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biscotti grano saraceno

Questo post lo dedico a delle splendide donne che conosco da più di….mmmh, da qualche anno, diciamo!

Abbiamo fatto un pezzo di strada assieme tra risate, tante, qualche lacrima, giornate passate a confidarci sopra libri di testo aperti quasi per caso…o perché “sì sì, oggi sento proprio che verremo interrogate”… e allora una pausa di studio, tra una tattica e l’altra per poter attaccare bottone con il bello di turno, la facevamo anche.

Ricordo le secchiate sul libro di geometria con la MBF per poter strappare il permesso per andare un fine settimana a Foppolo con i compagni, che ridere, ti ricordi??
Oppure a studiare in mansarda con la colonna sonora di The bodyguard che si ripeteva all’infinito grazie al loop del mangiacassette (vabé ora potete fare il conto di quanti anni sono passati..).

E ora, siamo sempre qui. Bello non aver smesso di ridere, nonostante si sia tutto un po’ complicato.
Le lacrime, ogni tanto, ce le asciughiamo ancora, lacrime che scorrono portandosi dietro tanto, a volte troppo carico.
Ma cuore che si riscalda un po’ con quei sorrisi che non sono mutati (beh ragazze, sempre fighe né, ma forse qualche rughetta comincia a farsi vedere ;-)) ).

E così eccomi, ho deciso di dedicarvi questo post oggi, perché mi andava di farlo: buon 8 marzo!

Dopo 20 giorni in cui sopportate le mie incursioni nella vostra cucina direi che vi meritate una ricetta nuova per questa santabenedettacolazioneeeeeeeee!!

Eh, sì. Perché dovete sapere che dopo l’ultima pizzata assieme (in questi anni abbiamo mantenuto uno o due o tre o quattro ritrovi all’anno. Dipende dalle annate) hanno deciso di rimettersi un po’ in forma affidandosi alla mia sapienza 😉

E visto che l’unione fa la forza, abbiamo pensato di farlo sopportandoci quotidianamente, con quella giusta dose di ironia (mai prendersi troppo sul serio) e rigore, attraverso un confronto costante… ma vuoi vedere che così funziona davvero???
Cavolo, devo dire che sta proprio funzionando!!

E allora eccovi un’idea per dei biscottini che un paio di volte a settimana potrete pucciare nel te.
Per ora vi risparmio le raccomandazioni per affrontare la primavera, ma arriveranno…

La ricetta fu pubblicata sulla rivista A Tavola nel mese di febbraio 2014 (se non sbaglio, qui il tempo passa troooopppo velocemente).

Ingredienti:
250 g farina di grano saraceno*;
80 g nocciole tostate;
150 ml latte di riso;
80 g succo di mela concentrato;
1 bustina di cremor tartaro*;
2 mele gialle;
scorza di 1 arancia non trattata;
50 g fave di cacao bio*;
un pizzico di sale integrale

Preriscaldate il forno a 170 °C.
Nel frattempo tritate finemente una parte delle nocciole fino a renderle farina, e le restanti lasciatele più grossolane.
Sbucciate le mele e tagliatene una a cubetti piccoli, mentre l’altra frullatela in modo da ottenere una purea.
In una ciotola, o in un’ impastatrice, mettete la farina di grano saraceno, quindi aggiungete le nocciole precedentemente lavorate.
Versate il latte di riso, il succo di mela, unite il lievito, le mele e la scorza d’arancia precedentemente tritata, le fave di cacao pestate con un mortaio, (se non le avete optate per cioccolato supermegafondente!!) e il pizzico di sale.
Mescolate bene il tutto, in modo da ottenere un composto umido e denso.
Su una teglia mettete della carta forno e con l’aiuto di un cucchiaio mettete l’impasto dandogli la forma desiderata.
Per ottenere biscotti più morbidi, stendete l’impasto a circa 1,5 cm di spessore, mentre se volete biscotti più sottili e croccanti, riducete lo spessore.
Infornate quindi  a 170 °C per circa 20-25 minuti a seconda dello spessore.
Sfornate i biscotti e lasciateli raffreddare.

