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Sono stata silente per un bel po’ di tempo, e ora mi è venuta voglia di raccontarvi  di questo mio ultimo anno e mezzo..
Sarò sintetica!!!
Anzi no, non credo sia vero!

Passo indietro:
un anno e mezzo fa, anzi, forse anche da più tempo – è stato precisamente il 16 luglio 2015 il primo giorno che è cominciato senza il suono di una sveglia, senza il pensiero di dover timbrare in tempo il cartellino, senza essere costretta a scambiare il mio prezioso tempo e la mia preziosa intelligenza (modestia a parte), per uno stipendio che non mi restituiva altro se non una manciata di soldi (perché alla fine erano comunque pochi) –  ho proprio deciso di prendere in mano la mia vita e di, almeno provare, a darle un senso: “SE NON ORA QUANDO??”. sento ancora la vocina che mi martellava in testa e che, 2 mesi e 15 giorni prima, mi aveva spinto a scrivere la lettera di dimissioni!!!

La strada è ancora lunga intendiamoci, (e il conto in banca è quasi prosciugato) ma ora, eccomi, ci sono!

Il punto di partenza è proprio il diploma che vedete qui sopra.
Un pezzo di carta, che per me vale moltissimo.
Da questo percorso, intrapreso a La Sana Gola qualche anno fa, è cominciata la mia trasformazione profonda, iniziata proprio stravolgendo la mia alimentazione, ma che pian piano ha cambiato anche il mio essere.

Sono anni che ormai fascio la testa a tutti quanti, e che caccio il naso nei frigoriferi e nelle dispense di amici e parenti,a nche se non richiesto. E so bene di essere pedante!! 🙂
Ma ora, con questo pezzo di carta, sono ancora più legittimata a farlo!!

Perché ora questa sarà la mia professione.

Non so ancora se “Operatore olistico a indirizzo nutrizionale” suona bene o male, ma poco importa. Quello che importa è quello che è.
Quello che importa è che quando metterò il naso nella dispensa di qualcuno, lo farò perché questo qualcuno mi avrà chiesto di farlo, perché saprà che lo potrò aiutare a ritrovare un equilibrio perso.

Nei prossimi post spiegherò tutto meglio, ma ora vorrei continuare a raccontarvi di me, perché  questo non è sicuramente l’unico punto di partenza che ho fissato.

Il secondo punto di partenza è la terra.
Sarà che è il mio elemento.
Ma da quando ho messo le mani nella terra, non ho più smesso di pensare che dalla terra doveva arrivare il mio cibo.

E allora ecco che ho cominciato a cambiare il modo di fare la spesa e ad aver voglia di imparare a coltivare.
Ma, forse perché ormai dentro di me avevo capito inconsciamente che qualcosa nell’agricoltura convenzionale non andava, ho iniziato a cercare se c’erano già delle alternative, ero veramente senza arte né parte.

E allora mi si è aperto un mondo nuovo.
E ho cominciato di nuovo a imparare l’arte, ma non per metterla da parte, ma per portarla in tavola!

Così da un cambio di alimentazione, ho scoperto di avere un sacco di interessi, di passioni, che minimamente avrei mai creduto di avere nel mio periodo alienante casa, lavoro, lavoro casa, lavoro lavoro, casa.

E poiché il tempo (mannaggia, il tempo che manca sempre) per imparare da soli è troppo, si cercano acceleratori di conoscenza: i corsi!!! (benedetti e maledetti corsi: possono dare dipendenza, quindi meglio darsi un limite 😉
E via con un bellissimo percorso in pratiche sostenibili e permacultura e poi con un altrettanto entusiasmante corso di agricoltura sinergica.

Tanti spunti, tanti stimoli, tantissime persone bellissime incontrate in questo percorso, che mi hanno aiutata a crescere.

Tante opportunità per capire sempre meglio come dovrebbe essere questo mondo, e tanto coraggio per capire che questo mondo posso proprio contribuire a farlo diventare così.

