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Hamburger vegan e glutenfree - feelfreeglutenfreeE’ primavera, è tempo che esca dal mio letargo, l’ultimo post è proprio datato!!!
Ma è stato un letargo tutt’altro che riposante, anzi.
Per la mia salute, forse, avrei proprio fatto bene a imitare tutte quelle “bestioline” che si rintanano in attesa della bella stagione.
Ma se avessi fatto così, la mia “esperienza” nel mondo, non sarebbe evoluta.
E, evolvermi, è la cosa che in questo momento mi preme di più: ma indubbiamente è faticosoooo!
No, non ho viaggiato.
Tre quarti del tempo sempre in ufficio l’ho trascorso, ma grazie a ore di sonno perse e a weekend intensi di approfondimento, sono riuscita a fare i miei primi passi verso il mondo che vorrei.
La strada è ancora luuuuunghissima, ma una cosa l’ho capita.
Ho capito che per me la via d’uscita da questa crisi (non solo economica, ma anche di valori), che sembra non volerci abbandonare, non è il rilancio a tutti i costi dell’economia e dei consumi.
Non so a voi, ma a me dispiace non poter essere libera di poter disporre del mio tempo, perché per poter pagare mutuo, bollette, cibo, e tutte le cose che consumo, devo necessariamente lavorare almeno 8 ore al giorno.
Mi sento in trappola.
Lo so, ve l’ho già detto, ma ora sto iniziando ad agire e non solo a lamentarmi!!
Certo, sono privilegiata rispetto a tanti che un lavoro non l’hanno e che faticano ad arrivare a fine mese, ma pensare che la nostra vita è così strettamente legata al dover lavorare per guadagnare soldi che spendiamo per lo più in oggetti superflu, e, che per fare questo, sacrifichiamo tante cose importanti di cui probabilmente non ce ne rendiamo conto, mi rende molto inquieta.

E allora, nel mio piccolissimo, sto cominciando un lento, leeentissimo cammino verso quella che viene definita decrescita felice. Ho deciso di farlo per me, per provare a dare un senso alla mia presenza su questo pianeta.
Utopia? Può essere, ma io confido fermamente che un altro modo di vivere sia possibile!

Ma ora, bando alle ciance: è o non è 1l 100% Gluten Free (fri)Day?
Questa la ricetta che ho pensato di dedicare alla giornata di oggi, per restare proprio in tema “decrescita”.
E’ primavera e il nostro corpo ha bisogno di alleggerirsi, abbiamo già passato assieme qualche altra primavera e se volete approfondire qui e qui e qui, trovate gli altri post in tema con la stagione.
Alleggerirsi significa ridurre il consumo di prodotti animali (fa bene a noi e al pianeta), privilegiare cotture più veloci, aiutare il fegato a compiere il suo mestiere aumentando il consumo di fresche verdure a foglie verde: la clorofilla è un toccasana per questo nostro preziosissimo organo.
Nella medicina cinese il fegato è considerato il Generale del nostro corpo.
Purifica il sangue e fa in modo che non gli manchino riserve di ferro e di altre sostanze necessarie alla nostra salute: distribuisce energia al corpo.
Va da sé che più lo trattiamo bene più gli facilitiamo tutti questi compiti e più noi ne guadagnamo in salute, anche emotiva!
Quindi pochissimi grassi animali (meglio ancora fare un’astinenza di 40 giorni per permettere una bella pulizia di primavera), pochissimissimo fritto, ma anche poca cottura al forno ad alte temperature, perché una cottura così intensa blocca l’energia ascendente del fegato.
Taaanti germogli, alghe, tante insalate e magari anche dei centrifugati verdi, sempre senza esagerare, mantenendo la dieta bilanciata.

Eccola, eccola, la ricetta.
E’ stata pubblicata su A Tavola del mese di febbraio, ma credo sia perfetta anche ora, magari con qualche accorgimento:

Ingredienti:

50 g soia nera – 50 g azuki – alga kombu – 1 carota – 1/2 porro – 2 cucchiai di pinoli – 40 g grano saraceno riso integrale – sale q.b – (farina di grano saraceno* fac. o di riso*) – insalatina stagionale (senape, nasturzio, mizuna)
Se la famiglia è più numerosa le dosi possono essere raddoppiate!!