Quindi chiudeteli in una vaso e imboscatelo prima di mangiarli tutti!!!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

IMG_20140206_224848Ma avete visto quante ricette dolci sono state cucinate per il 100% Gluten Free Friday?
Sono sicura che oggi se ne aggiungeranno delle altre. Di sicuro una: questa!

L’altra sera è venuto a cena mio padre, e come ogni volta accade cerco di preparare qualcosa che sicuramente gli possa piacere, ma senza ‘assecondarlo’ troppo, perché comunque ci tengo farlo alzare da tavola bello leggero!
Certo la mia tanto amata zuppetta di miso di riso non potrei mai proporgliela, me la tirerebbe dietro, ma alla fine ce la faccio sempre a spuntare un: “buono!” (e se poi ci aggiunge un “dai”, vuol dire che effettivamente non era proprio fiducioso del risultato!!).
E visto che il dolce non lo faccio praticamente mai, questa volta ho voluto ‘esagerare’.
Siamo anche nel mese di astinenza da zucchero raffinato (cioè, lo è mio marito che non riuscendo a eliminarlo costantemente, ogni tanto, da quando ha letto Sugar blues, fa questo sacrificio (a me invece non pesa affatto averlo bandito, anzi!!).
Quindi mai avrei potuto preparare un dolce che poi Marco non avrebbe potuto mangiare, e mai avrei potuto fare qualcosa che mio padre avrebbe guardato con sospetto…
Ho aperto gli sportelli della cucina (e la porta del terrazzo, perché le verdure in inverno le tengo fuori) e ho  messo assieme un po’ di ingredienti che avevo in casa, improvvisando.
Missione compiuta.

È uscito un dolce buono buono, adatto sia a un fine cena, ma anche per una merenda o per la colazione.

Un altro dei miei dolci SENZA, SENZA, SENZA e ancora SENZA: senza glutine, senza latte vaccino, senza uova e senza zucchero raffinato.
Così buono che ho dovuto nasconderlo, altrimenti non sarebbe arrivato a oggi e mai avrei potuto postarlo…per questo la foto è un’istantanea, esattamente come la sua durata fuori dal forno: sparisce in un istante!!

Ingredienti:

190 g zucca delica biologica cotta a vapore;
100 g farina di riso impalpabile*;
60 g farina di teff*;
20 g nocciole tostate (fac.)
100 ml latte di riso biologico;
20 ml olio extra vergine di oliva gusto leggero;
50 g cacao amaro in polvere*;
20 g cioccolato fondente 85%*;
1/2 bustina cremor tartaro;
vaniglia q.b.;
1 pizzico di sale;
qualche “cubetto” di pera (ho voluto provare a vedere come legava con l’impasto: la prossima volta abbondo!!)
3 cucchiai malto di riso*

Ho tagliato la zucca, eliminato la buccia e ho cotto la polpa a vapore.
Dopo una decina di minuti l’ho tolta dal fuoco e l’ho resa in purea col frullatore a immersione.
In un altro recipiente ho mischiato le farine, il cacao, il lievito e i semi del bacello di vaniglia.
Raffreddata la zucca ho aggiunto l’olio e il latte, e ho amalgamato per bene, quindi ho unito le farine e le nocciole tritate. Ho mescolato il tutto, versando un cucchiaio di malto alla volta – assaggiando per capire quando fermarmi, il pizzico di sale e il cioccolato tritato grossolanamente.
Ho versato il composto in una teglia di 22 cm di diametro ricoperta da carta forno e ho aggiunto 4 o 5 cubetti di pera. Ho cosparso sulla superficie con i resti delle nocciole tritate e ho infornato a 180°C per circa 25 minuti (statico) quindi ho aspettato speranzosa (la speranza, un ingrediente a volte fondamentale).

