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#100%GFFD Canederli gluten free (1 di 1)

Ho passato il periodo prenatalizio a rimandare tutte le cose che ho lasciato in sospeso illudendomi che le avrei fatte durante le vacanze. Mi sono proprio illusa perché chiatramente, non avendo ferie, non avrei affatto avuto più tempo (e infatti non ho combinato nulla!!!!), ma il solo pensiero che si avvicinavano le feste mi è bastato per farmi credere che per due settimane avrei staccato un po’.
Alla fine, anche se ormai il ricordo della scuola è lontano, mi rendo conto che mi è rimasto il ritmo del tempo scandito dalle pause scolastiche: a settembre comincia il nuovo anno, a dicembre ci sono le vacanze e a giugno si pensa di aver davanti tutta l’estate.

Però ora sto aspettando con ansia che arrivi il 4 febbraio!
Per il ki delle 9 stelle il 4 febbraio è la data in cui l’energia dell’anno precedente lascia spazio a quella del nuovo anno, ed è da questo momento che si inizia a percepire un cambiamento.
Se siete curiosi di approfondire l’astrologia cinese cliccate qui!

Non mi aspetto chissà quali cambiamenti, sia chiaro, ma sono curiosa di vedere se davvero qualcosa si concretizzerà: l’anno che sta per finire era dedicato alla creatività, quello che sta per arrivare dovrebbe portare concretezza. Staremo a vedere…

Nell’attesa continuerò a cercare nuove strade per poter far arrivare sempre a più persone il messaggio che mi preme di più e cioè quello dell’importanza di rispettare a tavola il ritmo delle stagioni, di mangiare il più naturale possibile, di abbandonare zucchero raffinato etc etc etc. Per il bene del pianeta, ma anche per il bene verso noi stessi.

Una bussola che ci aiuti in questo cammino ce l’abbiamo, non c’è il rischio di prdersi…

E questa bussola io l’ho utilizzata per fare questa ricettina pubblicata su A Tavola nel mese di ottobre. Pensata per l’arrivo dell’autunno, ma adattissima anche per tutto l’inverno. In questo periodo il corpo ha bisogno di immagazzinare calore. Calore che difficilmente ci può venire trasmesso da una zucchina o da un pomodoro, perché questi sono frutti che crescono durante il clima più caldo, quindi adatti a mantenerci freschi!

Le radici, invece, con la loro forza ci riscaldano, sono compatte, sono solide e la loro energia contraente la portiamo dentro di noi. Contrazione crea calore, espansione crea freddo. Quindi questi canederli fanno proprio al caso di chi ha bisogno di riscaldarsi un po’.

Ingredienti

200 g di pane senza glutine raffermo;
100 g di porro;
40 g di carota bollita;
40 g di sedano rapa cotto al vapore;
40 g di foglie di barbabietola sbollentate;
1 l di brodo di verdura (con carote, sedano rapa, cipolla);
sale q.b;
acqua q.b.

Ho tagliato il pane grossolanamente e l’ho bagnato con dell’acqua per ammorbidirlo. Poi ho aggiunto il porro tagliato finemente e ho salato leggermente.
Con le mani ho impastato questo composto fino a renderlo compatto (mi piace un sacco impiastricciarmi!!!) e l’ho diviso in tre porzioni uguali.
A parte ho schiacciato le carote, che ho unito a una delle porzioni di pane, fino a ottenere un composto abbastanza omogeneo.
Lo stesso ho fatto col sedano rapa mentre al terzo composto ho aggiunto le foglie della barbabietola sbollentate e tritate grossolanamente.
Quindi ho ricavato, da ciascun composto, 4 piccoli “canederli” della stessa dimensione (più o meno!!!).
In una pentola ho preparato il brodo di verdura utilizzando anche l’acqua nella quale avevo cotto le verdure (va bene anche un avanzo di brodo del giorno precedente…).
Ho fatto cuocere l’acqua con le verdure per circa 15 minuti e ho salato leggermente.
Per rendere il brodo “limpido” l’ho filtrato con un colino.
Quindi l’ho rimesso sul fuoco, ho aggiunto i canederli che ho lasciato cuocere nel brodo per circa 5 minuti.

Ho spento e ho messo nelle ciotole un canederlo per tipo assieme al brodo bello fumante!

