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schiscia3Mentre la torta pere e cioccolato è in forno a cuocere (se esce la posterò, ma è l’ennesimo esperimento e non garantisco..) mi prendo un po’ di tempo per questo ultimo post dedicato al contest di Francesca.
Ormai tutto l’ufficio è mobilitato a questo “evento”!
E visto che ci sono, con questa ricetta, partecipo anche al contest  diversamente buoni di cucinatollerante e no sugar please. La ricetta è ovviamnete senza glutine, ma anche senza uova e latticini…

Il pranzo di ieri sono state polpettine di sedano rapa e lenticchie decorticate  (gluten free) con verdure saltate in olio di sesamo.

Ingredienti:
1 sedano rapa di media dimensione
5 o 6 cucchiai di farina di mais fioretto*
Purè di lenticchie rosse
Olio EVO
zenzero

Ho sbucciato per bene il sedano rapa, l’ho tagliato a pezzettoni e l’ho cotto a vapore per una ventina di minuti. Deve diventare morbido.
L’ho messo in una ciotola e l’ho schiacciato con una forchetta. Ho quindi aggiunto il purè di lenticchie avanzato la sera prima, la farina di mais, l’olio d’oliva e un po’ di succo di zenzero grattugiato. Ho mescolato per bene ricavando un impasto morbido, ma compatto.
A questo punto ho fatto le mie belle polpettine.
La ricetta non è tutta farina del mio sacco, ma mi sono ispirata a quella pubblicata nel libro Radici e tuberi in cucina, Alice Savorelli, Terra Nuova edizioni, Firenze 2012, p. 92.
Chiaramente l’ho modificata perché non riesco mai a replicare nulla filo per segno…non ho ancora capito se è un difetto o meno, ma pazienza…
Le polpette le ho disposte su una teglia con carta da forno e le ho infornate per venti minuti a 180°. Tempo di farle dorare.

Le verdure in accompagnamento sono semplicemente carote tagliate a tocchetti, cavolo verde e cipolla saltate in un po’ d’olio di sesamo.

Buone buone e veloci. Per un aperitivo o come antipasto sono veramente ottime. Inoltre potrete variare e combinare le verdure come più vi piace.
Ricordate? Variare e la parola d’ordine!

E a questo proposito apro la mia solita parentesi.
Sapete quale è una delle cose che più mi infastidisce sentire?
“Ma sì, ma basta mangiare un po’ di tutto…”. GRRR
Basta mangiare un po’ di tutto?
E cosa sarebbe un po’ di tutto? Sarebbe un po’ di formaggio? Poi qualche uova alla settimana? Carne, magari rossa solo una volta, mentre gli altri giorni meglio carne bianca. Massì, alla sera poi per stare leggeri ottimi gli affettati..con un bel panino!
E poi qualche patatina fritta o qualche snack bello pronto, o qualche merendina golosa per spezzare la fame durante il giorno.
Ah sì, certo, la verdura dove la lasciamo? Un po’ di insalata in busta già lavata non manca mai a tavola, o qualche carotina tagliata a fiammifero. Fa bene, no?
Alla pasta al sugo già pronto non si può certo rinunciare e al massimo un po’ di riso (rigorosamente non integrale) ogni tanto per qualche ricetta più “esotica”.
Comunque le verdure le scelgo bio, e anche la frutta, il latte, lo yogurt. Tutto bio, tutto sano!

Spero sinceramente che non vi riconosciate in questa descrizione, ma vi assicuro che in molti, moltissimi, oserei dire la maggioranza delle persone, mangiano così.
Basta guardare nei carrelli della spesa. Io non ci vado quasi più al supermercato, ma quando mi capita rimango sempre allibita.

Intendiamoci, fino a due anni fa era (quasi) così anche la mia di spesa, ma poi ho iniziato a frequentare il corso a La Sana Gola, ho iniziato a modificare la mia alimentazione, a vedere i miglioramenti sul mio corpo e allora sì che ho capito cosa significa variare.

Variare significa scegliere tra un’infinità di prodotti che offre la natura non che offrono gli scaffali dei supermercati.

Variare significa mangiare ogni giorno cereali integrali diversi (riso, quinoa, miglio, amaranto, grano saraceno, mais): potremmo cambiare tutti i giorni anche escludendo quelli glutinosi!!