Credetemi, non è un dolce che mortifica il palato, nonostante tutti i senza.
Potrebbe acquistare più “rotondità” aggiungendo una crema di mandorle o la thain, perché magari lo si aspetta più “burroso”. Proverò anche questa versione, giusto per sfizio, perché, soprattutto il giorno dopo, è praticamente perfetto e a mio parere è buonissimo così!

Perché un dolce senza zucchero? Se non siete stufi di sentirmelo dire andate a leggerlo qui.
Perché un dolce senza uova? Perché alla fine, almeno in questo caso non aggiungono nulla, quindi perché utilizzarle se non sono necessarie?
Perché senza latte? Perché il latte vaccino non tutti lo tollerano, e perché la qualità del latte industriale lascia a desiderare, tanto vale sostituirlo…
Perché senza glutine? Perché sono celiaca!!!

Una sola nota dolente! Non lo offrirei a chi soffre di disturbi legati a un fegato energeticamente un po’ scarico: mal di testa, rigidità alle articolazioni, gonfiore di stomaco, cervicale, dolori muscolari e ai tendini… Ma anche a chi ha spesso sbalzi di umore, o è arrabbiato!
Ma non lo offrirei neppure a chi soffre di problemi alla cistifellea.
La tostatura del cioccolato e la cottura al forno inibiscono l’energia ascendente del fegato, contribuendo a peggiorare questi sintomi.
Per queste persone sarebbe più appropriata una bella zuccalata!!!

Questa ricetta la dedico ai golosi sglutinati del 100%GFFD

#100GFFD

#100GFFD

E perché no, direi che parteciperà pure al contest È SENZA? È BUONO!

FINALE 1
Organizzato dal blog Andante con gusto. Bella iniziativa!
Qui trovate il regolamento.
Parteciperei nella sezione “Pasticceria fine e pasticceria da the”.

E con questo vi auguro buon venerdì sglutinato!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

colazione #100%GFFDLo sapete quale è la domanda che più frequentemente mi viene posta quando parlo di alimentazione naturale?
E a colazione cosa mangi?
A colazione mangio moltissime cose e vario anche abbastanza.
Cappuccino e brioches a dire il vero non le ho mai mangiate, e anzi, pensandoci bene, in passato, non la facevo affatto!
Ma da quando ho intrapreso la mia “rivoluzione” alimentare ho davvero capito quanto fosse importante per me.
E così ho iniziato a sperimentare un po’.
Crepes il sabato, quando riesco a fare colazione con mio marito, con farina di castagne (in inverno) e mele cotte con cannella, ma senza latte e senza uova, oppure focaccine calde calde con il lievito madre in eccesso e marmellata senza zuccheri aggiunti.
Oppure dei biscottini semplici e gustosi.
Ma durante la settimana in genere preparo una crema di cereali (principalmente di riso integrale o miglio) che a volte mangio salata, condita con il gomasio e a volte mangio dolce, con succo di mela concentrato o marmellata.
Oggi però vi presento una ricetta facile e veloce che faccio ogni tanto, quando magari ho in mente di preparare dei dolcetti. La trovate in edicola proprio questo mese, pubblicata su A Tavola!
Latte di miglio e granella di semi e frutta secca!
Una carica di energia che vi accompagnerà fino all’ora di pranzo. Perfetta per grandi e piccini.