E questa ricetta è il mio contributo di oggi per il 100% Gluten Free(fri)Day.

#100GFFD

#100GFFD

Queste settimane di vacanza vi hanno fatto dimenticare le “regole” per partecipare?
Andate a leggerle qui e mandate subito la vostra ricettina di oggi!
Le Gluten Free Travel&Living girls sono proprio curiose di vederle!

Buon 2014 a tutti!

#100GFFD pasta e cicerchie

Eccomi in super ritardo per il 100%Gluten Free (fri)Day!
Non avete ancora partecipato? Beh, vi lasciamo le vacanze per studiare il regolamento e ci rivediamo dopo la befana!!! Mi raccomando studiate per bene!

#100GFFD

#100GFFD

Per farmi perdonare del ritardo vi propongo una delle mie paste preferite: pasta e fagioli!!
Se mettete i legumi in ammollo subito, domani la potrete preparare per pranzo.

Ogni volta faccio una versione diversa, ma ogni volta è buonissimaaaaa.
E visto che sono in ritardo, pago pegno, e vi lascio due varianti.
Una con i fagioli e l’altra con la cicerchia.
Iniziamo dalla seconda, che trovate anche su A Tavola del mese di dicembre (mi spiace non riuscire a pubblicare sul blog ricette “inedite”, ma per ora non ho tempo, sigh, e visto che mi spiacerebbe troppo lasciarlo silenzioso, ne approfitto, attingendo da quelle già pronte, spero non me ne vogliate. In ogni caso qui sotto ne trovate anche una fresca fresca!!!).

Ingredienti:

300 g cicerchie secche;
200 g tagliatelle di riso integrale certificate senza glutine;
25 ml olio extravergine di oliva;
1 cipolla;
2 spicchi d’aglio;
200 g radicchio di campo (o cime di rapa);
sale e pepe q.b.
Ho ammollato le cicerchie (devono stare in ammollo almeno 6 ore) cambiando di tanto in tanto l’acqua di ammollo, con un pezzettino di alga Kombu. Quindi le ho cotte per circa 20 minuti nella pentola a pressione con il doppio di acqua rispetto al loro volume e un pizzico di sale.
In una pentola dai bordi alti ho preparato un soffritto con l’olio e la cipolla e, quando si è ben insaporito, ho aggiunto le cicerchie cotte e le ho fatto cuocere ancora per qualche minuto.
A questo punto ho spento e ho frullato con il frullatore a immersione (come farei senza questo aggeggino!!!).
A me la crema piace bella densa, ma se preferite una consistenza più “brodosa” aggiungete  ancora dell’acqua calda  (aggiustando di sale).
Poi ho tritato l’aglio e l’ho fatto rosolare in una casseruola con il restante olio di oliva. Ho aggiunto il radicchio di campo (che prima non avevo mai assaggiato, ma che si può sostituire venissimo con le cime di rapa) tritato grossolanamente e ho fatto insaporire.
Ho cotto le tagliatelle e le ho scolate al dente, quindi le ho saltala in padella con la verdura.

Per finire ho versato la crema di cicerchie nei piatti e ho aggiunto, in ciascuno, una porzione di tagliatelle cosparse di pepe appena macinato.

Una bontà supersonica!!!

Ma pure con i fagioli c’è da leccarsi i baffi!

La foto è un’estemporanea che ho inviato al mio ospite dell’altra sera: l’avevo invitato a cena pensando di preparargliela, ma poi ho optato per uscire, perché arrivata a casa troppo tardi, e stanca, dal lavoro…
E visto che mio marito ha velatamente dato da intendere, più e più volte, che quello mangiato al ristorante era sicuramente meglio (grrrrrrrrrrrrrr), ho voluto dimostrare il contrario riproponendogliela il giorno dopo (anche perché sennò mi ritrovavo con le piante di fagioli in casa, ancora un po’ che stavano in ammollo!!!).
Certo, la foto non rende l’idea, ma mio marito, che se l’è pappata, ha ammesso che era proprio buona! Son soddisfazioni, no??