Variare significa mangiare verdure diverse: radici, a foglie verdi, rotonde (e quindi crocifere, gigliacee, composite, cucurbitacee, ombrellifere, con più moderazione chenopodiacee e le solanacee).
Se andate a ricercare ogni categoria vedrete quanta varietà!
E ognuna di queste famiglie, ognuna di queste verdure ha in sé un’energia diversa che nutre in modo diverso il nostro organismo e quindi è proprio un dovere farle variare sulla nostra tavola: le verdure lunghe e strette ci aiutano a dimagrire, le verdure tonde rallentano leggermente il metabolismo. Poi ci sono quelle più adatte alla stagione invernale (che crescono quindi in inverno) e quelle più adatte all’estate.
Non ha molto senso consumare a dicembre delle zucchine o le melanzane: questo non è variare è, se mi permettete, essere un po’ incoscienti…

E poi ci sono i legumi, anche qui varietà infinite…Non dovrebbero mica farci sentire troppo la mancanza di carne, uova, formaggi…
Certo, direte voi e il gusto? Vuoi mettere una bella bistecca ai ferri o del formaggio fuso?
Ma li avete mai mangiati o cucinati veramente i legumi?
Provate a metterli in ammollo, ad aspettare il tempo che si riidratino e poi a cucinarli abbinati a tutte quelle verdure e a quei cereali. Hanno un altro sapore rispetto a quelli in scatolette..
Impossibile non trovarli appetitosi e squisiti!
Ci vorrà magari un po’ di tempo a riabituare il palato ormai compromesso da un’alimentazione sregolata ricca di cibi precucinati, pieni di grassi, sale, zucchero, aromi artificiali che distruggono le papille gustative (nostre e anche dei vostri bimbi) e danno assuefazione.
Me ne rendo conto che non è così facile, ma certamente è fattibilissimo!

E se ancora non vi ho convinti a cominciare a variare veramente (cereali integrali, verdure e legumi) comprate l’Internazionale di questa settimana e dopo aver letto l’oroscopo di Brezsny, leggetevi l’articolo da pag. 39. Forse è più persuasivo di me! (o magari prima leggete l’articolo e poi l’oroscopo..insomma, vedere voi!)

Ora vado a controllare l’esperimento che cuoce in forno…speriamo in bene.
E dopo toccherà alla colomba, senza burro, uova, zucchero…Confido in una bella sorpresa.

Buona Pasqua a tutti!

ricette-veloci-per-pranzo-in-ufficiodiversamente buoni contest

pranzo in ufficio IIEccomi qui con un’altra schiscia.
L’idea del pranzo di oggi me l’ha data Elena con il suo ultimo post.
E così, ieri sera, dopo cena, anziché sbragarmi sul divano, mi sono messa a impastare..
Tra qualche giorno abbandonerò la panificazione per dare tregua al mio fegato e mi metterò in “quaresima” da prodotti da forno quindi, in questo periodo, come avrete notato, sto sfruttando al meglio la mia creaturina che tante soddisfazioni mi dà – prima del letargo forzato!

Ingredienti:

150 gr di lievito madre senza glutine rinfrescato tre giorni prima
170 ml di acqua (la dose dovrebbe essere tra 150 e 215 ml)
100 gr di farina di mais bianca*
60 gr di farina mix B (vorrei tanto evitare le farine dietoterapiche, ma per ora gli esperimenti fatti sono sempre stati deludenti, quindi mi oriento almeno su quelle che non contengono zucchero, né lattosio)
50 gr di farina Werz
15 gr di farina di riso impalpabile*
100 gr di polpa di zucca cotta al forno
5 ml di olio EVO
1 cucchiaino di succo di mela concentrato
sale

Le proporzioni tra lievito, acqua e farina le ho fatte basandomi sulle indicazioni di Olga ed Emanuela
descritte nel loro libro Ricettario per celiaci. Panetteria senza glutine, Aliberti editore, Reggio Emilia 2010, p. 47

Ho messo il lievito madre in una ciotola di vetro, ho aggiunto l’acqua tiepida nella quale ho sciolto il succo di mela concentrato e ho lasciato riposare per una mezz’oretta.
Dopo di che ho aggiunto le farine, la polpa di zucca (che nel frattempo ho cotto in forno) schiacciata con una forchetta, l’olio, il sale, e ho impastato il tutto per qualche minuto con un cucchiaio di legno (non avevo voglia di avviare l’impastatrice e ho fatto anche un po’ di ginnastica!!!).

