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è l'ora del tèNon so come sarà questo 2013, ma per ora una cosa è certa:
mio marito dopo più di un anno e mezzo di lavaggio del cervello (e a volte pure di discussioni) si è convinto a eliminare lo zucchero dalla sua alimentazione, o meglio dalla colazione e dai numerosi spuntini quotidiani, perché io non lo uso più da un bel pezzo!
Il patto però prevede che ogni domenica io gli debba preparare biscotti sani per tutta settimana. E così per la seconda domenica, al rientro dalla notte di lavoro, si è ritrovato la casa profumata e carica di biscottini.
Direte voi che sono una rompi scatole.
E’ verissimo, ma se la sua pressione minima è sempre alta una ragione ci sarà: lo zucchero è una di queste ragioni.
Rompo, ma a fin di bene. Vediamo se tra tre mesi mi ringrazierà.
Non voglio entrare nel merito dell’argomento zucchero/pressione, ma chiaramente sono disponibile se qualcuno volesse approfondire.
Quello che però ci tengo a fare – ed è da molto tempo che lo volevo fare – è porre l’attenzione proprio sul malefico zucchero (chiaramente intendo lo zucchero bianco, quella polverina artificiale che viene messa ormai ovunque nell’industria alimentare, non lo zucchero dei carboidrati complessi, quella è un’altra storia).
Se già non lo sapevate, lo zucchero non ci fa bene.
Maccccccome, direte voi: “lo zucchero è benzina per il nostro cervello, come può farci male?
Semmai, se si esagera e se non ci si lava i denti tutti i giorni, ci fa venire qualche caria o, se siamo golosi, magari contribuisce a qualche chiletto in più, ma addirittura dire che fa male…”

Fino a 100 anni fa il consumo di zucchero era praticamente nullo: si è passato da 2,7 kg annui pro capite del 1875 (fonte – Treccani.it) a una media di 26 Kg dei giorni nostri (ultime statistiche).
Non credo proprio che le implicazioni di questo aumento così esponenziale si traducano in qualche caria o qualche chilo in più: da quando siamo venuti al mondo fino a 100 anni fa non l’abbiamo praticamente mai assunto (sempre la polvere bianca, intendo).
Siamo stati bombardati da messaggi pubblicitari sui benefici dello zucchero (se qualcuno se la ricorda negli anni ottanta c’era una pubblicità dallo slogan lo zucchero è pieno di vita: mi vengono i brividi solo a pensaci. Se non l’avete presente cliccate qui, brividi..!) e ci hanno confuso un po’ le idee utilizzando sempre più spesso la parola zucchero come sinonimo di carboidrati (chissà perché, forse perché dà dipendenza e gli interessi di varie multinazionali potevano trarrne beneficio? Chissà, e mi viene in mente una campagna pubblicitaria di quella bevanda – che tutti conosciamo – che confronta lo zucchero contenuto in una lattina con quello della frutta…altri brividi, e che ci dice quanto è bello berla a tavola….ancora più brividi, se non ci credete scaricate qui).
Il risultato? Un macello.
Lo zucchero (e poco importa che sia di canna o integrale) è la prima causa di obesità, è causa di emicranie, ipoglicemie, acne, osteoporosi, allergie, aumenta il rischio di calcoli renali e alla colicisti, aumenta i trigliceridi e abbassa il livello del colesterolo buono – con le dovute conseguenze, e può essere una delle cause di crescita del tumore…Ma l’elenco potrebbe continuare.

Potrei andare avanti a scrivere e scrivere su questo argomento, ma mi fermo qui.
Se volete approfondire vi rimando al link del blog le ricette di salutiamoci che ha pubblicato un lungo articolo ben dettagliato dove troverete la spiegazione di tutto quanto e vi rimando al link di Trashfood invitandovi a osservare le grafiche che riproducono il consumo medio di zucchero per persona (si riferiscono agli USA ma noi, se non invertiamo la rotta, siamo già su quella strada…): fanno un po’ paura.
E se proprio proprio volete togliervi gli ultimi dubbi vi consiglio di leggere  Sugarblues: il mal di zucchero, Wiliam Dufty, Macro Edizioni 2005.
Mio marito lo sta leggendo e ha riportato indietro una confezione di creackers quando si è accorto che contenevano zucchero. Queste sono soddisfazioni!