#GFFD

Ingredienti
300 g fagioli cannellini;
2 scalogni;
200 g tagliatelle di riso integrale (che adoro);
qualche aghetto di rosmarino;
funghi porcini essiccati (quanti ne volete!!);
olio extraverdine di oliva;
preparato per soffritto (made in Sicilia) con aglio, prezzemolo, zucchine…;
sale;
Ho ammollato i fagioli sempre con un po’ di alga Kombu (o se volete fare prima utilizzate quelli già cotti, purché bio e purché sotto vetro) per 24 ore, (ma ne bastano meno!!!) cambiando l’acqua varie volte.
Quindi ho versato un po’ d’olio direttamente nella pentola a pressione, ho aggiunto lo scalogno tritato  e ho fatto insaporire i fagioli per qualche minuto assieme ai funghi secchi e al rosmarino. Ho coperto abbondantemente con l’acqua, ho salato e ho fatto cuocere a pressione per 30 minuti.
Nel frattempo ho preparato la pasta e, quando pronta, l’ho scolata e saltata in padella in un soffritto fatto con un po’ d’olio e con il preparato essiccato (un profuminoooo).
Una volta pronti i fagioli li ho frullati e ho impattato mettendo prima la crema e poi la pasta.
Se non avete un marito paranoico potete tenere da parte dei fagioli da aggiungere alla crema: lui non li sopporta: per farglieli mangiare devo disintegrarli!!!!
Ha chiesto il bis!Per la medicina cinese i fagioli hanno una diretta corrispondenza con i reni (non avete mai notato la somiglianza nella forma?) e sempre per la medicina cinese l’inverno è la stagione che domina questi delicati organi, sede della nostra forza vitale.
Ora più che mai quindi dobbiamo prenderci cura di loro.
Come?
Innanzitutto mangiando legumi un po’ più spesso (fagioli in particolare).
E pasta e fagioli aiuterà a farlo in modo egregio! Mi raccomando, cercate di utilizzare pasta integrale.
Infatti l’abbinamento degli amminoacidi essenziali contenuti nei legumi con quelli contenuti nel cereale integrale ci assicura il loro giusto apporto: sarà quindi un piatto unico che potrà essere accompagnato da verdure, non da carne, pesce uova o formaggio, mi raccomando!
Altrimenti i reni sarebbero costretti a lavorare di più per eliminate le proteine in eccesso e non sarebbe carino verso di loro!!
E poi cosa altro possiamo fare per coccolarli?
E’ inverno e si è portati a mangiare più spesso zuppe e pasta in brodo o a bere tè caldi durante la giornata.
Meglio quindi evitare di bere anche i 2 litri di acqua consigliati, perché già col cibo ne assumiamo. Certo, bere fa bene, ma meglio se non esagerate, proprio per non fargli fare del lavoro straordinario.
(Mi raccomando: non sto dicendo di non bere, né….ma di non eccedere).
Altro che dà fastidio a questi organi: il freddo e l’umidità.
Mettetevi sempre la maglietta della “salute”.
Devono stare al calduccio, e la sera magari andate a letto con la borsa dell’acqua calda posizionata alla loro altezza: il calore li rafforza.
(Non sarà sexy, ma credetemi: la sera che deciderete di togliervi non solo la borsa dell’acqua calda, i reni vi dimostreranno quanto l’abbiano gradita i giorni precedenti!! 😉 )
Oppure fatevi un bel pediluvio in acqua calda e sale per almeno 7 minuti prima di spegnere la luce e addormentarvi. I piedi si scaldano e il calore arriva ai vostri reni e tutto il corpo si rilassa.

Cercate anche di non mangiare tanti gelati (lo so, è inverno e tendenzialmente non si ha voglia del gelato, ma è buonooooo e quindi può far cadere in tentazione!!!) e neppure le bevande fredde gradiscono… Sono un po’ carognetti effettivamente, ma considerateli come le vostre pile e più sono cariche, più lo sarete voi.
Ultimissimo consiglio: mettetevi sempre un bel cappello…ll meridiano dei reni passa anche per le orecchie, quindi calde loro….

E con questi consigli, che spero siano graditi, vi auguro un buon inizio dell’inverno e soprattutto un buon Natale e un anno più “facile” di quello appena passato…Non so come sia stato il vostro, ma il mio è stato parecchio faticoso!
Insomma: buon tutto!!!

Ma perché non proporre una di queste paste a Natale?
Io la proporrei, quindi partecipo anche a questo bel contest!!!
E’ senza glutine, lattostio, uova….Insomma è adatta praticamente a tutti!
Andate a leggere il regolamento e andate a curiosare da acqua e menta, promotori del contest: avrete delle belle sorprese!!!