Ingredienti:

per il latte:
1 bicchiere di miglio*;
10 bicchieri di acqua;
1 cucchiaino di malto di riso* garantito senza glutine (fac.);

per la granella:
2 cucchiai di farina di grano saraceno*;
mandorle;
nocciole,semi di girasole, semi di sesamo, semi di zucca (tutti in quantità variabile);
1 cucchiaio malto di riso certificato senza glutine;
1 cucchiaio di succo di mela concentrato

Per prima cosa ho risciacquato il miglio sotto l’acqua corrente.
L’ho quindi messo in un pentolino a fondo spesso e ho aggiunto l’acqua. Ho lasciato sul fuoco per 30 minuti.
Lo potete preparare anche la sera prima, magari mettendo più acqua, perché il miglio tende a rapprendersi e potreste trovare una crema al mattino anziché il latte, oppure lo cucinate appena svegli e lo lasciate cuocere mentre vi sistemate.

Una volta pronto ho filtrato, con l’aiuto di un canovaccio, (ma va bene anche il colino) il latte.
In genere non lo dolcifico mai, ma volendo si può aggiungere un po’ di malto di riso certificato o del succo d’acero (non pensate di mettere lo zuccheroooo!!!).

Con il miglio restante potrete poi fare delle polpette o dei dolcetti!

La granella invece la preparo così:
Faccio tostare leggermente la farina di grano saraceno in una padella, poi aggiungo la frutta secca e i semi tritati grossolanamente.
Faccio cuocere per qualche minuto, fino a che non sento sprigionare un profumo di semi tostati.
Tolgo dal fuoco e aggiungo il malto e il succo di mela, mescolando velocemente in modo che si formi la granella.

Con questa colazione siete certi di fare il pieno di sali minerali e omega3.
Non dovete comprare latti addizionati o polvere di cacao con aggiunte di vitamine sintetiche, ferro e altri sali minerali estratti in laboratorio!!!
La natura ci dà già quello di cui abbiamo bisogno, non dobbiamo cercarlo sugli scaffali dei supermercati, o almeno non nei reparti dedicati alle prime colazioni e alle merende!!!

Il miglio aiuterà la vostra digestione, rafforzerò la milza e quindi tutto il sistema immunitario. E non inciderà particolarmente sulla curva glicemica essendo composto da carboidrati complessi a lento assorbimento, quindi niente abbiocco a metà mattina o fame chimica prima di pranzo!
I semi oleosi renderanno la colazione ancora più sfiziosa e golosa senza appesantirvi come farebbe una brioches.

Perché non provate per tre giorni? Vedrete che differenza!!!

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri) Day:

#100GFFD
ogni settimana arrivano sempre più ricette anche da non celiaci. Troppo bello!!! E non perché è una moda, ma perché spesso si cucina con ingredienti senza glutine senza una particolare premeditazione.
Cucinare rispettando un’intolleranza o un’allergia, di qualsiasi natura sia, è segno di attenzione, rispetto e amicizia, e tutte le Gluten Free Travel & Living Girls sono veramente contente per la partecipazione così entusiasmante a questa iniziativa ancora così giovane…
E la cosa più bella per noi sarà quella di cucinare un piatto gluten free nato da una forchetta glutinosa!!!

Grazie a tutti!

ps: non sapete ancora come partecipare? Qui le “regole”.

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

 

zuccalata 100% gluten free (fri)day (1 di 1) Un tempo lasciavo fieno per l’asinello e una tazza di latte e pane secco per la Santa.
Così, quando passava a portare i giochi potevano fare colazione prima di procedere verso casa di qualche altro bimbo.
Ma chi l’ha detto che la Santa questa volta non avrebbe gradito altro?
E così ho pensato di lasciarle quello che ormai credo sia diventato il mio cavallo di battaglia. La zuccalata.
Che cosa è? Una bontà!
Come spesso accade col le ricette fatte per la prima volta è uscita quasi per caso.
Doveva avere altre sembianze all’inizio, ma mentre la stavo cucinando l’ho assaggiata ed è stato subito amore!!
Era perfetta per sostituire la più classica cioccolata della merenda invernale.
La ricetta completa la trovate sul numero di dicembre di A Tavola. Qui vi lascio la variante più veloce, adatta anche per la colazione di tutta la famiglia. Mio marito l’ha soprannominata Zabaione zero colesterolo!
Praticamente senza grassi, senza latte, uova, zucchero, glutine, ma BUONISSIMA! Ricca di sali minerali e di vitamine. Vi riscalderà nel profondo e rilasserà il vostro pancreas infondendo un senso di tranquillità e rilassatezza. Provare per credere!!