Ho risentito le farfalle nello stomaco, una felicità davvero inebriante, e nonostante abbia avuto anche qualche basso (ma sempre e solo dovuto a quel conto in banca!!), non tornerei mai indietro.
Ho capito che quel cibo, oltre che portarlo sulla mia tavola, lo vorrei portare sulle vostre tavole.
Da qui lo sviluppo di un bellissimo potenziale progetto, che spero di realizzare presto.
Raccontarvelo ora è, però, ancora prematuro…

Nel frattempo ho cominciato a osservare le persone.
Le osservo per capire come poter comunicare con voi, per far capire, senza che mi prendiate per pazza (famiglia in primis, ma per fortuna le pazze in casa siamo in due e quindi ho l’amplificatore!), che la responsabilità della nostra vita, del nostro benessere, della nostra felicità, è solo nelle nostre mani. Lo è davvero.

Ma osservando (sto davvero imparando a osservare!!), e interagendo, mi sono accorta che siamo davvero taaaanto arrabbiati, che non ci capiamo, che non sappiamo ascoltarci, che non comunichiamo, che siamo per la maggior parte del tempo in competizione. Non collaboriamo.
Ci devono essere per forza dei “buoni” e dei “cattivi”, e anziché trovare gli strumenti per dialogare, mettiamo muri. Non conosciamo noi stessi…

E così ecco il terzo punto.
La comunicazione.
Qui sono proprio ancora ai blocchi di partenza, ma il prossimo punto è proprio questo.
Vorrei imparare a capire come poter comunicare in modo empatico e non violento, per essere più efficace. Perché davvero, il senso di impotenza che provo, quando non riesco a farmi capire, è immenso.

E così, quando rimetto assieme tutti questi elementi: la terra, i semi, il cibo, le emozioni, le persone, la comunicazione e rivedo le tre etiche della permacultura: cura della terra, cura delle persone, condivisione delle risorse la parola ‘olistico’ trova il suo perché.
E mi sento davvero felice, e in pace.

Passo avanti:
La strada è ancora lunga, lo so ma l’ho proprio imboccata, e ci sono in mezzo fino al collo, anzi di più!!!

Cosa bolle quindi in pentola?

Bolle e ribolle una nuova me.
Molto consapevole, molto realista, molto decisa, molto sistemica (altra parola che amo molto grazie a questo meraviglioso libro!).

Riprenderò, pian piano a condividere sul blog alcuni spunti.
Ho varie idee in mente, ma ahimè devo ritornare un po’ al problema tempo, che ancora non l’ho ben risolto: è sempre troppo pocooooo.

Però offline ci sono. E se volete saperne un po’ di più, potrete scrivermi.
Ci sono anche sul sito http://www.glutenfreetravelandliving.it
dove potrete leggere gli ultimi miei post, cercandoli con la parola chiave CUCINA CONSAPEVOLE.
E ci sono sempre in questo blog, nei post arretrati, che tornerò a ripostare, non tanto per la ricetta in sé, ma per quello che porta, in attesa dei nuovi.

Quindi sì, mi aggiungo all'”esercito” di tutte le mie colleghe/amiche che stanno cercando di portare questi messaggi, aggiungendo tutta la mia competenza ed esperienza, “olistica” “sinergica”, “permaculturale”, che ho maturato in questi ultimi anni.

Spero di avervi fatto venire voglia di seguirmi e di non avervi fatto scappare, altrimenti devo davvero darmi da fare subito, in comunicazione empatica :-)))

Anzi, vi sarei davvero grata, se aveste voglia di darmi dei consigli per permettermi di riuscire ad arrivare a voi.