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zuccalata 100% gluten free (fri)day (1 di 1) Un tempo lasciavo fieno per l’asinello e una tazza di latte e pane secco per la Santa.
Così, quando passava a portare i giochi potevano fare colazione prima di procedere verso casa di qualche altro bimbo.
Ma chi l’ha detto che la Santa questa volta non avrebbe gradito altro?
E così ho pensato di lasciarle quello che ormai credo sia diventato il mio cavallo di battaglia. La zuccalata.
Che cosa è? Una bontà!
Come spesso accade col le ricette fatte per la prima volta è uscita quasi per caso.
Doveva avere altre sembianze all’inizio, ma mentre la stavo cucinando l’ho assaggiata ed è stato subito amore!!
Era perfetta per sostituire la più classica cioccolata della merenda invernale.
La ricetta completa la trovate sul numero di dicembre di A Tavola. Qui vi lascio la variante più veloce, adatta anche per la colazione di tutta la famiglia. Mio marito l’ha soprannominata Zabaione zero colesterolo!
Praticamente senza grassi, senza latte, uova, zucchero, glutine, ma BUONISSIMA! Ricca di sali minerali e di vitamine. Vi riscalderà nel profondo e rilasserà il vostro pancreas infondendo un senso di tranquillità e rilassatezza. Provare per credere!!

Ingredienti

una tazza abbondante di latte di riso basmati per persona (se non lo trovate va bene qualsiasi latte di riso);
zucca (andate anche a occhio, direi tra gli 80 g – 100 g a persona, più o meno);
bacello di vaniglia;
Malto di riso*;

Ho preso una zucca, l’ho tagliata in spicchi e ho diviso la polpa dalla buccia.
Quindi ho tagliato a dadini la polpa e l’ho fatta cuocere col latte di riso e la vaniglia (mezza stecca per 4 persone) che ho inciso.
Dovrà cuocere fino a quando la zucca non diventa cremosa (se avete fretta, appena si ammorbidisce la potete frullare col frullatore a immersione ricordandovi di eliminare la vaniglia).
A seconda del vostro gusto la potete rendere più o meno densa aggiungendo o riducendo il latte.

Nel frattempo ho acceso il forno a 180°C e quando ha raggiunto la temperatura ho fatto cuocere le bucce tagliate sottilmente per la lunghezza. (Calcolate tre “bastoncini” per persona).
Quindi le ho caramellate immergendole nel malto ben caldo e le ho fatte cuocere per 5 minuti circa, fino a quando il malto non si è scurito.
Quindi le ho lasciate raffreddare su carta forno.

Se volete una bevanda cremosa rifrullate la zucca col frullatore a immersione e prima di servire filtratela con un colino. A me onestamente piace anche se rimane un po’ più “corposa”, quindi non filtro mai!
Servitela accompagnata dalla buccia caramellata!
Se la “pucerete” nella zuccalata sarà proprio una goduria!
E anche alla Santa, secondo me è piaciuta molto (e pure all’asinello!!)

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day.
Cosa aspettate a farci avere le vostre ricette?? Andate a leggere il regolamento su Gluten Free Travel&Living!!!!
E’ facilissimo partecipare e ci aiuterete a far capire quanto sia facile cucinare GF!!

#100GFFD

#100GFFD

Buon 13 dicembre a tutti….da oggi un po’ più di luce arriverà nelle nostra vita. Speriamo ci aiuti a vedere quello che ci circonda un po’ meglio!

#100%GFFDChi ancora non ama la zucca, neppure dopo la raccolta di ricette delle Gluten Free Travel&Living girls che potete scaricare qui, allora magari potrà ricredersi dopo aver mangiato questo spedino!
Lo potete fare per riciclare la buccia: un peccato buttarla perché è ricchissima di sali minerali.
E lo potete proporre come aperitivo alternativo. Zucca e topinabur stanno veramente bene assieme. Provare per credere!
Pensate a quante energie diverse troviamo in questa ricetta: l’equilibrio della zucca.
Frutto rotondo, che cresce sopra la terra.
Per la medicina cinese nutre proprio l’energia terra, quella che domina milza, pancreas e stomaco. Aiuta quindi a rafforzare il sistema immunitario, aiuta la glicemia a stabilizzarsi e calma i dolori dello stomaco.
Friggendola le si dà ancora più energia: anche la cottura ha la sua importanza, non dimentichiamolo mai quando prepariamo un piatto!
Il topinabur invece è un tubero, cresce sotto terra e la sua energia è un po’ più contraente. Infine abbiamo anche l’uva che dona un tocco di freschezza e quel poco di acidità che piace tanto al fegato.
Cotture e sapori diversi, ingredienti diversi, portano una dinamicità che stimolano il nostro organismo.