Quindi se li è proprio meritati questi bei biscottini.

Ecco gli ingredinti:

150 gr farina di riso integrale* (non specifico mai le marche perché in genere le macino io le farine, ma questa volta ho usato quella della baule volante, spiga sbarrata);
100 gr farina Werz spiga sbarrata (ma potete usare anche solo quella di riso. Nella Werz c’è in più miglio e grano saraceno)
130 gr di malto 100% riso (mi raccomando solo malto, non sciroppo e che sia 100% riso. E se il vostro palato è molto dolce, allora aumentatelo a 160 gr)
100 ml di latte di riso
75 gr di semi tritati* (io ho tritato mandorle e semi di girasole, ma vanno benissimo le nocciole, i pinoli o quello che avete!)
50 ml di olio di semi di mais bio
Scorza grattugiata di un’arancia bio
Succo dell’arancia (quindi in tutto un arancia)
9 gr di cremortartaro
un pizzico di vaniglia in polvere
Un pizzico di sale

Ho unito tutti gli ingredienti secchi (farina, semi tritati, lievito, scorza arancia, sale, vaniglia) e li ho mescolati per bene.
Nel bicchiere del frullatore a immersione ho versato tutti i liquidi (latte di riso, malto, succo d’arancia, olio) e ho miscelato il tutto.
Ho aggiunto il liquido al secco e ho impastato per bene (non io ma il fedele aiuto in cucina, che stavo trascurando da un po’).
Il composto viene morbido, come una densa pastella.

L’ho messo nella sacca da pasticcere (non ho avvitato nessun beccuccio, ma ho utilizzato il buco dove si dovrebbero avvitare i dosatori (vabé, non sono pasticciera e non conosco i termini tecnici, ma spero abbiate capito) e ho fatto dei dischetti abbastanza piatti (alla fine i biscotti sono da puciare nel tè!)
Vengono quasi due teglie (i biscotti li ho distanziati un po’ l’uno dall’altro).
E ho infornato per 15 minuti a forno caldo a 180°
Teneteli d’occhio…basta un attimo e zac, bruciacchiati!

Sarò di parte, ma sono buoni.
Niente latte, niente uova e NIENTE ZUCCHERO!!

Con queste dosi, se siete onesti, vi dureranno tre giorni, per la settimana raddoppiate le dosi, o inventatevi qualche variante.
Io la seconda infornata l’ho fatta con zenzero e cannella utilizzando il succo di mela al posto del latte di riso, e senza la farina di mandorle e semi di girasole.

Come vedete si possono fare dolci senza zucchero!
Le alternative ci sono, provare a fare tre mesi senza.
So che è un bel sacrificio, ma non vi è bastato l’elenco snocciolato qui sopra per farvi venire voglia di ridurlo drasticamente? Vedrete che vi sentirete meglio, anche se magari pensate di non avere particolari acciacchi…

Il malto è una buona alternativa, ma attenzione: per i celiaci deve essere quello 100% di riso o di mais.
Anche il succo di mela può essere utilizzato, o l’uvetta…
Come sempre la natura ci offre valide alternative, perché non sfruttarle preferendola a una polvere chimica, che dà assuefazione e mina la nostra salute presente e/o futura?
E se lo zucchero fa così male a noi adulti, immaginate ai bambini.
Occhio alle merendine, alle bevande zuccherate, al té freddo d’estate che magari ha pure meno teina  ma ha anche edulcoranti per farvi sentire meno in colpa, etcetcetc

Spero di non avervi tediato troppo, ma ci tengo al vostro buonEssere!

ps: considerando che il 90% dei prodotti industriali contiene zucchero….mi raccomando, occhio al carrello della spesa d’ora in poi!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.