Rimettersi in forma, naturalmente

E’ da un po’ che sto meditando di scrivere questo post, e avvicinandosi la bella stagione ho pensato che fosse questo il momento giusto. Spero possa uscire qualcosa di utile, o meglio qualcosa che possa far almeno riflettere e magari mettere in discussione alcuni schemi alimentari che derivano da una distorta consuetudine alla quale sembra orma che siamo assuefatti.

Da quando mi sono iscritta al corso per terapista alimentare alcune persone mi hanno chiesto se potevo proporgli una dieta dimagrante (e chiedo scusa a chi ancora non l’ho preparata!!) o di avere consigli per mangiare meglio. Chiaramente queste persone sapevano, e sanno, che non sono dietologa, né nutrizionista. Si sono affidati a me semplicemente perché mi conoscono non aspettandosi sicuramente quello che avrebbero trovato rivolgendosi a una figura professionalmente riconosciuta. Non sono un’ incosciente, né tanto meno superficiale: tutte le diete che ho fatto si sono basate su quello che sto studiando e soprattutto sulla mia esperienza quotidiana; posso solo dire che chi le ha seguite abbastanza rigorosamente ha ottenuto risultati soddisfacenti.

Detto questo vorrei però focalizzare l’attenzione sui diversi tipi di dieta che ultimamente vanno di moda. Leggendo i giornali si trovano infinite diete dimagranti, disintossicanti, rigeneranti… che durano 4 giorni, una settimana,…, e che promettono di far perdere quei pochi chili messi durante le feste bevendo centrifugati, mangiando solo uva, sostituendo il pasto con un gelato e così via. Insomma sembra che non rimanga che scegliere la dieta preferita! E poi ci sono le diete più drastiche, quelle che eliminano totalmente i carboidrati per un periodo favorendo esclusivamente l’assunzione di proteine. Ora, non entro nel dettaglio perché ammetto di non conoscere alla perfezione questa dieta, e ammetto anche di non volere fare troppi sforzi per capirla: parto dal presupposto che sia illogica e avendo io una mente abbastanza matematica, se una cosa non è logica non mi interessa.

Quello che mi interessa è provare a far passare il messaggio che è il cibo stesso a farci stare bene, ma non il cibo raffinato, pieno di zuccheri, conservanti, aromi artificiali, addensanti e così via, ma è semplicemente il cibo che l’uomo ha da sempre mangiato dalla sua origine fino a 100-150 anni fa: cereali integrali, legumi, verdura e frutta di stagione. Perché mai dovrei nutrirmi di sole proteine animali, se non è nella mia natura? Non mi risulta che l’uomo abbia mai mangiato così, e non mi risulta neppure che i nostri geni siano cambiati negli ultimi duecento mila anni (questa non è farina del mio sacco, per approfondimenti Ongaro Filippo, mangia che ti passa, Milano, Piemme, 2011), quindi perché dovrei costringere il mio copro a una forzatura così innaturale per poter buttare giù qualche chilo messo su proprio a causa di una scorretta alimentazione? E perché mai dovrei bere 3 litri di acqua al giorno per eliminare le proteine in eccesso assunte con una dieta proteica, costringendo reni e fegato a un lavoro extra?

Certo, pasta raffinata e riso raffinato, che sono solo amido e zucchero, fanno ingrassare, ma non è così per i cereali integrali, le verdure e i legumi. Perché escluderli dalla dieta anche solo per un periodo relativamente breve? Provate a riscoprire i cereali in chicco (riso integrale, miglio, quinoa, amaranto, grano saraceno) e per una decina di giorni sostituiteli alla pasta senza glutine. Provate a eliminare pane, crekers, grissini, patatine, e aumentate l’assunzione di verdure di stagione variandole il più possibile, provate a ridurre drasticamente l’assunzione di carne (sia bianca sia rossa) e mangiate più lenticchie, ceci, azuki e volendo pesce come branzino, orate, trote, sostituite il dolce con frutta di stagione, non con i dolcificanti chimici che sono dannosissimi per il nostro organismo. Non sarà necessario pesare nulla, calcolare le calorie o privarsi di un bel pasto saziante. Il vostro umore migliorerà, la pelle migliorerà, la bilancia sorriderà (ma a quel punto sarà l’ultima delle vostre preoccupazioni!!).

In 10 giorni vedrete i primi benefici, in tre mesi vi sentirete come nuovi! E se poi approfitterete della bella stagione per fare passeggiate all’aria aperta e qualche giro in bicicletta sarà ancora meglio! Siete ancora convinti di volervi abbuffare di sole proteine??? Pensateci davvero bene, perché quello che mettete a rischio è la vostra salute e non credo ne valga la pena…Bisogna iniziare seriamente a pensare che la salute passa da quello che si mangia, al di là dei chili di troppo (che sicuramente è meglio non avere addosso).

C’è chi sta pensando di tassare i cibi spazzatura, quelli che ci fanno ingrassare: davvero la capiremo solo grazie all’introduzione di una sovrattassa? Siamo così ridotti male? Certo (e qui non voglio alimentare una polemica), i cibi per celiaci sono già costosi, figuriamoci se dovessero sovratassarli (visto che la maggior parte non li farei rientrare nella categoria dei cibi sani), ma forse un’attenzione in più a quello che compriamo con il nostro buono mensile dovremmo mettercela. Se non l’avete già visto vi lascio riflettere anche sulle parole del prof. Berrino (chiaramente molto più autorevoli delle mie!!). Buona riflessione (ai celiaci e non..).

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9 pensieri riguardo “Rimettersi in forma, naturalmente

    1. Paola, temo di avere cattive notizie.
      Ho scritto ancora al servizio clienti della finestra sul cielo e questa volta mi ha risposto in modo leggermente diverso dalla precedente, dove invece mi assicuravano la garanzia su tutta la filiera: perccato de non avere più quella mail, perché non me la sono sognata!!!

      Posto qui la loro ultima risposta:
      “come le abbiamo già spiegato il nostro malto di riso non è certificato essere Senza Glutine.
      Questo significa che la nostra azienda non svolge su TUTTI I LOTTI le analisi sulla eventuale presenza di glutine e per questo motivo lei e le sue amiche non trovate riscontro in etichetta sulla dicitura “Senza Glutine”.

      Chiarito questo punto le ho aggiunto informazioni relative al fatto che mi veniva chiesto in merito alla presenza dell’orzo nel malto e vi abbiamo trasparentemente informato che abbiamo verificato che,come ingrediente costituito dall’orzo aggiunto per la fermentazione del riso, il glutine che risulta presente alla fine della trasformazione nel prodotto non supera i 20 ppm quindi è presumibile che questo non avendo altre fonte sia assente nel prodotto.
      Ma non ho evidenze analitiche che non venga contaminato durante la lavorazione e l’invasamento essendo confezionato in uno stabilimento non notificato per il senza glutine; ora le sembra più chiara la spiegazione?

      Quindi noi, da sempre,non lo consigliamo ai celiaci perché non è verificato da analisi essere senza glutine.”

      Mi spiace davvero di non poter provare che, al contrario assicuravano che tutto il processo era garantito.

      A questo punto ricomincia la ricerca del malto “perfetto”!
      Speriamo di trovarlo

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