Questa quindi è la ricetta prescelta per il 100% Gluten Free (fri)Day. E se ne avete una pronta anche voi leggete qui il “regolamento” e partecipate all’iniziativa. Più siamo meglio è!!!

100%Gluten Free (fri)Day

Ingredienti per 4 spiedini:
3 topinambour bio;
16 “spicchi” buccia di zucca bio;
12 acini di uva;
olio extravergine d’oliva per friggere;
sale q.b.

Ho pulito accuratamente i topinambour con una spazzola adatta a pulire le verdure. Li ho asciugati e affettati mantenendo uno spessore di circa 2 mm.
Ho ricavato dalla buccia della zucca 16 pezzi di 4-5 cm di lunghezza.Quindi ho fritto entrambi nell’olio ben caldo.
Ho scolato su carta assorbente topinabur e zucca e li ho leggermente salati.
Quindi ho preso uno spiedino e li ho infilzati alternandoli agli acini d’uva.

Se avete della polpa cotta che vi avanza, mischiandola a della senape certificata otterrete una stuzzicante cremina che si sposa perfettamente col fritto.

Oggi a Milano fa freddissimo. Mi raccomando copritevi bene e preparatevi delle belle zuppe calde. Diminuite il consumo di latticini (che oltre a raffreddare favoriscono la formazione di muco) e la frutta che ha comunque un’energia rinfrescante.
Cavoli e broccoli appena scottati vi regaleranno tutta la vitamina C di cui avete bisogno!

pizzoccheri 100%gluten Free (fri)Day (1 di 1)Buon venerdì a tutti!
I pizzoccheri, quelli classici, per intenderci, erano un mio cavallo di battaglia.
Al liceo, quando ci trovavamo con i compagni di classe, li cucinavo sempre.
Erano il piatto preferito (almeno tra quelli che facevo io) di Davide. Li cucinavo perché sapevo che sarebbe stato contento di mangiarli. E così ogni volta che ci si ritrovava tra amici, anche dopo gli anni della scuola, pizzoccheri per tutti!
Poi un incidente e Davide non è sopravvissuto. Vi sembrerà assurdo, ma io da quel momento, e per diversi anni, non ho più cucinato pizzoccheri. Ora, a distanza di 13 anni, mi chiedo cosa avrebbe detto  se gli avessi proposto questa versione, ma forse forse la risposta la conosco….

Scusate per questa parentesi nostalgica….

Buona buona, leggera, sglutinata, questa ricetta può essere condivisa anche con chi non mangia latticini.
La raccomando soprattutto in questa stagione quando l’umidità e il freddo diventano minacciosi per la nostra salute.
Il grano saraceno, nella medicina cinese, è considerato il cereale dell’inverno proprio per la sua energia riscaldante.
Nutre nello specifico i reni, e li riscalda.
Quindi, essendo i reni le batterie del nostro corpo, è bene non trascurarli. E anzi, se cominciamo ora a tenerli al calduccio, il freddo delll’inverno ci sembrerà meno insopportabile.
Pian piano ci stiamo avvicinando a questa stagione, quindi dobbiamo iniziare a fare scorta di calore: non verrete mica rimanere a letto influenzati alla vigilia delle feste, giusto?
Il mio consiglio culinario è quello di consumare grano saraceno un paio di volte a settimana: in brodo, come ripieno di una torta salata, in una bella polentina o proprio in un bel piatto di pizzoccheri!

Buono e nutriente vi lascerà proprio soddisfatti.

Questa ricetta, che è stata pubblicata sul mensile A TAVOLA nel mese di ottobre, partecipa al 100% Gluten Free (fri)Day.
100%Gluten Free (fri)Day

Se non ricordate il regolamento qui potete ripassarlo!