Ho pulito la soia nera e gli azuki con uno straccio umido per eliminare eventuali residui di polvere e li ho messi in ammollo per 12 ore con un pezzettino di alga kombu.
Quindi li ho cotti nella pentola a pressione con parte della loro acqua di ammollo per circa 50 minuti (la soia resta un po’ più dura, gli azuki cuociono in molto meno tempo, ma visto che si trasformeranno in hamburger va bene se si spappolano un po’).

L’acqua deve essere regolata in modo che venga assorbita durante la cottura.

Nel frattempo ho fatto cuocere il riso integrale (circa 45 minuti). Sembra un tempo infinito, ma entrambe le cotture fanno da sole, quindi il tempo può essere investito per altro!!!

Quando tutte è cotto, ho frullato porro e carote, aggiunto i legumi ben scolati e con l’aiuto di un frullatore a immersione ho sminuzzato grossolanamente il tutto.
Si ottiene un impasto appiccicoso.
Ho fatto tostare leggermente pinoli che ho tritato e infine aggiunto al resto.

Quindi ho completato l’imposto col riso integrale, volendo lo si può mettere anche prima e poi frullare assieme al resto.
Se il composto è ancora molto umido si può aggiungere un cucchiaio di farina di riso finissima.

Ho scaldato una piastra spennellata con dell’olio di sesamo e, quando si è scaldata ho appoggiato un coppapasta del diametro di 7 cm e l’ho riempilo con l’impasto lasciando uno spessore di circa 1 cm.
Appena la parte a contatto con la piastra si è cotta ho levato il coppapasta e ho girato l’hamburger (3-4 minuti per lato sono sufficienti.

Per bilanciare queste lunghe cotture ho preparato una bella insalatona con tutte le verdurine che ho trovato nell’orto e le ho gustate fresche appena raccolte!

E con questa ricettina, che dedico alla MBF, e un po’ rielaborata rispetto all’originale (ma il bello è questo, modificare la propria alimentazione seguendo il ritmo delle stagioni), partecipo al 100% GFFD per festeggiare anche la nascita della nostra Associazione.
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Venite a trovarci!!!

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

100%GFFD pasta primaveraSono in ritardissimoooo per l’appuntamento di oggi, ma ce la devo fare!
Se non altro per lasciarvi una ricetta veloce veloce ottima per Pasquetta nel caso vi foste abbuffati un po’ troppo a Pasqua.
Se avete seguito le scorse ricette l’avrete capito che per questo mese bisogna prendersi molta cura del nostro fegato e della nostra cistifellea, giusto?
Ecco, tutte queste erbette verdi cariche cariche di clorofilla sono proprio un toccasana!
Eh sì, il verde è il colore abbinato a questi organi e tutto ciò che è verde è il benvenuto nei nostri piatti.
Tra i legumi i piselli sono i preferiti,  e visto che i grassi animali non vanno molto d’accordo con fegato e cistifellea, approfittate dei pisellini novelli (non quelli surgelati, mi raccomando!). Sgranarli in compagnia mette sempre allegria!!
E come aperitivo vi consiglio un bel brodo di clorofilla, anche questo aiuterà molto, soprattutto se soffrite di gonfiore allo stomaco.
Come prepararlo? Sempolicissimo.

Fate bollire una tazza d’acqua e aggiungete per 1 o 2 minuti al massimo qualsiasi foglia verde che avete a portata di mano con un piiiizzichino di sale.Filtrate e bevete prima di cena.
Provate per 10 giorni e poi mi direte!!
La ricetta di oggi invece è stata ideata per il menù di Pasquetta e la potete ancora trovare in edicola su A Tavola di aprile, assieme a tante altre, tutte dedicate a voi dalle Gluten FreeTtravel & Living girls!
lo sapete che siete sempre nei nostri pensieri e ogni occasione è buona per potervi intrattenere con ricette semplici e veloci che non vi fanno mai sentire la mancanza del fastidioso glutine!

Credo sia perfetta per questo venerdì sglutinato (che è anche Venerdì Santo).
100%Gluten Free (fri)Day
Da oggi abbiamo ideato un nuovo modo per raccogliere le ricette del 100%GFFD. Andate a leggere qui i dettagli!

E ora veniamo alla ricetta.