COP_Gluten Free per tutti i gusti.inddBuongiornooooooooo!
Ci sono, ci sono, non sono sparita proprio del tutto, anche se sono mesi che non mi affaccio da queste parti.
Nel silenzio, zitta zitta, ho stravolto un po’ la mia vita, ma di questo vi racconterò in un’altra occasione.
Ora sono qui per annunciare con grande orgoglio l’uscita in libreria del primo (speriamo primo di una luuunga serie) libro di cucina di GLUTEN FREE TRAVEL & LIVING!
Ormai sono più di due anni che ci troviamo a lavorare “schermo a schermo” e ogni post che scriviamo sul portale, e ogni iniziativa che ideiamo, sono frutto di un continuo confronto che ci aiuta a crescere sempre più e passo dopo passo è arrivata anche questa bellissima occasione: realizzare GLUTEN FREE PER TUTTI I GUSTI.
Per la prima volta sono stata “dall’altra parte”, dalla parte di chi fa i libri e non dalla parte di chi rincorre i tempi e gli autori. E’ stata un’esperienza faticosa, ma gratificante dove tutti noi abbiamo lavorato con l’unico intento di arrivare dove ancora il cucinare senza glutine infonde qualche timore.
E’ un libro pensato soprattutto per gli amici, con ricette semplici, ma a volte anche un po’ più elaborate, con consigli su come fare la spesa, organizzare la cucina o una festa dove ci sono anche ospiti sglutinati.
Perché non c’è niente di più bello che sedersi a tavola e poter condividere tutti assieme un pasto senza dover continuamente monitorare briciole che svolazzano sul tavolo o interrogarsi sulle etichette degli ingredienti: “ma sarà certificato?”.
Insomma il libro è proprio per tutti tuttissimi, con qualche ricetta anche senza lattosio e uova, con qualche spunto vegetariano e vegano…
La grafica è fresca e simpatica, di facile consultazione. La redazione di Gribaudo ha colto in pieno il messaggio che volevamo portare nelle vostre case e ha realizzato un libro proprio bello.
Non ci credete?
Correte in libreria e dategli un’occhiata, poi mi direte!
Ora vi saluto perché mi preparo per la GLUTEN FREE WEEK che si svolge da oggi fino al 24 ottobre ai Cantieri Culturali alla Zisa a Palermo. Qui potrete guardare il programma dei prossimi giorni.
E se siete nei dintorni non potrete mancare per la presentazione del libro.
L’appuntamento è per il 23 ottobre, presso la Feltrinelli di Palermo, alle ore 19.30.

Vi saluto un po’ emozionata e tanto orgogliosa!
E a presto, promesso!!!

Il blog è da tempo silenzioso, ma nella mia testa è un susseguirsi di pensieri, sogni, progetti, speranze, illusioni, realtà possibili.
Ho finalmente realizzato che così non va.
Ho realizzato che se continuo solo a lamentarmi, difficilmente riuscirò a far cambiare le cose.
Ho capito che è il momento di fare qualcosa.
Un fulmine a ciel sereno, ma maturato pian pianino.
Un susseguirsi di eventi che hanno composto il puzzle.
Un percorso che è stato faticoso, ma che ha finalmente trovato un senso.
E chissà, se 4 anni fa non avessi scoperto di essere celiaca, se oggi io sarei comunque a questo punto.
La celiachia mi ha portato a iscrivermi a un corso per terapista alimentare. Ho stravolto la mia alimentazione che pian pianino ha “stravolto” me.
Ho cambiato il modo di far la spesa, di cucinare. Ho ricercato le verdure più naturali possibili andandole a scovarle direttamente dai contadini, poi ho sentito la necessità di produrle io queste verdure e ho avuto la straordinaria fortuna di inciampare nella cooperativa sotto casa che stava per dedicare uno spazio a degli orti.
E’ nato bORTOlo, sono nate nuove amicizie e ho stravolto il modo di vivere il mio quartiere.
Ho scoperto che esiste un’agricoltura che non ‘violenta’ la terra, ma che la protegge perché è preziosa.
Ho scoperto che esistono persone che combattono tutti i giorni per salvaguardare i semi antichi, che li scambiano, che difendono con le loro mani la biodiversità.
Biodiversità, una parola che mi suonava quasi antipatica…”Ma perché biodiversità?”, mi chiedevo. Finché non ho capito che la biodiversità è l’unica cosa che può salvarci.
E finalmente il cerchio si è chiuso e il puzzle si è composto.

Sono appena tornata da un incontro organizzato da IRA-C. Il tema: Movimenti per la terra e il paesaggio.
Si è parlato di come è cambiata l’agricoltura, il paesaggio; si è parlato di cosa vuol dire oggi essere contadino e di non poter essere libero di riprodursi i semi;
si è parlato di OGM, di Monsanto, di EXPO.
Già, perché quando il tema dell’EXPO è nutrire il pianeta, energia per la vita, non puoi non parlarne in un incontro del genere.
Non so voi, ma io mi sento presa in giro da questo EXPO.
Con cosa lo nutriamo il pianeta?
Con i semi sterili di Monsanto&co. conditi dai fertilizzanti necessari per farli crescere?
A chi lo facciamo nutrire il pianeta? A 10 multinazionali che controllano la maggior parte del  nostro cibo? Che lo creano in laboratorio mischiando zucchero, sale e grassi, per renderlo appetibile e innescare così la nostra dipendenza? Ma secondo voi perché negli omogeneizzati per i bambini ci mettono lo zucchero? Non ce ne libereremo più neppure da grandi!!