Ingredienti

una tazza abbondante di latte di riso basmati per persona (se non lo trovate va bene qualsiasi latte di riso);
zucca (andate anche a occhio, direi tra gli 80 g – 100 g a persona, più o meno);
bacello di vaniglia;
Malto di riso*;

Ho preso una zucca, l’ho tagliata in spicchi e ho diviso la polpa dalla buccia.
Quindi ho tagliato a dadini la polpa e l’ho fatta cuocere col latte di riso e la vaniglia (mezza stecca per 4 persone) che ho inciso.
Dovrà cuocere fino a quando la zucca non diventa cremosa (se avete fretta, appena si ammorbidisce la potete frullare col frullatore a immersione ricordandovi di eliminare la vaniglia).
A seconda del vostro gusto la potete rendere più o meno densa aggiungendo o riducendo il latte.

Nel frattempo ho acceso il forno a 180°C e quando ha raggiunto la temperatura ho fatto cuocere le bucce tagliate sottilmente per la lunghezza. (Calcolate tre “bastoncini” per persona).
Quindi le ho caramellate immergendole nel malto ben caldo e le ho fatte cuocere per 5 minuti circa, fino a quando il malto non si è scurito.
Quindi le ho lasciate raffreddare su carta forno.

Se volete una bevanda cremosa rifrullate la zucca col frullatore a immersione e prima di servire filtratela con un colino. A me onestamente piace anche se rimane un po’ più “corposa”, quindi non filtro mai!
Servitela accompagnata dalla buccia caramellata!
Se la “pucerete” nella zuccalata sarà proprio una goduria!
E anche alla Santa, secondo me è piaciuta molto (e pure all’asinello!!)

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day.
Cosa aspettate a farci avere le vostre ricette?? Andate a leggere il regolamento su Gluten Free Travel&Living!!!!
E’ facilissimo partecipare e ci aiuterete a far capire quanto sia facile cucinare GF!!

#100GFFD

#100GFFD

Buon 13 dicembre a tutti….da oggi un po’ più di luce arriverà nelle nostra vita. Speriamo ci aiuti a vedere quello che ci circonda un po’ meglio!

#crepes 100% gluten free (fri)day (1 di 1)Quanti senza per delle crespelle!
L’avreste mai detto che senza glutine, senza latte e senza uova si possono ottenere dei risultati strabilianti?
Provare per credere!!
Leggere e nutrienti. Non hanno nulla da invidiare alle loro cugine “classiche”, anzi. Se ci pensiamo non è che è proprio il massimo unire uova e latte: proteine animali che vanno solo ad appesantirci. E se poi pensiamo che il latte forse forse (io direi che è un po’ più di forse) è meglio evitarlo, allora direi che questa versione non ha rivali e accontenta tutti quanti.
Uff, direte voi. Ancora la storia che il latte fa male.

Sì, il latte non fa bene e sempre più studi lo dimostrano. Ascoltate Berrino, giusto per citare i soliti noti, oppure leggete The China Study (o guardatevi il DVD) di Colin Campebell.
Ma lo sapete che i paesi che soffrono di più di osteoporosi sono quelli che consumano maggiormente  latte e derivati? Strano, vero, se si considera che nel latte c’è taaaaaanto calcio??!!
Ora, non voglio entrare troppo nel merito: questo argomento vale sicuramente un approfondimento che presto affronterò, ma vi lascio con una riflessione…sapete che a me la logica piace tanto!