La consistenza dell’impasto deve essere appiccicoso, ma non liquido: un impasto morbido, ma compatto, per intenderci.

Quando si è amalgamato per bene, ho coperto la ciotola con un telo di cotone e ho lasciato lievitare in forno tiepido per tutta la notte.
Beeeello!! Anche questa volta il “miracolo” si è compiuto. L’impasto è lievitato.

Ho preso la mia bella spianatoia, c’ho appoggiato sopra un foglio di carta da forno un po’ infarinato e ho rovesciato l’impasto: regolate la farina in modo tale che non vi si appiccichi tutto sulle mani. Non ne serve molta, vedrete che diventa subito lavorabile.
Fate le vostre pagnotte (con le dosi ne escono 6 circa) e appiattitele come per fare il pane arabo.
Io le ho lasciate riposare giusto il tempo di preparare l’imbottitura…

Ingredienti dell’imbottitura:

un bicchiere di ceci neri cucinati la sera precedente
3 pomodorini secchi
zucca a pezzetti cotta a vapore
foglie di scarola
olio EVO
cipollotto

Non volendo mettere i ceci interi, ma comunque neppure completamente passati, ho deciso di utilizzare l’attrezzo per fare i passatelli in modo da schiacciarli senza sbriciolarli o spappolarli troppo. E  il risultato ottenuto è stato proprio quello desiderato!
Ho scaldato una pentola con un filo d’olio d’oliva, ho tagliato i pomodorini secchi e li ho aggiunti assieme ai ceci e alla zucca facendo saltare il tutto per qualche minuto: un profuminoooo.
Per fortuna l’odore del cibo la mattina non mi infastidisce affatto!!!
A fuoco spento ho aggiunto del cipollotto crudo tagliato finemente e ho lasciato insaporire.
Questa operazione avrà si o no richiesto 6-7 minuti (forse anche meno).

Quindi ho scaldato il testo romagnolo e ho cotto il mio pane “arabo”: 6 minuti per lato (deve essere ben cotto anche all’interno).
E ho anche fatto colazione!!!
Una volta pronto, l’ho lasciato raffreddare un pochino e poi l’ho tagliato a metà e farcito con due foglie di scarola appena saltate in padella e con quella bontà ai ceci.

mmmmh, forse però manca qualcosa…Una salsina agrodolce?

Ingredienti della salsina:

senape in grani* (o anche senape normale)
tamari*
succo di mela concentrato (ma se volete anche malto di riso certificato)
succo di limone
Vado a occhio con le dosi e mescolo tutto!

il copyright di questa salsina credo sia di Martin, il mio insegnante: buonissima.

La consiglio a chi sta seguendo una dieta dimagrante perché non contiene olio ed è squisita! Con la zucca o i broccoli rende al massimo.

Inoltre stimola fegato (sapore acido), milza/pancrea/stomaco (sapore dolce), reni (sapore salato) e polmoni/intestino crasso (sapore piccante).
E per il cuore?? Niente paura non mi sono dimenticata di lui: nell’impasto c’è il mais, che assieme a quinoa e amaranto, è il cereale che più lo aggrada!

Sapete bene che a tavola, più qualità di cotture, consistenze, tagli, e sapori mettiamo, più rendiamo il nostro cibo “vivace” e pieno di energia!
La varietà è un’ingrediente preziosissimo e fondamentale, non dimenticatevelo!

E con questo post, come avrete capito, partecipo sia Salutiamoci, perché a casa di K@tia sono stata benissimo. Per partecipare leggetevi il regolamento e appuntatevi tutti gli ingredienti consentiti!

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sia  al  contest di Francesca, perché la schiscia è la schiscia!
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Meglio ottimizzare le energie, no??