Ingredienti:

Pasta certificata senza glutine: scegliete sempre quelle senza emulsionanti e biologiche;
erbette aromatiche a volontà (erba cipollina, timo, finocchietto selvatico);
fiori di zucca;
Olio evtravergine di oliva;
sale

Ho messo l’acqua per la pasta a bollire e nel frattempo ho sminuzzato le erbe aromatiche, ho pulito i fiori di zucca e ho tagliato i petali a striscioline.
Raggiunto il bollore ho salato l’acqua e ho buttato la pasta cuocendola al dente.
Quindi l’ho scolata in una terrina e ho aggiunto le erbe aromatiche condendo il tutto con un filo di ottimo olio extravergine.
Se volete potete arricchirla aggiungendo semi di papavero o di girasole leggermente tostati.
Un’aroma e un profumo che riempiono la casa di primavera!
E se poi le erbette sono pure quelle del vostro terrazzo, ancora meglio!!!

Che aggiungere se non: Buona Pasqua e Pasquetta a tutti?

 

crostata di primavera 100% GFFD È passata un’altra settimana, una settimana emotivamente complicata e difficile da elaborare:
una storia lunga 100 anni si è interrotta e tante storie, all’improvviso, hanno subito uno grande scombussolamento.
La “crisi” continua a fare vittime e non fa davvero sconti a nessuno…

Ma mi rifiuto di accettare che non ci siano prospettive, che non sia possibile cambiare questo mondo che ormai non è più sotto controllo.
Come è possibile che le nostre esistenze dipendano così tanto da un posto di lavoro?
Quando ci penso mi sento quasi in trappola.
Ultimamente vivo quasi come una violenza il fatto di non poter disporre del mio tempo liberamente, perché costretta a timbrare un cartellino, ma poi, vedere che lo stesso cartellino è stato tolto a un collega….
Ma come fare a riappropriarsi della propria esistenza? Quale è la formula giusta? Possibile che non esista?
Non voglio arrendermi e voglio sperare che un giorno qualcuno la trovi e la faccia conoscere anche a me, perché io, pur continuando ad arrovellarmi, ancora non ci sono riuscita, e sì che mi reputo un’intelligentona!!!!
Per ora mi sono ritagliata, in un prato, un posticino di 49 mtq che mi sta dando l’illusione di avere una via di fuga, mah, chissà se sarà terapeutico…
State certi, che lo scoprirete presto, perché vi tedierò sicuramente con i progressi dell’orto, appena lo avvierò…
Forse la formula la troverò davvero tra un sovescio, una pacciamatura e una consociazione….

E comunque sia oggi è venerdì ed è tempo del 100% Gluten Free friday.

100%Gluten Free (fri)Day

La ricetta di oggi la potrete trovare anche sul bellissimo pdf che potete scaricare proprio qui. Andate a dargli un’occhiata se ancora non l’avete fatto.

Ingredienti:
Per la frolla
200 g di farina di riso integrale*;
100 g di mandorle tritate;
50 ml di olio extra vergine di oliva leggero;
2 cucchiai di malto di riso*;
scorza di mezzo limone;
estratto di vaniglia q.b.;
1 pizzico di sale;
acqua q.b.

Per la crema
200 g di fave fresche private della buccia;
150 ml di latte di mandorle senza zucchero*;
2 cucchiai di malto di riso*;
1/2 stecca di vaniglia;
1 pizzico di sale;
3 g agar agar.

Per la decorazione
30 g cioccolato fondente 80%*;
2 cucchiai di cioccolato amaro in polvere*;
100 ml latte di mandorle senza zucchero*;
1 cucchiaio di malto di riso*;
1 cucchiaio di amido di riso*.

Ho acceso il forno a 170°C, e nell’attesa che si scaldasse ho preparato la frolla unendo la farina alle mandorle tritate.
Ho mescolare per bene, quindi ho aggiunto il pizzico di sale, la scorza di limone, l’estratto di vaniglia e l’olio.
Ho Impastato aggiungendo pochissima acqua ottenendo un impasto compatto.
Ho fatto la palla che ho avvolto nella pellicola e ho lasciato riposare per qualche minuto in frigorifero.

Quindi ho foderato con carta forno una tortiera dal diametro di 20 cm, ho steso la frolla con l’aiuto di un matterello facendo un cerchio di circa 23 cm di diametro, e ho foderato la tortiera.
Ho bucherellato la base della frolla e ho cotto in forno per circa 15-20 minuti.

Intanto che il forno era all’opera ho cotto le fave nel latte di mandorle assieme all’agar agar e alla vaniglia a fuoco basso fino a quando non si sono ammorbidite, quindi ho aggiunto un po‘ di malto di riso e, dopo aver eliminato la vaniglia, ho frullato col frullatore a immersione.
Sento ancora il profuminoooo

Ho sfornato la frolla, e quando si è raffreddata ho versato la crema.

