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zuppetta con ortiche
Ma non era forse primavera?
Qui a Milano forse forse ci ha ripensato un attimo, ma sono sicura che presto esploderà con tutta la sua energia: io la aspetto con pazienza, ancora avvolta nella mia sciarpetta, ma intanto comincio ad assaporare le nuove verdurine che spuntano sulle bancarelle bio.

Ieri sera ho preparato una supermega zuppa del riciclo alla quale ho aggiunto un bel pizzico di primavera, che mi ha sfamata in un men che non si dica.
Il trucco per risparmiare tempo?
Unire vari avanzi, per creare qualcosa di nuovo.
Ve lo avevo detto, no, che la parola d’ordine in questo periodo sarebbe stata SINERGIA?
Ecco, anche con questa ricetta ho cercato di creare sinergia tra gli ingredienti, per assicurare al piatto equilibrio e novità.
E così i cannellini, che erano sul terrazzo da due giorni chiusi nella pentola a pressione (visto che ancora fa freschino, il frigorifero è vuoto!) sono diventati la base della zuppa.
Amorevoli resti di riso rosso bollito, uniti a una cucchiaiata di “couscous” di quinoa, amaranto e miglio del giorno prima sono stati affogati nella crema di fagioli.
E poi?
È comunque primavera, quindi non poteva mancare un tocco di freschezza, un tocco di verde, il colore abbinato all’energia Legno, energia che domina questa stagione, e che sostiene fegato e cistifellea: un buonissimo pesto fatto con asparagi appena scottati, cime di rapa sbollentate e ortiche, pinoli, mandorle, un pomodorino secco.
Buone le ortiche. Piacciono tantissimo al mio fegato, e anche a me!!!
Erano tantissimimissimi anni che non le mangiavo e quando, settimana scorsa, le ho viste sulla bancarella del mercatino biologico non ho potuto resistere! Ne ho comprate 1 kg!
Durano tantissimo, quindi ho tutto il tempo per dosarle a puntino.
C’è bisogno di leggerezza in questo periodo.
A La Sana Gola è cominciata la quaresima: 10 giorni (massimo un mese) senza tutti quegli alimenti che disturbano per l’appunto fegato e cistifellea, quindi niente olio e prodotti animali per evitare di sovraffaticare il fegato durante il suo lavoro di pulizia del sangue;
niente prodotti da forno, perché questo tipo di cottura sopprime l’energia ascendente che dovrebbe scorrere in questo organo:
il secco e il duro crea contrazione, e quindi un blocco energetico che può creare rigidità ai muscoli, ai tendini, oppure può provocare mal di testa, nervosismo, e anche un po’ di aggressività!
In compenso via libera a tutto ciò che è verde!
Germogli, foglie di ogni genere, che contengono taaanta clorofilla, sono un toccasana.
Cereali integrali in chicco, perché è dal chicco che si ottiene la massima forza vitale, alghe per fare il pieno di sali minerali, legumi (piselli, fave in particolare) per assicurarsi le proteine necessarie!
Provate, magari anche solo per 3 giorni, e vedrete come dormirete meglio e come al mattino vi sentirete più attivi!

E questo gustoso piatto è proprio perfetto anche per il 100% Gluten Free (fri)Day!
Qui trovate il regolamento per partecipare, e qui trovate il link dove lasciare la vostra ricetta di oggi!!!

100%Gluten Free (fri)Day

pasta e fagioli senza glutineAttendiamo tutti la primavera e invece fuori ancora fa freddo e pure nevica!
E allora quale miglior piatto per tenerci al caldo se non una bella pasta e fagioli?
Che buona, penso sia uno dei miei preferiti: la soddisfazione nel mangiarla per me non ha quasi paragone.
E così, visto che in settimana avrò amici a cena, ho provato a sperimentarla con la pasta fatta da me. Quello che vedete è il risultato.
Forse avrei potuto fare meglio, ma come primo tentativo non è andato affatto male.
Metteteci anche che uso solo farine biologiche, integrali, naturalmente senza glutine, e non uso uova….direi che mi posso ritenere soddisfatta (ma migliorerò).