Cosa è EXPO.
EXPO è un grande parco di divertimenti per le famiglie (definizione data da uno dei portavoce EXPO in occasione di una presentazione sull’apertura dei Tavoli Tematici).
Prima di EXPO, il nulla, dopo di EXPO, il nulla, ma durante EXPO le famiglie possono divertirsi a girare il mondo tra infiniti stand.
E tra questi stand ci sarà anche quello di Monsanto, perché l'”EXPO è l’unico luogo dove potremo trovare tutti” (cit. sempre del portavoce).
Dove convivranno pacificamente Palestina e Israele, dove associazioni come Lega Ambiente, WWF, e altre associazioni ‘ecologiste’, convivranno accanto a chi il pianeta lo vuole monopolizzare per profitto, a chi il pianeta lo sta deforestando per produrre soia OGM, destinata a mucche e maiali che troveremo poi nei nostri supermercati..

Bo?? Io mi sento un po’ presa in giro e non mi sembra che tutto questo sia molto divertente…
E anzi, ha ragione Teodoro Margarita (Associazione Civiltà Contadina) a essere letteralmente terrorizzato (cacato sotto, per la precisione) quando pensa che nessuno avrà la forza per contrastare tutto questo.
Quando fuori dall’EXPO ci saranno solo quei pochi che hanno rifiutato l’invito, perché non possono accettare di stare ‘sotto lo stesso tetto’ di chi il pianeta lo sta affamando. Che staranno fuori per difendere la biodiversità, per impedire che venga spazzata via, per impedire che il nostro cibo cresca da semi che produrranno frutti sterili…

Io probabilmente, se 4 anni fa non avessi scoperto di essere celiaca, se non avessi intrapreso questo percorso, non sarei arrivata a capire dove ci stiamo dirigendo, e magari avrei continuato a comprare 6 crostate di quel mulino tanto carino, a 1 euro, soddisfatta per l’affare fatto, senza rendermi conto di quello che stavo accettando.

bORTOlo mi sta insegnando tanto, alla faccia di tutti gli scettici che non avrebbero scommesso neppure un centesimo sulla sua fecondità.

Vi sembra che non sia fecondo?
La sinergia per me ha funzionato, eccome se ha funzionato!

bORTOlo

bORTOlo mi ha aperto ulteriormente gli occhi e ha dato una scossa alla mia coscienza.
Io ora so che voglio difendere la biodiversità e lo farò stando fuori, stando accanto a quei pochi, lo farò raccogliendo i semi che mi donerà e che custodirò per la prossima stagione.
Ma più saremo a farlo, più potremo garantirci un futuro fecondo.
Un vaso sul terrazzo, un’aiuola sotto casa, nel cortile della scuola. Seminiamo ovunque, semi buoni, semi ‘veri’.
Cercate chi ha i semi, e cominciate a nutrire voi stessi e il pianeta.
E unitevi a quei pochi che staranno fuori…magari poi scopriranno di non essere poi così in pochi.

Il nostro pianeta ha bisogno di essere difeso e penso che per come l’abbiamo ridotto, glielo dobbiamo.

Buon 100% GFFD!

 

 

Eccomi! Non sono scappata, giuro, anche se l’idea ogni tanto è proprio allettante!
Volevo festeggiare il secondo compleanno del blog con voi, ma non ce l’ho proprio fatta.
Comunque non credo si offenda se gli auguri glieli faccio ora.

Un altro anno è passato: mi volto indietro e cavolo, un po’ di cose sono accadute.
A febbraio mi sono diplomata, ad aprile ho finito il corso di fotografia di Barbara e Rocco, e poco dopo ho ricevuto una telefonata completamente inaspettata che ha dato il via a una nuova avventura che vi porterà A TAVOLA con me e con tante altre amiche: Daniela, la stimolante e instancabile direttrice e poi Barbara, Benedetta, Annalena, Doris, ….: veniteci a trovare in edicola, se ancora non l’avete fatto!
A maggio ho iniziato a tenere i primi corsi di cucina e di alimentazione e in giugno, durante le vacanze, ho lavorato all’avvio del blog Gluten Free Travel and Living con altre blogger sglutinate per un progetto comune.
Insomma diciamo che tempo per annoiarmi non ne ho avuto!