In un pentolino a parte ho fatto cuocere a bagnomaria il cioccolato nel latte di mandorla. Quando si è sciolto ho aggiunto il cacao in polvere, l’amido di riso e il malto. Ho messo tutto in un pentolino e ho completato la cottura ottenendo una crema soda.

L’ho fatta raffreddare e con l’aiuto di una sac à poche ho decorato la crostata.

Se volete darle un tocco in più potete cospargerla anche con della granella di pistacchi salati. Buonissimo contrasto!

E come al solito mio marito ha gradito, nonostante fosse senza zucchero!!! (e soprattutto nonostante contenesse della verdura verde, che non è propriamente la sua preferita!!!).

Fave e mandorle sono un accostamento molto piacevole.
Sapori diversi che però creano armonia. E il cioccolato rende il tutto ancora più goloso!

Se l’accostamento vi incuriosisce provatelo con le fave fresche appena sgranate.
Ora le troverete in abbondanza!!
E se poi volete farvi pure il latte di mandorle in casa, sarà ancora meglio!
Cercate mandorle bio, e preferite quelle con la buccia.
Una sbollentata per qualche secondo faciliterà la sbucciatura, e il latte che ricaverete frullandole nell’acqua sarà ancora più gustoso.
In questo caso utilizzate magari un po’ più di malto.

Con questa ricetta ho deciso di partecipare al contest di Stefania PER UN PUGNO DI MANDORLE.

per un pugno di mandorle
Immagino non ci sia bisogno di presentarvi la FornoStar più famosa della rete!!
E se vi siete persi il suo contest, niente paura, avete tutto il mese di aprile per rimediare!!!!
E se decidete di partecipare, magari fatelo al venerdì, così prendete due piccioni con una fava (è proprio il caso mio, ihihihihi): le ricette del contest devono essere senza glutine!

Spero passiate un fine settimana sereno e forse, se cominciassimo tutti a credere che le cose potranno davvero migliorare, magari accelereremmo il cambiamento!
Se non sapete da dove cominciare partite proprio dalla tavola: provate a dare più spazio alla natura e a seguire il suo ritmo, vi darà conforto, energia e sostegno, almeno per me è stato così.

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili. 

 

 


zuppetta con ortiche
Ma non era forse primavera?
Qui a Milano forse forse ci ha ripensato un attimo, ma sono sicura che presto esploderà con tutta la sua energia: io la aspetto con pazienza, ancora avvolta nella mia sciarpetta, ma intanto comincio ad assaporare le nuove verdurine che spuntano sulle bancarelle bio.

Ieri sera ho preparato una supermega zuppa del riciclo alla quale ho aggiunto un bel pizzico di primavera, che mi ha sfamata in un men che non si dica.
Il trucco per risparmiare tempo?
Unire vari avanzi, per creare qualcosa di nuovo.
Ve lo avevo detto, no, che la parola d’ordine in questo periodo sarebbe stata SINERGIA?
Ecco, anche con questa ricetta ho cercato di creare sinergia tra gli ingredienti, per assicurare al piatto equilibrio e novità.
E così i cannellini, che erano sul terrazzo da due giorni chiusi nella pentola a pressione (visto che ancora fa freschino, il frigorifero è vuoto!) sono diventati la base della zuppa.
Amorevoli resti di riso rosso bollito, uniti a una cucchiaiata di “couscous” di quinoa, amaranto e miglio del giorno prima sono stati affogati nella crema di fagioli.
E poi?
È comunque primavera, quindi non poteva mancare un tocco di freschezza, un tocco di verde, il colore abbinato all’energia Legno, energia che domina questa stagione, e che sostiene fegato e cistifellea: un buonissimo pesto fatto con asparagi appena scottati, cime di rapa sbollentate e ortiche, pinoli, mandorle, un pomodorino secco.
Buone le ortiche. Piacciono tantissimo al mio fegato, e anche a me!!!
Erano tantissimimissimi anni che non le mangiavo e quando, settimana scorsa, le ho viste sulla bancarella del mercatino biologico non ho potuto resistere! Ne ho comprate 1 kg!
Durano tantissimo, quindi ho tutto il tempo per dosarle a puntino.
C’è bisogno di leggerezza in questo periodo.
A La Sana Gola è cominciata la quaresima: 10 giorni (massimo un mese) senza tutti quegli alimenti che disturbano per l’appunto fegato e cistifellea, quindi niente olio e prodotti animali per evitare di sovraffaticare il fegato durante il suo lavoro di pulizia del sangue;
niente prodotti da forno, perché questo tipo di cottura sopprime l’energia ascendente che dovrebbe scorrere in questo organo:
il secco e il duro crea contrazione, e quindi un blocco energetico che può creare rigidità ai muscoli, ai tendini, oppure può provocare mal di testa, nervosismo, e anche un po’ di aggressività!
In compenso via libera a tutto ciò che è verde!
Germogli, foglie di ogni genere, che contengono taaanta clorofilla, sono un toccasana.
Cereali integrali in chicco, perché è dal chicco che si ottiene la massima forza vitale, alghe per fare il pieno di sali minerali, legumi (piselli, fave in particolare) per assicurarsi le proteine necessarie!
Provate, magari anche solo per 3 giorni, e vedrete come dormirete meglio e come al mattino vi sentirete più attivi!