Ingredienti per la pasta:
90 gr farina di riso integrale bio* (io ho usato quella della baule volante, se non la trovate sostituitela con una farina di riso impalpabile)
65 gr farina werz integrale
100 ml di acqua
25 ml di olio EVO

Ho impastato tutti gli ingredienti aggiustando un po’ le dosi man mano: il risultato deve essere un impasto bello compatto e il più possibile elastico (l’olio aiuta molto).
E dopo qualche minuto è uscita una bella pallina di pasta abbastanza morbida. L’ho lasciata riposare per un po’ coperta in modo che non seccasse.
Onestamente non ho ancora capito se il riposo è utile anche negli impasti senza glutine, ma male non penso faccia, no?
Una volta trascorso questo tempo ho preso una porzione di pasta, l’ho tirata col mattarello il più sottile possibile e con un rotella taglia pizza ho fatto delle striscioline lunghe circa 10-15 cm e le ho arrotolate come si fa per i “pici”.
Man mano li ho stesi su una teglia e coperti con uno strofinaccio per non farli seccare.

La sera prima ho messo in ammollo (lasciati per 12 ore) dei fagioli borlotti con la solita alga kombu.
Trascorso il tempo di ammollo li ho messi nella pentola a pressione sempre con l’alga e dell’acqua (diciamo a occhio che l’acqua era il doppio dei fagioli)
Li ho fatti cuocere per circa 40 minuti.
In un’altra pentola ho fatto un soffritto con cipolla bionda, olio EVO e qualche pomodorino secco tagliato a pezzetti.
Ho aggiunto i fagioli col loro brodo, un pizzico di sale (anche il sale in cottura rende i legumi più digeribili) e ho lasciato insaporire tutto per bene per altri 15 minuti (assaggiate man mano i fagioli e quando li riterrete cotti al punto giusto toglieteli dal fuoco).
Una parte di fagioli li ho frullati per fare una crema non troppo densa (se il brodo non è sufficiente aggiungete dell’acqua calda fino a quando ottenete la consistenza preferita), che ho poi unito ai fagioli rimasti interi.

A questo punto ho fatto bollire l’acqua per la cottura della pasta.
Visto che era la prima volta che la facevo ho preferito non cuocerla assieme alla zuppa non sapendo bene come avrebbe retto la cottura (temevo lo scioglimento nell’acqua, già capitato con gli gnocchi!!).
Quando l’acqua ha raggiunto il bollore ho salato, ho buttato la pasta (che a onor del vero devo dire che un po’ si è spezzata, ma poco male, almeno non si è sciolta!!!) e l’ho fatta cuocere per circa 15 minuti: temo che la farina werz non sia proprio adatta per la pasta (ma essendo bio e integrale la uso un po’ per tutto. Ogni tanto rende bene, ogni tanto meno, pazienza).

Quindi ho messo la porzione di zuppa nella mia ciotolina preferita e ho aggiunto la pasta scolata.

E’ venuta buona!

Ma voi i legumi li usate quotidianamente?
Io tutti i giorni. O a pranzo o a cena non me li faccio mai mancare.
E non li mangio solo perché sono ricchi di proteine (anche i cereali integrali lo sono ed essendo la mia alimentazione basata su questi, quinoa in particolare, non mi pongo molti problemi di proteine, neppure se non mangio carne: cereali e legumi bastano e avanzano!) ma soprattutto perché i legumi, come forse già accennato in un altro post, piacciono ai reni (i fagioli un po’ gli assomigliano pure, a ben vedere!).
I legumi con la loro energia danno una spintarella ai nostri reni, rendendoci anche più coraggiosi!
I reni, per la medicina cinese, sono considerati la sede della nostra vitalità.
E’ come se fossero le nostre pile. Se sono belli carichi anche tutti gli altri nostri organi lo saranno, se sono un po’ scarichi c’è il rischio che pian piano pure il resto si indebolirà creando fastidi più o meno gravi.
Qualche esempio di inconvenienti legati a reni scarichi?
mal di schiena a livello lombare, cistiti, problemi alle orecchie, e anche problemi di fertilità, capelli deboli (anche perdita di capelli), stanchezza cronica,..
Insomma tutte buone ragioni per proteggerli nel migliore dei modi, non credete?
E perché non farlo proprio a partire dalla tavola?
Da domani più legumi e meno carne, ok?

ps: mi raccomando, non “dimenticatevi” di andare a votare…la primavera è alle porte, abbiamo più che mai bisogno di vento nuovo!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.