Il latte è un alimento che tutti i mammiferi assumono appena nati e per un periodo di tempo limitato.
Il latte quindi è adatto a far crescere. E ogni mammifero allatta il suo cucciolo con il proprio latte…
Ecco, noi lo assumiamo anche da adulti, e anzi, assumiamo quello che natura ha creato per far crescere un vitello…
Per me non è logico, soprattutto pensando che ormai non siamo più in un periodo di carestia, dove allora forse il latte poteva avere senso, e anzi, rischiamo di sovranutrirci proprio per la troppa scelta che abbiamo e ogni giorno corriamo il rischio di farci più danno che bene a bere anche solo una tazza di latte….
Per non pensare poi alle uova: povere galline stressate e maltrattate al fine di produrre uova piene di coloranti, antibiotici, ormoni, che alla fine ci mangiamo noi.
Ora, non è che da un giorno all’altro “pretendo” che smettiate di mangiare uova e latte, non è certo questa la mia intenzione, ma magari, prima di cucinarli, o di combinarli assieme, magari pensateci due volte…Le soluzioni alternative si trovano sempre!!!
Ecco un esempio:

Ingredienti

40 g farina di riso integrale*;
20 g farina di lenticchie* appena macinata;
400 ml acqua;
sale;
pepe;
olio extra vergine d’oliva;
1 porro;
curcuma q.b.;
150 g cavolfiore;
2 porri;
4 funghi freschi

Ho preparato una pastella unendo la farina di riso a quella di lenticchie (se non la trovate certificata la potete macinare voi con l’aiuto di un macinacaffè) e 130-150 ml di acqua.
La pastella deve risultare abbastanza densa, ma non troppo. Ho lasciato riposare per un’oretta, quindi ho aggiunto un po’ d’olio, il sale, il pepe e una spolverata di curcuma per rendere le crespelle un po’ più colorate.
Nel frattempo ho scaldato abbondante olio d’oliva in una padella, e ho fatto un soffritto con il porro tagliato grossolanamente. Quindi ho aggiungi il cavolfiore ben lavato e spezzettato..
Ho lasciato insaporire per 5 minuti, e ho versato la restante acqua salandola un pochino. Ho lasciato cuocere fino a quando il cavolfiore non si è ammorbidito.
A questo punto ho frullato il tutto con il frullatore a immersione (non ne posso più fare a meno!!!).

Quando assaggerete questa crema non rimpiangerete la besciamella!!

E ora mancano solo i funghi!
Dopo averli affettati li ho fatti saltare con olio e porro per qualche minuto.
Ho quindi scaldato una padella antiaderente spennellandola con un po’ d’olio e quando è stata ben calda, ho versato la pastella dosandola con un mestolo per dare la forma e dimensione classica.

Cotte tutte le crêpes, le ho farcite con una cucchiaiata abbondante di crema di cavolfiore e con i funghi  saltati.
Se non le servite subito le potete infornare con un filo d’olio e riscaldare al momento opportuno!

Con questa ricetta, come avrete certamente capito, partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day, iniziativa che rende noi girls di Gluten Free Travel and Living sempre più orgogliose!
Per partecipare leggete sempre qui il regolamento: facile, no? Come cucinare gluten free!!
100%Gluten Free (fri)Day

Ma visto che si avvicinano le feste, perché non pensare di servire questo piatto alla viglilia di Natale? Ecco quindi che questa ricetta diventa perfetta anche per partecipare a questo contest di acqua&menta che vi consiglio di seguire!!!
La ricetta infatti è adatta sia per gli sglutinati, ma anche chi è intollerante o allergico al lattosio e alle proteine del latte e a quelle delle uova. Un Natale più tollerante di così!!!
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Concludo ricordando nel mio piccolissimo Nelson Mandela.
Non prego spesso, devo ammetterlo, ma ora che siamo rimasti senza di lui, una preghiera per noi, che siamo sempre più allo sbando, mi viene veramente dal cuore.
Si sentirà la sua mancanza.