E così settembre è arrivato in un battibaleno e, non so se capita anche a voi, ho la sensazione che stia per cominciare un nuovo anno.
Sarà rimasta qualche reminiscenza scolastica: cambio dei libri, dei quaderni, tutto nuovo ed emozionante.
Tanti gli argomenti di cui parlare ancora, vari progetti da portare avanti (si spera), e tante nuove amicizie da coltivare!
Le premesse sono buone, speriamo di continuare così.
Energia che chiama energia, bella sensazione! Anche se spesso arrivo a notte inoltrata quasi stremata (e chissà cosa sarebbe di me senza quinoa e compagnia bella: sarei forse uno straccetto, chi lo sa!!??).
Ma poco importa la stanchezza, l’importante per me è comunicare, è condividere con voi, in ogni occasione che si presenta, momenti di riflessione sul nostro BuonEssere: che sia qui o altrove spero che abbiate voglia di trascorrere ancora un po’ di tempo assieme.
Non mi dilungo oltre e, per oggi, niente “predicozzi” per quelli c’è sempre tempo (ma se vi mancano andate pure a rispolverare quelli vecchi, non mi offendo neppure io!!!).

Queste poche righe (rispetto al solito) solo per augurarvi un buon inizio d’anno scolastico, per chi da questa o da quell’altra parte, sta per ricominciare, un buon rientro al lavoro, un buon ritorno agli impegni familiari, magari dopo una bella pausa di relax…
Insomma, vi auguro che possiate prendere il meglio anche da questo periodo, ancora troppo complicato (magari, il meglio, iniziate a portarlo in cucina)!!!!!

A prestissimo…

chi siamoNon sono sparita, sono semplicemente in vacanzaaaaaa!
Ma tra un bagno e l’altro ho contribuito, assieme a delle splendide blogger – sglutinate o per forza o per amicizia – a far nascere Gluten Free Travel and Living.
Che cosa è???
Ve lo lascio raccontare da Simonetta Nepi, autrice del blog glu-fri che, dall’altra parte del mondo, ha lanciato l’idea:

Gluten Free Travel and Living è un nuovo viaggio verso il mondo senza glutine.

Vi accompagnaranno un gruppo di blogger che per anni hanno sperimentato non solo in cucina, ma anche nel  vivere quotidiano, l’esclusione di uno degli ingredienti onnipresenti nella dieta occidentale: il glutine.

Con questo nuovo portale uniamo gli sforzi perché crediamo che con un’unica voce forte e chiara riusciremo a raggiungere tante più persone e a proporre, a tutti coloro che sono interessati, soluzioni consigli ed esperienze per una vita senza glutine.

Parleremo di celiachia e non solo.
Parleremo di viaggi, di ristorazione, di medicina, di libri e, ovviamente, di cucina e di ingredienti, di esperienze personali e di storie, tutte rigorosamente gluten free”.

Siete curiosi?? Veniteci a trovare, vi aspettiamo!!!!!

Ora però vi saluto. Il mare mi attende…

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ps: l’immagine di copertina è di William Klein pubblicata su Vogue nell’ ottobre 1958

Eccomi qui, con le poche energie rimaste dopo una giornata superintensa a scalare vette altissime, a festeggiare il primo anno del blog! Sono contenta di spegnere con lui questa candelina (oggi io ne spengo moooolte di più, ma pazienza: vale se faccio una media?? Bello però,sarei giusto giusto maggiorenne, ihihihi).
Quest’anno ho deciso di fuggire oltre confine per festeggiare, credo sia il primo compleanno che faccio all’estero…vabè, estero, sono in Svizzera, ma oggi in particolare mi sento lontanissima e per non farmi sentire la mancanza dei festeggiamenti è tutta la sera che mi canto buon compleanno a me, buon compleanno a me…ora ho probabilmente fatto pena a mio marito che ha appena intonato la canzoncina solo per me. Per fortuna che c’è lui! E mi sono persa anche i fuochi d’artificio, mannaggia. Ma ci credete? In Svizzera neanche un botto..non dico per festeggiare il nostro compleanno, ci mancherebbe, ma almeno il ferragosto..niente, qui non si festeggia nulla!….Però a rendere speciale questo giorno ci abbiamo pensato noi. Una bella grigliatina al tramonto in riva al lago di Neuchatel. E sullo sfondo il monte Bianco illuminato dagli ultimi raggi di sole della giornata. Uno spettacolo meraviglioso!! Grigliatina chiaramente gluten free…immagino che la maggior parte di voi non la apprezzerebbe, ma io l’ho gradita molto: zucchine grigliate, tofu arrostito (devo dire buono) insalata mista, pannocchie e bruschetta. Nulla a che vedere con salsicce e costine, ma ormai sono un ricordo lontano e non ne sento proprio la mancanza! Niente dolce, quello non ho fatto a tempo a prepararlo, ma appena avrò l’ispirazione ne preparerò uno degno per questo primo anno assieme.