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

pranzo in ufficioEvvivaaa, ce l’ho fatta a partecipare a questo simpatico contest (il mio primo, a dire la verità) sulle ricette per il pranzo in ufficio! Francesca hai avuto un’idea proprio bella.
Qui trovate le regole del gioco e se vi volete unire avete tempo fino alla mezzanotte del 31 marzo: tic tac, tic tac…

Da quando ho deciso di abbandonare la mensa aziendale vivo di schiscia!
Mi sveglio alle 5.45 e mi metto a cucinare (per la gioia di mio marito e dei vicini): ma almeno ho un pranzetto appena “sfornato” anche perché, non riscaldandolo, preferisco che sia “fresco”.
Certo, potrei scaldarlo nel microonde, ma con tutta la fatica che faccio a cucinare cibi che mi danno l’energia giusta, non potrei mai indebolirli con le microonde, proprio no! E così mangio a temperatura ambiente (e se sono fortunata ogni tanto è ancora tiepidino…)

Ora, non voglio aprire una parentesi sui presunti danni alla salute che il microonde può provocare  – se vi va di approfondire vi rimando a questo link: magari è di parte, ma a me ha convinto a non usarlo più! – però vorrei comunque porre l’attenzione su questo tipo di cottura non naturale.
A differenza di quello che accade in tutte le altre cotture il cibo, nel forno a microonde, si cuoce dall’interno verso l’esterno. Questa cottura è quindi estremamente espansiva e come tutto ciò che è espansivo crea dispersione, raffreddamento e molte volte anche debolezza.
E’ la stessa logica dello zucchero, per fare un’esempio che ho già trattato qui: lo zucchero ha un’energia molto espansiva e questa energia porta squilibrio.
Il calore nel cibo dovrebbe penetrare, aggiungendo energia, non togliendogliela. E’ un valore aggiunto. Il microonde invece è come se disperdesse l’energia del cibo impoverendolo (energeticamente parlando). Poi, magari, è nocivo anche per altro o magari no, ma fondamentalmente è per questo che io non lo uso.
Ma ora basta farneticare e veniamo alla ricetta della schiscia di oggi!

E’ la mia versione invernale della panzanella!
La faccio le rare volte che mi capita di avere del pane raffermo: in genere non avanza mai, ma questa volta non siamo riusciti a finire la seconda pagnotta di un buonissimo pane fatto con il lievito madre senza glutine (resiste!!! dopo un mese o ancora vive, che soddisfazione!) e con qualche verdura avanzata dalla sera prima: ottimo pasto del riciclo.

Ingredienti:
tocchi di pane raffermo senza glutine (se fatto in casa ancora meglio!); broccoli; cavolfiore; sedano rapa; rafano nero; carote; porro; pomodorini secchi, olio EVO, aceto di riso, sale
Le quantità? A piacere!

Ho bagnato il pane per ammorbidirlo con un po’ del brodo avanzato la sera prima della cottura dei broccoli.
Ho cotto a vapore, per qualche minuto, alcune cimette di cavolfiore e ho tagliato le altre verdure:
i porri si sono trasformati in cerchiolini, le carote in strisce sottili, sedano rapa e rafano (con la sua buccia nera ben lavata) in dadini e i pomodorini secchi in filetti.
Ho quindi fatto saltare il tutto nella wok in abbondante (eh sì, qui ci vuole!) olio di oliva e quando le verdure si sono insaporite per bene ho aggiunto un po’ d’acqua.
Ho coperto e ho fatto cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti: giusto il tempo di rendre il rafano tenero e di far assorbire l’acqua.
Poi ho aggiunto i broccoli avanzati la sera prima, il cavolfiore e il pane e ho annaffiato con un po’ di aceto di riso.
Ho quindi mischiato tutto quanto e…il pranzo è servito!

Per le mie schisce uso sempre contenitori di vetro. Li trovo più “sani” della plastica (mie fisime. Poche ne ho, vero?? Ma mi trovo a mio agio con tutte loro!!). Ogni tanto però succedono dei drammi: o si rompono (sigh sigh, capitato ben due volte) o il coperchio azzurro del contenitore cede spargendo i vari condimenti sul fondo della borsa. Un incuboooo. Non c’è sacchetto o sacchettino che tenga. La borsa mi si sporca sempre.
E allora ho eletto questo barattolo con le molle il mio preferito. E’ anche a prova di zuppa!
Ma se avete consigli migliori sono ben accetti!

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