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

pizzoccheri 100%gluten Free (fri)Day (1 di 1)Buon venerdì a tutti!
I pizzoccheri, quelli classici, per intenderci, erano un mio cavallo di battaglia.
Al liceo, quando ci trovavamo con i compagni di classe, li cucinavo sempre.
Erano il piatto preferito (almeno tra quelli che facevo io) di Davide. Li cucinavo perché sapevo che sarebbe stato contento di mangiarli. E così ogni volta che ci si ritrovava tra amici, anche dopo gli anni della scuola, pizzoccheri per tutti!
Poi un incidente e Davide non è sopravvissuto. Vi sembrerà assurdo, ma io da quel momento, e per diversi anni, non ho più cucinato pizzoccheri. Ora, a distanza di 13 anni, mi chiedo cosa avrebbe detto  se gli avessi proposto questa versione, ma forse forse la risposta la conosco….

Scusate per questa parentesi nostalgica….

Buona buona, leggera, sglutinata, questa ricetta può essere condivisa anche con chi non mangia latticini.
La raccomando soprattutto in questa stagione quando l’umidità e il freddo diventano minacciosi per la nostra salute.
Il grano saraceno, nella medicina cinese, è considerato il cereale dell’inverno proprio per la sua energia riscaldante.
Nutre nello specifico i reni, e li riscalda.
Quindi, essendo i reni le batterie del nostro corpo, è bene non trascurarli. E anzi, se cominciamo ora a tenerli al calduccio, il freddo delll’inverno ci sembrerà meno insopportabile.
Pian piano ci stiamo avvicinando a questa stagione, quindi dobbiamo iniziare a fare scorta di calore: non verrete mica rimanere a letto influenzati alla vigilia delle feste, giusto?
Il mio consiglio culinario è quello di consumare grano saraceno un paio di volte a settimana: in brodo, come ripieno di una torta salata, in una bella polentina o proprio in un bel piatto di pizzoccheri!

Buono e nutriente vi lascerà proprio soddisfatti.

Questa ricetta, che è stata pubblicata sul mensile A TAVOLA nel mese di ottobre, partecipa al 100% Gluten Free (fri)Day.
100%Gluten Free (fri)Day

Se non ricordate il regolamento qui potete ripassarlo!

E ora veniamo alla ricetta…
Ingredienti per 4 persone:

200 g pizzoccheri di grano saraceno certificati senza glutine;
1 cavolfiore di medie dimensioni;
1 mazzo di erbette;
qualche foglia di verza;
1 cipolla;
2 spicchi d’aglio;
5 foglie di salvia;
abbondante olio extravergine di oliva;
sale q.b.;
4 cucchiaini di thain* (fac.).

Ho pulito il cavolfiore e l’ho tagliato in piccoli pezzi. Ho affettato le foglie delle verze ricavando delle striscioline, e ho tagliato le erbette grossolanamente.

Quindi ho fatto bollire l’acqua per la pasta, l’ho salala e, appena raggiunto il bollore, ho unito i pizzoccheri con tutte le verdure.
In una pentola a parte ho preparato un soffritto saporito con olio, un po’ di cipolla, lo spicchio d’aglio e la salvia. La salvia deve diventare croccante. Ho scolato i pizzoccheri con le verdure (l’acqua di cottura la si può tenere da parte utilizzandola come base per una zuppa) in una ciotolona e li ho conditi col soffritto croccante.
Per rendere i pizzoccheri più cremosi ho aggiunto un cucchiaino a testa di salsa thain 100% sesamo e ho mescolato il tutto.
I pizzoccheri possono essere serviti belli fumanti, ma possono essere gustati anche a temperatura ambiente.

Non contengono latte e derivati (sostituiti dalla salsa thain, ricchissima di calcio) e il cavolfiore sostituisce più che degnamente la patata.

Quando avrete voglia di un piatto sostanzioso, ma light, questa ricetta fa proprio al caso vostro!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.