E ora veniamo alla ricetta…
Ingredienti per 4 persone:

200 g pizzoccheri di grano saraceno certificati senza glutine;
1 cavolfiore di medie dimensioni;
1 mazzo di erbette;
qualche foglia di verza;
1 cipolla;
2 spicchi d’aglio;
5 foglie di salvia;
abbondante olio extravergine di oliva;
sale q.b.;
4 cucchiaini di thain* (fac.).

Ho pulito il cavolfiore e l’ho tagliato in piccoli pezzi. Ho affettato le foglie delle verze ricavando delle striscioline, e ho tagliato le erbette grossolanamente.

Quindi ho fatto bollire l’acqua per la pasta, l’ho salala e, appena raggiunto il bollore, ho unito i pizzoccheri con tutte le verdure.
In una pentola a parte ho preparato un soffritto saporito con olio, un po’ di cipolla, lo spicchio d’aglio e la salvia. La salvia deve diventare croccante. Ho scolato i pizzoccheri con le verdure (l’acqua di cottura la si può tenere da parte utilizzandola come base per una zuppa) in una ciotolona e li ho conditi col soffritto croccante.
Per rendere i pizzoccheri più cremosi ho aggiunto un cucchiaino a testa di salsa thain 100% sesamo e ho mescolato il tutto.
I pizzoccheri possono essere serviti belli fumanti, ma possono essere gustati anche a temperatura ambiente.

Non contengono latte e derivati (sostituiti dalla salsa thain, ricchissima di calcio) e il cavolfiore sostituisce più che degnamente la patata.

Quando avrete voglia di un piatto sostanzioso, ma light, questa ricetta fa proprio al caso vostro!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

pasta e fagioli senza glutineAttendiamo tutti la primavera e invece fuori ancora fa freddo e pure nevica!
E allora quale miglior piatto per tenerci al caldo se non una bella pasta e fagioli?
Che buona, penso sia uno dei miei preferiti: la soddisfazione nel mangiarla per me non ha quasi paragone.
E così, visto che in settimana avrò amici a cena, ho provato a sperimentarla con la pasta fatta da me. Quello che vedete è il risultato.
Forse avrei potuto fare meglio, ma come primo tentativo non è andato affatto male.
Metteteci anche che uso solo farine biologiche, integrali, naturalmente senza glutine, e non uso uova….direi che mi posso ritenere soddisfatta (ma migliorerò).

Ingredienti per la pasta:
90 gr farina di riso integrale bio* (io ho usato quella della baule volante, se non la trovate sostituitela con una farina di riso impalpabile)
65 gr farina werz integrale
100 ml di acqua
25 ml di olio EVO

Ho impastato tutti gli ingredienti aggiustando un po’ le dosi man mano: il risultato deve essere un impasto bello compatto e il più possibile elastico (l’olio aiuta molto).
E dopo qualche minuto è uscita una bella pallina di pasta abbastanza morbida. L’ho lasciata riposare per un po’ coperta in modo che non seccasse.
Onestamente non ho ancora capito se il riposo è utile anche negli impasti senza glutine, ma male non penso faccia, no?
Una volta trascorso questo tempo ho preso una porzione di pasta, l’ho tirata col mattarello il più sottile possibile e con un rotella taglia pizza ho fatto delle striscioline lunghe circa 10-15 cm e le ho arrotolate come si fa per i “pici”.
Man mano li ho stesi su una teglia e coperti con uno strofinaccio per non farli seccare.

La sera prima ho messo in ammollo (lasciati per 12 ore) dei fagioli borlotti con la solita alga kombu.
Trascorso il tempo di ammollo li ho messi nella pentola a pressione sempre con l’alga e dell’acqua (diciamo a occhio che l’acqua era il doppio dei fagioli)
Li ho fatti cuocere per circa 40 minuti.
In un’altra pentola ho fatto un soffritto con cipolla bionda, olio EVO e qualche pomodorino secco tagliato a pezzetti.
Ho aggiunto i fagioli col loro brodo, un pizzico di sale (anche il sale in cottura rende i legumi più digeribili) e ho lasciato insaporire tutto per bene per altri 15 minuti (assaggiate man mano i fagioli e quando li riterrete cotti al punto giusto toglieteli dal fuoco).
Una parte di fagioli li ho frullati per fare una crema non troppo densa (se il brodo non è sufficiente aggiungete dell’acqua calda fino a quando ottenete la consistenza preferita), che ho poi unito ai fagioli rimasti interi.