E ora passiamo alla Svizzera gluten free: non l’ho studiata bene, devo ammetterlo. Essendo in casa (a scrocco da mia sorella) non mi sono documentata. Appena ho un attimo di tempo però recupererò qualche informazione che condividerò ben volentieri. Quello che posso dire dal poco che ho visto è che nei supermercati si trovano abbastanza facilmente prodotti spiga sbarrata e su tutte le confezioni, o quasi, sono indicati gli allergeni contenuti nell’alimento, e questo è sicuramemte molto utile: non si rischia di rimanere senza generi di conforto. Ma non ho visto in nessun bar le insegne dei gelati con indicati quelli senza glutine, nè ho trovato in internet molti ristoranti GF, non so quindi quanto siano attrezzati ad accogliere un cliente celiaco: in ogni caso con i prezzi che ho visto forse è meglio il fai da te….diciamo che ho capito perché non si vedono molti italiani in vacanza in Svizzera: è proprio carissima!!! Anche se merita veramente un bella visita.

Ora però vi saluto, vado a godermi questi ultimi minuti del mio compleanno!

Tornare a casa dopo due settimane di vacanza, girare le chiavi nella serratura, aprire la porta, accendere la luce, che non si accende, e in un nanosecondo pensare al CONGELATOREEEEEEEEEEEEEEEEEEE, ti dà una scossa di paura che fa trattenere il fiato.
Ma appena l’apnea si interrompe, realizzare che c’è un odore fastidioso in casa, piantare il trolley  sulla porta per precipitarti davanti al frigorifero ti dà un brivido di terrore indescrivibile….
A questo punto però la consapevolezza del guaio combinato ti paralizza e per forza devi far entrare in gioco il maritino perché tu da sola non riuscirai mai ad aprire quella porta……

Ecco il mio rientro a casa. Ben tornata.

Ma parliamo di cose più piacevoli: la Spagna (speriamo che questa sera vinca!).
E’ stata la terza volta che l’abbiamo scelta come meta per le vacanze, e penso che non sarà ancora l’ultima.
Dopo anni di vacanze trascorsi da piccola sempre (o quasi) nello stesso posto – ma che non cambierei mai per nessun’altra meta (allora), adesso che sono più “grandicella” preferisco esplorare il più possibile, anche solo per pochi giorni, quello che il mondo offre, o almeno una piccola porzione di mondo, visto che per ora le  nostre  mete non sono mai state troppo esotiche…Mi piace vedere le altre città, mi piace osservare la gente del posto nella sua quotidianità (mentre io invece sono in vacanza), mi piace assaggiare tutto quello che è tipico del posto: peccato che questo non sempre mi sia possibile!

Se state pensando di andare in Spagna ecco alcuni consigli per orientarvi nel meraviglioso mondo senza glutine.
L’associazione celiachia spagnola è abbastanza attiva: questi i link ufficiali di Spagna e Catalogna (che comunque indirizza anche a locali delle principali città di tutta la Spagna).
Trovate tutte le informazioni utili per poter trovare un punto vendita di prodotti senza glutine o un ristorante sicuro (vedrete che ci sono convenzioni con alcune catene di “ristoranti” che hanno menù senza glutine, ma andateci solo se proprio proprio proprio proprio proprio proprio  proprio proprio proprio proprio proprio proprio  proprio proprio proprio proprio proprio proprio  proprio proprio proprio proprio proprio proprio  proprio proprio proprio proprio proprio proprio PERIODICO non ce la fate ad aspettare di trovare il posto che vi convince).
Non andate in farmacia, non troverete nulla. Prodotti senza glutine li troverete nelle varie erboristerie, o nei supermercati : chi più, chi meno…
Negli alimentari invece, se siete “fortunati”, troverete qualche sacchetto di patatina con scritto sin gluten o delle gallette (ma raramente) con la spiga sbarrata. Per il resto questi piccoli negozietti sparpagliati ovunque, che in Italia non esistono praticamente più (almeno nelle città), vendono solo cibi inscatolati, con condimenti dubbi (olio vegertale, piuttosto che aromi artificiali…) che non vi consiglierei di acquistare…Io, a parte un po’ di frutta secca, non sono mai riuscita a comprare nulla e più ci penso e più non mi capacito di tutte quelle scatolette, ma questo è anche un altro discorso.