E questo gustoso piatto è proprio perfetto anche per il 100% Gluten Free (fri)Day!
Qui trovate il regolamento per partecipare, e qui trovate il link dove lasciare la vostra ricetta di oggi!!!

100%Gluten Free (fri)Day

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È propio così, è arrivata la primavera!!!
E quest’anno, come non mai,  la aspettavo proprio con trepidazione.
Perché?
Perché finalmente ho il mio orticello! Il così detto ORTO IN CITTA’. Grazie a un’iniziativa della Cooperativa Labriola di Milano e dei ragazzi di MAQUIS: una vera forza della natura!!!
L’ho chiamato bORTOlo, e proprio oggi pomeriggio verrà inaugurato assieme ad altri 8 orticelli.
Rimarrà incolto ancora per qualche settimana, perché a bORTOlo ci tengo un sacco e prima di coltivarlo voglio imparare a farlo nel modo che sento più giusto.
In questi ultimi mesi ho veramente capito che la parola chiave che guiderà la mia esistenza d’ora in avanti sarà SINERGIA!
Senza sinergia non si va molto lontani.
Per questo il mio orto sarà un orto sinergico, dove ogni pianta che deciderò di seminare, oltre a nascere da un seme antico, lavorerà in sinergia con le altre piante, per proteggersi e aiutarsi a crescere forti e sane, senza bisogno di alcun (o quasi) intervento. Sembra una magia, ma in realtà semplicemente è la natura!E senza sinergia non sarebbe neppure mai nato quel meraviglioso progetto che si chiama Gluten Free Travel&Living.
Dico meraviglioso perché, esattamente come accadrà con le mie piantine, si è sviluppato ed è cresciuto grazie alla sinergia tra tante sglutinate  che volevano tutte far qualcosa in più, ma che da sole difficilmente avrebbero potuto farlo.
Unendosi, hanno trovato una forza, un sostegno e un nutrimento che giorno dopo giorno cresce esponenzialmente rendendole sempre più un tutt’uno, pur mantenendo ciascuna la propria identità ben definita.
E credetemi, non è semplice retorica!E quale momento migliore quindi per decidere di festeggiarci se non in occasione della primavera?
Esattamente come succede nella terra durante l’inverno, mentre al di fuori tutto sembra immobile e immutato, all’interno, in realtà, tutto si muove per potersi preparare a una nuova “rinascita”.
E così settimana dopo settimana, come delle formichine operose e silenziose noi Gluten Free Travel&Living girls (and boy) abbiamo lavorato a un nuovo progetto che ha buttato la sua prima gemma proprio oggi!!
“E oggi che è iniziata la primavera vi invitiamo ad andare a festeggiarla nella nuova casa di Gluten Free Travel&Living.

Celebreremo insieme la stagione più romantica dell’anno in un nuovo spazio più grande e più soleggiato per potervi accogliere tutti e meglio.

Sì, perché, e non ce lo aspettavamo neanche noi, la nostra casetta, costruita solo 9 mesi fa, è diventata piccolina piccolina, dato che siete venuti in tantissimi a farci visita.