A questo punto ho fatto bollire l’acqua per la cottura della pasta.
Visto che era la prima volta che la facevo ho preferito non cuocerla assieme alla zuppa non sapendo bene come avrebbe retto la cottura (temevo lo scioglimento nell’acqua, già capitato con gli gnocchi!!).
Quando l’acqua ha raggiunto il bollore ho salato, ho buttato la pasta (che a onor del vero devo dire che un po’ si è spezzata, ma poco male, almeno non si è sciolta!!!) e l’ho fatta cuocere per circa 15 minuti: temo che la farina werz non sia proprio adatta per la pasta (ma essendo bio e integrale la uso un po’ per tutto. Ogni tanto rende bene, ogni tanto meno, pazienza).

Quindi ho messo la porzione di zuppa nella mia ciotolina preferita e ho aggiunto la pasta scolata.

E’ venuta buona!

Ma voi i legumi li usate quotidianamente?
Io tutti i giorni. O a pranzo o a cena non me li faccio mai mancare.
E non li mangio solo perché sono ricchi di proteine (anche i cereali integrali lo sono ed essendo la mia alimentazione basata su questi, quinoa in particolare, non mi pongo molti problemi di proteine, neppure se non mangio carne: cereali e legumi bastano e avanzano!) ma soprattutto perché i legumi, come forse già accennato in un altro post, piacciono ai reni (i fagioli un po’ gli assomigliano pure, a ben vedere!).
I legumi con la loro energia danno una spintarella ai nostri reni, rendendoci anche più coraggiosi!
I reni, per la medicina cinese, sono considerati la sede della nostra vitalità.
E’ come se fossero le nostre pile. Se sono belli carichi anche tutti gli altri nostri organi lo saranno, se sono un po’ scarichi c’è il rischio che pian piano pure il resto si indebolirà creando fastidi più o meno gravi.
Qualche esempio di inconvenienti legati a reni scarichi?
mal di schiena a livello lombare, cistiti, problemi alle orecchie, e anche problemi di fertilità, capelli deboli (anche perdita di capelli), stanchezza cronica,..
Insomma tutte buone ragioni per proteggerli nel migliore dei modi, non credete?
E perché non farlo proprio a partire dalla tavola?
Da domani più legumi e meno carne, ok?

ps: mi raccomando, non “dimenticatevi” di andare a votare…la primavera è alle porte, abbiamo più che mai bisogno di vento nuovo!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 


polpette di azuki con lenticchie, al posto del cotechino
E così un altro anno è passato…2013 ben venuto! Cosa ci riserverà?
Intanto a questo blog riserverà delle foto più belle (mi sto applicando molto per potervi regalare degli scatti più accattivanti) e quindi più grandi, spero gradirete.
Io invece mi sento come se avessi 365 pagine (a dire il vero qualcuna in meno ormai) immacolate che aspettano di essere riempite.
Mi auguro di poter vivere più giornate positive anche se certamente quelle negative difficilmente mancheranno.
Il proposito però è quello di rimboccarmi le maniche, lamentarmi il meno possibile, anche quando magari le cose non vanno proprio come sperato, e darmi da fare per rendere ogni giorno pieno e appagante.
Soprattutto spero che tutto il contesto al di fuori dalle quattro mura domestiche non ci renda la vita ancora più complicata…Il vento cambierà? Facciamo in modo che cambi veramente!

E dopo questo ben venuto al 2013 vi racconto la prima ricetta dell’anno, o meglio, l’ultima del 2012. E’ stato il secondo piatto della cena dell’Ultimo che ho festeggiato – in un clima un po’ surreale – a casa con mio marito e i miei genitori.
Per i due carnivori della famiglia ho dovuto fare il classico zampone con le lenticchie, ma per me e mia madre ho optato per la versione vegana!