Quindi se siete per strada e vi viene una fame tremenda, e con voi non avete le riserve necessarie a coprire tutti i giorni di viaggio – perché magari volate con una compagnia (una a caso) low cost che non vi permette di imbarcare neanche uno spillo in più del consentito – non temete. Entrate in un supermercato appartenente a qualche grande catena (li riconoscerete subito) e dirigetevi nel reparto che preferite: alcuni hanno la zona GF separata, ma sulla maggior parte dei prodotti o c’è la spiga sbarrata o trovate la dicitura sin gluten bella visibile; inoltre su moltissimi prodotti sono indicati tutti gli allergeni e se non c’è la dicitura gluten, direi che potete azzardare l’acquisto tranquillamente.
Io viaggiavo sempre con della frutta secca (oltre chiaramente alla frutta di stagione) e qualche galletta, giusto per tappare la fame improvvisa.
Ma se decidete di sedervi al bancone di un locale per consumare delle tapas la situazione un po’ si complica.
Onestamente, essendo una nostra birra senza glutine prodotta da un’azienda di Barcellona, immaginavo che quasi tutti i locali avessero la cerveza sin gluten, ma non è così: la trovate al super, ma a me non è mai capitato di entrare in un posto e sentirmi dire (chiaramente in spagnolo): “abbiamo la birra anche per te”.
Quindi vino blanco o vino tinto con….
spiega bene che sei celiaco, che non puoi mangiare: PANE (ogni tapa è accompagnata da un pezzo di pane), farina, ma anche niente che possa contenerla, come dadi (avecrem) – e questo vale soprattutto per la paella – salsine varie, e neppure cibi che possono essere stati a contatto col glutine poiché possono essere contaminati.
Questa è stata praticamente la cantilena che mio marito ha fatto per 10 giorni a chi prendeva l’ordinazione!
Se invece non ti fidi del tuo spagnolo puoi sempre stampare la card del viaggiatore celiaco che spiegherà per te tutto quanto!
So che è frustrante, ma se la reazione del cameriere, o del gestore, non ti convince, evita la tapa. Meglio non rischiare, vai di gallette e spera di essere più fortunato al ristorante!

Devo dire la verità in tutta la vacanza non sono mai andata in un ristorante certificato: forse anche perché girando con la mapa turistica non siamo mai stati capaci di trovarne uno al primo colpo e quando sono le dieci di sera, girare a vuoto per trovare proprio quel ristorante è veramente snervante! A Madrid però ho trovato un ristorante con cucina macrobiotica con piatti apta para celiacos. Buono, ma non era certificato, mi sono fidata…
Quindi ho passato quasi 10 giorni (per qualche giorno siamo tornati nella casa dello scorso anno nel mio posto superpreferito e quindi ho cucinato io) a mangiare verdure grigliate, pesce alla griglia (eh sì, non essendo ancora del tutto vegana (ma non so se lo diventerò mai) il pesce l’ho mangiato) e un paio di volte sono riuscita a gustare pure la paella perché cucinata sin avecrem, buonaaaaa!

Povero fegato però! Tra griglia, vino e frutta secca mi sa che un po’ l’ho fatto soffrire…
Devo dire la verità, non pensavo che la mia zuppetta di miso e i miei cereali integrali mi sarebbero mancati così tanto! Da domani (o meglio già da stasera) comincia la disintossicazione, non vedevo l’ora!

Buone vacanze a chi deve ancora farle e buona caldazza a chi abita a Milano.

Ora è ufficiale, sono tornata, domani al lavoro!

PS per Vale P: hai visto che ce l’ho fatta con gli a capo?? Grazie per la dritta!!!!!!!!!!