Siete arrivati curiosando tra le ricette, alla ricerca di un ristorante o per trovare un modo sereno di viaggiare; siete stati curiosi di conoscere cosa siano gli additivi, e ci avete seguito tra diete e mode alimentari.
Avete apprezzato le nostre interviste e i racconti di chi ha condiviso la sua esperienza di viaggio, o di insegnamento tra fornelli sglutinati; avete letto i nostri pdf e visualizzato le nostre video-ricette.
E i tantissimi, che con il senza glutine non hanno ancora dimestichezza, hanno potuto trovare suggerimenti per come organizzare un Natale per tutti, come gestire una dispensa e come evitare le contaminazioni.
Ogni venerdì festeggiate con noi il 100% Gluten Free friday con piatti speciali pieni di cura e attenzione.
Ed è quindi per tutti voi che da oggi abbiamo traslocato in una casa più spaziosa e luminosa che vi invitiamo a visitare anche tutti i giorni perché  abbiamo in mente una marea di progetti e iniziative da far crescere anche assieme a voi: vi informeremo, vi faremo divertire, sognare e mangiare benone…

E adesso possiamo offrirvi una fetta di torta appena sfornata dalla redazione di Gluten Free Travel & Living?”.

primavera crostata Lo sentite il profumino?? Se lo seguite per bene arriverete direttamente in salotto dove troverete un buffet di crostate dolci e salate preparate solo per voi per festeggiare la primavera, la nuova casa e il primo 100% Gluten Free (fri)Day della nuova stagione!!!
….non ci credete? Provate a cliccare su questa copertina….
Gluten Free Travel&Living _Frolle e Follie

#100% GFFD riso radicioso (1 di 1)La primavera sta arrivando, ma io sono ancora in loop radici.
E quando l’altra sera, mentre guardavo La Grande Bellezza, ho sentito queste parole, ho potuto solo pensare: “è proprio così, peccato che non tutti se ne rendono ancora conto”.
Queste parole sono proprio “una gran bella verità” (oggi è il giorno delle citazioni, scusate!) e mi continuano a echeggiare nelle orecchie.

Le radici sono strong. Ci tengono ancorati a terra. Al contrario dell’alcool, delle droghe, per esempio, (ma non solo) che invece ci fanno sentire più leggeri rendendoci quasi evanescenti e, in un momento in cui la realtà è forse meglio ignorarla, sono indubbiamente più attraenti: Sorrentino ce l’ha fatto vedere bene, ed è proprio per questo che secondo me ci siamo dimenticati delle radici

Due alimenti all’opposto tra loro: ancora una volta yin e yang! O meglio yang e yin. La bussola che continua a guidarmi quando preparo da mangiare, e non solo.

Se non avete mai pensato che le caratteristiche di un alimento possano influenzare la nostra salute e, alla lunga, le nostre emozioni, i nostri atteggiamenti e comportamenti, mi auguro che vi possa venir voglia di farlo magari dopo questa mia riflessione.
Sicuramente l’avrò già detto mille volte, sicuramente lo avrete sentito dire infinite volte, ma alla fine, noi, siamo soprattutto (non solo, sia chiaro) quello che mangiamo.
E io, più te, più lui, più loro, più voi, non formiamo forse una comunità, una società? Non credo quindi che sia possibile ignorare che questa società non sia condizionata anche da quello che ogni giorno mettiamo in tavola e che ci trasforma in quello che siamo!
Magari qualcuno penserà che stia delirando, ma vi assicuro che ieri sera ho mangiato radici (sedano rapa per la precisione!!) e non ho bevuto neppure un bicchiere di vino: ho i piedi ben piantati a terra!!! – Quindi pensate un po’ a cosa accadrebbe se si iniziasse a rimettere in tavola qualche radice in più…
Non vi ho ancora convinto, vero?
Quello che posso proporvi è di provare!
Provate magari per un mesetto – e questo è proprio il periodo pefretto per farlo – a eliminare tutti gli estremi dalla vostra dieta. E per estremi intendo tutti quegli alimenti energeticamente più squilibrati verso una troppa espansione o una troppa contrazione, quindi alcool, zucchero, frutta tropicale da un lato, e prodotti animali (particolarmente carne) e prodotti da forno dall’altro lato, e vedrete quanti cambiamenti noterete, sia fisici, sia mentali!