Partiamo dalle lenticchie.
Non possono certamente mancare a Capodanno: noi non siamo riusciti ad aspettare la mezzanotte per mangiarle, ma avendolo previsto, me le sono tenuta da parte anche per il giorno dopo!
Le lenticchie, come tutti i legumi, vanno fatte ammollare prima di essere cucinate.
Per questa ricetta ho utilizzato quelle marroni (diciamo le classiche per Capodanno) ma ci sono molte qualità diverse. Ci sono quelle rosse decorticate (uniche che non necessitano l’ammollo) e quelle verdi,  per fare un esempio.
Le ho ammollate con un pezzetto di alga Kombu che poi ho utilizzato anche nella cottura.
Magari per le lenticchie, che sono le più digeribili tra i legumi, non è così fondamentale, ma sicuramente migliora la cottura e aiuta a prevenire quei fastidiosi problemi che alla maggior parte delle persone fanno venire fagioli & co.!
L’alga rilascia i suoi sali minerali e impedisce la fermentazione intestinale.
In mancanza della Kombu potete utilizzare anche solo una foglia di alloro, che combatte anch’essa la fermentazione.
Trascorse le ore di ammollo ho preparato un trito con cipolla e scalogno e ho fatto un leggero soffritto.
Ho aggiunto le lenticchie e una foglia di alloro: mi piace un sacco l’aroma dell’alloro abbinato alle lenticchie. Poi le ho coperte con dell’acqua. Acqua nuova, non quella di ammollo, mi raccomando: nell’acqua di ammollo infatti rimangono quelle sostanze responsabili della fermentazione, oltre alle purine e all’acido urico, e le ho lasciate cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti.
Controllatele comunque verso fine cottura, magari hanno bisogno di ancora un po’ di tempo.
Ho salato leggermente e le ho lasciate riposare.

Nel frattempo ho preparato la mia versione vegetale dello zampone: polpette di azuki!
Direte: legumi con legumi?
Perché no? Il cotechino non ha forse proteine? In questo modo almeno ho abbinato proteine provenienti dalla stessa fonte vegetale, limitando l’assunzione di grassi.
Anche gli azuki (una tazza e mezza) sono stati ammollati per 6 ore sempre con un pezzetto di alga Kombu e come le lenticchie sono molto digeribili!
Se non li conoscete vi posso dire che hanno un sapore particolare, non sanno di fagioli, e possono essere usati anche per fare dei dolci.
Sono ricchi di fitoestrogeni preziosi quindi alle donne in pre o menopausa e alle donne con ciclo irregolare (può essere fatto un decotto molto efficace per aiutare in quete circostanze), e sono preziosissimi per i nostri reni.
Come tutti i legumi hanno un’ energia che aiuta questi organi e gli azuki in parrticolare sono molto efficaci.
Inoltre aiutano ad asciugare l’organismo quindi, se dovete tenere il peso sotto controllo, vi saranno d’aiuto, così come se dovete tenere a bada la glicemia.
Inoltre aiutano a rafforzare il sistema immunitario. Che altro aggiungere? Correte a comprarli se già non li avete in dispensa e cominciate a cucinarli!

Ma torniamo alla ricetta. Trascorso il tempo di ammollo li ho cotti in una pentola a fondo spesso per 45-50 minuti coperti con l’acqua di cottura.
Avete capito bene: gli azuki infatti sono un’eccezione.
La loro acqua di ammollo è preziosa, quindi non va buttata.

Li ho fatti bollire senza alcun aroma. Solo acqua, e ho aggiunto un po’ di tamari* a fine cottura, quando l’acqua si era completamente assorbita.

A parte ho preparato un trito sottile con una cipolla e una carota.
Ho preso tre quarti degli azuki cotti, li ho schiacciati per bene unendoli al trito, mentre i restanti li ho messi interi nell’impasto, e ho fatto delle polpettine.
Se il composto non è abbastanza cremoso unitegli un po’ di olio (meglio se di sesamo per questa ricetta, ma va bene anche quello di mais o EVO) e un po’ di farina di riso gluten free (o quella che avere a disposizione).
Il composto deve rimanere bello compatto. Le polpette devono restare  sode!
Ho cercato di dargli la dimensione di una fetta di zampone. Poi le ho passate nella farina e quindi le ho cotte in olio di sesamo (a me piace molto il suo sapore) bello caldo (attenzione a non raggiungere il punto di fumo però!!!). Una volta cotte fatele riposare una decina di minuti, le apprezzerete di più.
A questo punto tutto era pronto per essere servito, impiattato e magnato!!

Buon 2103 e che grazie alle nostre lenticchie sia un anno pieno di fortuna (e un po’ più di soldi per chi ne avesse bisogno)!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.