia a un fine cena, ma anche per una merenda o per la colazione.

Un altro dei miei dolci SENZA, SENZA, SENZA e ancora SENZA: senza glutine, senza latte vaccino, senza uova e senza zucchero raffinato.
Così buono che ho dovuto nasconderlo, altrimenti non sarebbe arrivato a oggi e mai avrei potuto postarlo…per questo la foto è un’istantanea, esattamente come la sua durata fuori dal forno: sparisce in un istante!!

Ingredienti:

190 g zucca delica biologica cotta a vapore;
100 g farina di riso impalpabile*;
60 g farina di teff*;
20 g nocciole tostate (fac.)
100 ml latte di riso biologico;
20 ml olio extra vergine di oliva gusto leggero;
50 g cacao amaro in polvere*;
20 g cioccolato fondente 85%*;
1/2 bustina cremor tartaro;
vaniglia q.b.;
1 pizzico di sale;
qualche “cubetto” di pera (ho voluto provare a vedere come legava con l’impasto: la prossima volta abbondo!!)
3 cucchiai malto di riso*

Ho tagliato la zucca, eliminato la buccia e ho cotto la polpa a vapore.
Dopo una decina di minuti l’ho tolta dal fuoco e l’ho resa in purea col frullatore a immersione.
In un altro recipiente ho mischiato le farine, il cacao, il lievito e i semi del bacello di vaniglia.
Raffreddata la zucca ho aggiunto l’olio e il latte, e ho amalgamato per bene, quindi ho unito le farine e le nocciole tritate. Ho mescolato il tutto, versando un cucchiaio di malto alla volta – assaggiando per capire quando fermarmi, il pizzico di sale e il cioccolato tritato grossolanamente.
Ho versato il composto in una teglia di 22 cm di diametro ricoperta da carta forno e ho aggiunto 4 o 5 cubetti di pera. Ho cosparso sulla superficie con i resti delle nocciole tritate e ho infornato a 180°C per circa 25 minuti (statico) quindi ho aspettato speranzosa (la speranza, un ingrediente a volte fondamentale).

Credetemi, non è un dolce che mortifica il palato, nonostante tutti i senza.
Potrebbe acquistare più “rotondità” aggiungendo una crema di mandorle o la thain, perché magari lo si aspetta più “burroso”. Proverò anche questa versione, giusto per sfizio, perché, soprattutto il giorno dopo, è praticamente perfetto e a mio parere è buonissimo così!

Perché un dolce senza zucchero? Se non siete stufi di sentirmelo dire andate a leggerlo qui.
Perché un dolce senza uova? Perché alla fine, almeno in questo caso non aggiungono nulla, quindi perché utilizzarle se non sono necessarie?
Perché senza latte? Perché il latte vaccino non tutti lo tollerano, e perché la qualità del latte industriale lascia a desiderare, tanto vale sostituirlo…
Perché senza glutine? Perché sono celiaca!!!

Una sola nota dolente! Non lo offrirei a chi soffre di disturbi legati a un fegato energeticamente un po’ scarico: mal di testa, rigidità alle articolazioni, gonfiore di stomaco, cervicale, dolori muscolari e ai tendini… Ma anche a chi ha spesso sbalzi di umore, o è arrabbiato!
Ma non lo offrirei neppure a chi soffre di problemi alla cistifellea.
La tostatura del cioccolato e la cottura al forno inibiscono l’energia ascendente del fegato, contribuendo a peggiorare questi sintomi.
Per queste persone sarebbe più appropriata una bella zuccalata!!!

Questa ricetta la dedico ai golosi sglutinati del 100%GFFD

#100GFFD

#100GFFD

E perché no, direi che parteciperà pure al contest È SENZA? È BUONO!

FINALE 1
Organizzato dal blog Andante con gusto. Bella iniziativa!
Qui trovate il regolamento.
Parteciperei nella sezione “Pasticceria fine e pasticceria da the”.

E con questo vi auguro buon venerdì sglutinato!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.