Ci stiamo avvicinando alla primavera, il fegato ha bisogno di leggerezza per potersi esprimere al meglio e se il vostro fegato è felice, felici sarete pure voi: meno cervicali, meno mal di testa, meno rigidità alle articolazioni, meno gonfiore di pancia, ma anche meno nervosismo e rabbia!
Ma cosa mangiare allora?
Taaaaanta verdura e ancora di più a foglia verde (ma meno spinaci e bietole che contengono molto acido ossalico e i vostri reni potrebbero risentirne), taaanti germogli, cereali integrali sglutinati (l’ideale sarebbero avena e orzo, ma ahimé a noi son banditi, quindi possiamo dirottare tranquillamente su miglio, quinoa, riso, amaranto e perché no, pure teff).
Le alghe vanno benissimo (se non soffrite di ipertiroidismo grave) e sono utilissime per eliminare tossine che sovraffaticano il fegato e per fare scorta di sali minerali. I legumi, certamente non possono mancare, e un po’ di frutta di stagione, completerà la vostra tavola.
Vedrete quanti benefici avrete!

E per celebrare ancora queste radici da oscar, vi lascio l’ultima ricetta radiciosa che ho pubblicato nel mese di novembre su A Tavola. Se per caso vi siete perse le altre le potete vedere qui, qui, qui e qui!

E la dedico al bellissimo contest di Acqua e Menta che sta quai per scadere…ma se vi ho fatto venire voglia di cucinare una radicetta fate a tempo a partecipare pure voi!!!!
Qui il regolamento!
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Ingredienti

350 g di riso integrale per risotti;
200 g di bardana fresca (che potete trovare nei prati, ma armatevi di pala perché è un’impresa sradicarla);
100 g di porro;
10 ml olio extra vergine di oliva;
800 ml acqua;
sale q.b;
1 cucchiaio di liquirizia in polvere

Ho risciacqua accuratamente il riso, ho pulito benissimo la bardana sotto l’acqua corrente per rimuovere tutta la terra con la mia spazzolina di cocco pulisci verdure e l’ho tagliata alla brunoise. Quindi ho tritato il porro
Ho preparato un soffritto con l’olio e il porro, ho aggiunto il riso e la bardana e ho fatto tostare per qualche minuto.
Ho quindi aggiunto l’acqua, pari a poco più del doppio del volume del riso, ho salto leggermente e ho fatto cuocere con il coperchio per circa 45-50 minuti.
L’acqua si assorbirà tutta. Lasciando il riso morbido…
Ho impiattato e prima di servire, ho cosparso  il riso con un’altra radice: la liquirizia.
BUONISSIMO!!!!

Non sapete cosa sia la bardana?
Impossibile!
Chi non ha mai giocato con i suoi fiori?? Quelli che si appiccicano sui vestiti e tra i capelli….

bardanas
E ora buon 100% Gluten Free (fri)Day a tutti!!!!!

100%Gluten Free (fri)Day
E se non avete idee per la cena di questa sera, sono sicura che troverete qualcosa che fa al caso vostro tra le oltre 400 ricette tutte sglutinate, andate a curiosare, c’è veramente l’imbarazzo della scelta!!!!!!

Gnocchi di fave e miglio

Giovedì scorso mi sono trovata con alcune neo mamme e abbiamo chiacchierato di alimentazione della mamma, del bambino e della famiglia!
E’ stata proprio una bella serata e spero che qualche seme attecchirà: sono fiduciosa!
Se siete curiosi, qui trovate i dettagli dell’incontro che si è svolto presso l’associazione Mamma Canguro.
Sono convinta che se si cominciasse a vedere all’alimentazione non solo come a un piacere (che comunque continuerà a essere soddisfatto) ma come a un’opportunità per la nostra salute e per quella della famiglia molte cose migliorerebbero, dentro e fuori casa!
E visto che una delle preoccupazioni che ho più riscontrato è quella che riguarda la possibile reazione dei papà a un cambiamento di alimentazione così importante, mi sento di dare questo consiglio a tutti quelli che vogliono provare a modificare le loro abitudini.
Approfittate del 100% vegetal monday e fatevi ispirare dalle squisite ricette che troverete nel blog de La Cucina della Capra. Poi scegliete un giorno alla settimana per cucinare senza prodotti animali e vedete come va.
Non necessariamente dovete dichiarare che in tavola quel giorno ci saranno solo pietanze vegetali, soprattutto se sapete che questo potrebbe creare tensioni.
E scommetto che i vostri commensali neppure se ne accorgeranno!
Per esempio, chi potrebbe non gradire questi gnocchi?
Sono veramente buoni!
E se avete dei bimbi che a tavola fanno un po’ di capricci quando vedono delle “cose verdi” nel piatto (io ho un marito che ogni tanto li fa), coinvolgeteli nella preparazione degli gnocchi.
Sono sicura che saranno così orgogliosi di avervi aiutato che vi chiederanno il bis e a questo punto anche il papà sarà ben contento di dare soddisfazione ai suoi bimbi!

Ingredienti per tre persone:
1,5 Kg di fave bio (compresi i bacelli) circa
100 gr di farina di miglio*
30 gr farina werz
un pizzico di sale
olio EVO
cipolla
insalata

Ho sgranato le fave e ho cotto a vapore i bacelli privati dei filamenti più coriacei.
Ho quindi sbollentato le fave per facilitare l’eliminazione della buccia, e ho frullato i bacelli cotti con il frullatore a immersione, dopo averli asciugati per bene, assieme a 200 gr di fave (le restanti le ho usate per il condimento, altre sono avanzate..).
Quindi ho preso 100 gr di miglio e l’ho macinato (se non avete il macinino e dovete acquistarla e siete celiaci, sensibili al glutine o dovete cucinare per un celiaco fate attenzione all’etichetta: non deve contenere tracce di glutine!).
Ho unito la farina di miglio alla crema di bacelli e fave e ho impastato aggiungendo un po’ di farina werz (se non siete celiaci, etc, potete aggiungere un po’ di farina glutinosa, possibilmente integrale!).

A questo punto ho proseguito facendo gli gnocchi: un po’ di impasto per volta su una spianatoia leggermente infarinata e via…
Troppo simpatici, no???
gnocchi e fave

Per cuocerli come sempre: acqua bollente leggermente salata e dopo qualche minuto – la farina deve cuocere un po’ – li scolate.
Una precisazione prima di passare al condimento:
il miglio assorbe molto l’umidità. Con solo farina di miglio otterrete degli gnocchi belli duretti.
Se li preferite più morbidi sostituite il miglio con farina di riso (o mischiatele).

E ora veniamo al condimento:
ho fatto un soffritto con un po’ d’olio EVO e la cipolla e ho fatto appassire dell’insalata: quella che più vi piace va benissimo!
Un pizzico di sale e ho frullato tutto, ho quindi aggiunto le fave intere e con questa salsa ho condito gli gnocchi.
Che dire? Buoni, buonissimi!

E le patate?????
Se vi state domandando perché non ho usato le patate la risposta è questa: non mi stanno molto simpatiche e se ne può fare a meno anche nella preparazione degli gnocchi!
Lo so che penserete che sono esagerata, ma cosa possono mai avere le patate per suscitare la mia antipatia?
Diciamo che le patate hanno alcune qualità, ma che non sono adatte – nonostante  nelle nostre case non mancano mai – a un utilizzo frequente.
In genere ci viene consigliato di mangiare patate oppure pane e pasta (quindi come sostitute dei cereali) perché sono ricche di amido come i cereali e mangiare entrambi nello stesso pasto è un po’ troppo.
Hanno però un’energia troppo espansiva (perché la loro origine proviene da fasce climatiche tropicali).
Rispetto ai cereali integrali, che sono frutto e seme allo stesso tempo, sono prive di vitalità e non sono equilibrate soprattutto nel rapporto sodio/potassio (troppo potassio rispetto al sodio).
Inoltre se germogliano o non sono conservate correttamente sono proprio nocive perché appartengono alla famiglia delle solanacee (come pomodori, melanzane, peperoni) e contengono solanina.

Non voglio allarmare nessuno, ci mancherebbe. Ma se per alcuni alimenti un consumo abituale è raccomandabile per altri lo è un po‘ meno.

Cosa può provocare l’assunzione di solanina? Può infiammare e provocare artrite,  malattie coronariche, calcoli renali, e può influire anche sulla pressione.
Può rimuovere calcio dalle ossa, portando all’osteoporosi. Il calcio prelevato può andare a depositarsi sulle arterie, nei reni, nelle articolazioni provocando per l’appunto i problemi appena accennati compresa artrite reumatoide.
Insomma, forse vale la pena diminuirne il consumo, che dite? Soprattutto se soffrite di osteoporosi, di artrite e calcoli renali.
Anche il tabacco appartiene alla famiglia delle solanacee e questo la dice lunga…
Se volete approfondire consiglio di leggere Cibo e guarigione, Annemarie Colbin, Macro Edizioni, Cesena 1995, pp178-181, e questo post qui.

Direi che a questo punto non mi resta che augurarvi un buon inizio settimana!

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Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.